Considerazioni sparse e provvisorie in vista di una qualche modesta proposta per riuscire a fare a scuola gli autori del nostro tempo senza rinunciare ai classici (e viceversa)

23 giugno 2017 by

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“I plagi”, di Daniele Muriano / secondo estratto

22 giugno 2017 by

di Daniele Muriano

[Daniele Muriano, nel corso di una Bottega di narrazione, ha scritto un notevole – secondo me – romanzo che, dopo un po’ di esitazioni, ora ha il titolo provvisoriamente definitivo – e comunque assai azzeccato – di I plagi. Ne pubblicherò alcuni estratti in vibrisse, nella speranza di suscitare l’interesse di qualche editore. Questo è il secondo estratto: si tratta dell’inizio della seconda parte. Il primo estratto è qui. L’immagine “di copertina” è un’opera di Kazimir Severinovič Malevič]

Sintesi: Angelo, trentenne oppresso da una certa fatica esistenziale, va al mare per dimenticarsi completamente. Si lascia alle spalle il padre, Alfredo, malato psichiatrico momentaneamente accudito dal badante. A Viareggio, forte della solitudine, vive sei giorni di eccessi. Cercando in ogni modo di dimenticarsi, si unisce a un gruppo di adolescenti (tra cui la bella Manuela) con cui compie una serie di nequizie a suo dire eclatanti. Piccoli furti, spaccio di droghe leggere, rapporti sessuali in serie, molte azioni immaginarie. Riesce in tutto questo a essere altro da sé. Ma la sua vita gli ritorna addosso in un istante, nel viaggio di ritorno. Al sesto giorno di irraggiungibilità telefonica, accende il cellulare. Scopre che il padre è morto in sua assenza. Il treno sta entrando ora nella stazione centrale di Milano. (Tra le persone che assistono al cedimento, due cinesi dall’aspetto perturbante).

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Le buste-sorpresa di “Fiction 2.0”

16 giugno 2017 by

di giuliomozzi

Come per l’uscita di Favole del morire mi divertii a proporre un’offerta da favola, così per l’uscita di Fiction 2.0 propongo le buste-sorpresa.

Per ottenere una busta-sorpresa di Fiction 2.0 bisogna:

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“I plagi”, di Daniele Muriano / primo estratto

15 giugno 2017 by

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Una chiacchierata con Ivano Porpora, 1 / Il creatore di universi

14 giugno 2017 by

giuliomozzi conversa con Ivano Porpora

[Al romanzo di Ivano Porpora Nudi come siamo stati, da poco apparso per Marsilio, tengo particolarmente. Inizio oggi un’intervista a puntate].

Il co-protagonista di Nudi come siamo stati (Marsilio 2017), Severo, appare per un attimo – un cameo, potremmo dire – nel romanzo La conservazione metodica del dolore (Einaudi 2012). Altri personaggi comuni a questo e a quello attraversano la scena. Il territorio comunque è quello: Viadana, vicino al Po (con una puntata a Collobrières, Provenza). Nel terzo romanzo – al momento intitolato L’argentino, già completamente scritto – si torna a Collobrières, e il lettore reincontrerà personaggi già a lui noti e scoprirà frammenti per ora sconosciuti della loro vita. E’ come se, Ivano, tu lavorassi da tempo a un immaginario unico, compatto, e popolatissimo.

Unico, compatto e popolatissimo.

Il lavoro più duro non è stato, paradossalmente, né quello sulla unicità né quello sulla, diciamola così, popolazione.

Anzi. I personaggi sono venuti fuori a grappoli, ne so il nome, ne conosco le storie; mi aiuta tanto sapere chi sono perché so da dove vengono, cos’hanno vissuto, in libri precedenti o successivi ne racconto la storia. Molto meglio che le schede dei personaggi: non ho mai fatto una scheda personaggio, per me la scheda personaggio è la storia che ha vissuto, possibilmente depurata dai suoi pensieri, mi dice chi è. Paradossalmente questo succede più ai personaggi che chiamerei fuori fuoco nella storia – dirli comparse mi risulta offensivo, le comparse si prendono il cestino e qualche spicciolo, non è il caso dei miei personaggi, loro non prendono l’elemosina -; Benito de La conservazione è lì, gli voglio bene ma non ho voglia di raccontarlo, Severo e Anita e Arsène sono detti, sono altri, quelli che non sono stati protagonisti, che stanno saltando fuori.

Ti faccio qualche esempio.

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L’ultimo democristiano rimasto sulla faccia della terra

13 giugno 2017 by

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Dieci segreti che un docente di scrittura creativa non rivelerà mai ai suoi allievi

13 giugno 2017 by

Clicca sull’immagine per leggere l’articolo.

I dieci trucchi per pubblicare un libro senza nemmeno scriverlo

9 giugno 2017 by

Cliccare sull’immagine per leggere l’articolo nel sito della Bottega di narrazione.

Dieci cose che ho pensate nel tempo sul conto degli editori, e che con l’esperienza si sono rivelate vere o false

8 giugno 2017 by

1992. Fotografia di Basso Cannarsa

di giuliomozzi

1. Quand’ero, boh, diciottenne, diciannovenne, mi facevo dare nelle librerie i cataloghi degli editori (allora esistevano i cataloghi stampati) e poi a casa me li studiavo. Confusamente, nella mia ingenuità, identificavo l’editore con il suo catalogo, cioè con i libri pubblicati. In quelle liste cercavo una logica, un’organizzazione: e in certi casi (esempi massimi: Laterza, Il Saggiatore, Einaudi, ec.) la trovavo facilmente. Questo il mio primo pensiero. Era vero, allora. Oggi è ancora vero, ma non è più reale.

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“E finalmente, spero, smetterò di scrivere” (il lungo cammino verso “Fiction”)

6 giugno 2017 by

di giuliomozzi

[Il 22 novembre 1999, mentre stavo lavorando al libro Fiction – che apparve presso Einaudi nel 2001 e la cui nuova edizione, Fiction 2.0, sarà a giorni in libreria per Laurana – scrissi all’editor che mi seguiva per fare il punto della situazione (peraltro l’editing, poi, lo feci con un’altra persona). All’epoca l’effettivo titolo del libro non era ancora stato concepito. Pubblico la lettera con qualche doverosa omissione. Vi si parla anche di racconti mai portati a termine. gm]

Padova, 22 novembre 1999

[…] èccoti il libro nuovo. È praticamente finito, nel senso che si vede com’è e come andrà a finire, anche se forse uno solo dei pezzi (Lettera ai direttori) è effettivamente finito, uno (Calcoli) è appena un abbozzo, uno è ancora a metà strada (La fede in Dio) e uno forse è fallito e sarà da buttare (Giustizia poetica?). In realtà è scritto al 70% e riveduto al 30%, più o meno: ma adesso si capisce che cosa ne verrà fuori, e quindi mi sembra il momento buono per parlarne.

Un paio di questi pezzi (La fede in Dio e Calcoli) te li mandai prima delle vacanze d’agosto – il giorno dopo l’ultima volta che siamo riusciti a parlarci. Allora non avevo la minima idea di come sarebbe andata la faccenda.

La faccenda è che io – Giulio Mozzi – ho deciso di editare una serie di testi: lettere, dichiarazioni, memoriali eccetera di alcuni personaggi curiosi, strampalati o tragici. Testi non scritti da me. Come editore, mi limito a corredare questi testi – non sempre: quando serve – con chiarimenti, allegati, ritagli di giornale e così via.

La faccenda diventa estremista con Ultima comunicazione: un testo di quattro righe, la lettera di addio di una adolescente che poi si butterà dal cavalcavia, per il quale prevedo circa venti pagine di allegati. Ne ho fatta un’occasione per lavorare insieme a un po’ di amici: L* P*, S* B*, Umberto Casadei, M* N*) eccetera: loro scriveranno gli allegati, io poi farò un po’ di assemblaggio e di cut-up. [1]

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Ultimi libri letti o riletti

6 giugno 2017 by

di giuliomozzi

Lirici della scapigliatura, a c. di Gilberto Finzi, Mondadori 1965, pp. 303 (leggiucchiato). (Comperato a Bologna, Libreria Ibs).

– Giuseppe Caliceti, Miti bambini. Come rispondere alle grandi domande dei piccoli, Bompiani 2017, pp. 171 (ricevuto in omaggio).

– Edoardo Albinati, La comunione dei beni, pref. Giordano Meacci, Nino Aragno 2017, pp. 159 (ricevuto in omaggio).

Almanacco 2017. Mappe del tempo. Memoria, archivi e futuro, a c. di Ermanno Cavazzoni, Quodlibet Compagnia Extra 2017, pp. 162 (Comperato a Bologna, Libreria Ibs).

– Salvador Elizondo, Farabeuf o La cronaca di un istante, tr. Enrico Cicogna, Feltrinelli 1970, pp. 158 (rilettura). (Comperato molto tempo fa, chissà dove).

– Alberto Arbasino, Super-Eliogabalo, Feltrinelli 1969, pp. 322 (rilettura). (Comperato molto tempo fa presso Il Libraccio, Milano).

– Christoph Theobald, Il cristianesimo come stile. Un modo di fare teologia nella postmodernità, tr. delle Benedettine dell’Isola di San Giulio, rev. Maurizio Rossi, vol. I, pp. 445, Dehoniane Bologna 2009 (appena iniziato, sono a p. 84). (Acquistato presso la Libreria San Paolo di Cagliari).

E voi?

Dieci sindromi tipiche dello scrittore in cerca di editore (con terapie)

5 giugno 2017 by

di giuliomozzi

1. La sindrome di Segrate. “O Mondadori, o niente!”. E così, il nostro scrittore in cerca di editore rifiuta le proposte delle Edizioni Nuovi Autori, delle edizioni Scrittura Creativa, di Aldino Truff Editore, di Rumenta Editore, e così via; ma, nel mucchio, rifiuta anche le proposte di case editrici serie, serissime, non segratiane, ma comunque riconosciute dai lettori e dalla critica e ben distribuite. “O Mondadori, o niente!”, e non si riesce a fargli capire che se è vero che essere pubblicati da un piccolissimo editore può significare non arrivare nemmeno nelle librerie (se poi sono editori come quelli della nostra lista: auguri), è anche vero che pubblicare con un grande editore senza essere l’investimento principale di quell’editore può significare essere buttati là, nel mucchio, e ciao.
Terapia: portare lo scrittore in una libreria di libri usati. Fargli vedere quanta roba c’è, pubblicata da Mondadori, anche solo pochi anni fa, della quale si è completamente persa la memoria.

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Note di lettura: “L’esilio dei moscerini danzanti giapponesi” di Marino Magliani.

2 giugno 2017 by

di Luigi Preziosi

220Marino Magliani, con L’esilio dei moscerini danzanti giapponesi (da poco in uscita presso Exorma, euro 14,50), continua l’esplorazione di se stesso, già praticata in forma esplicita almeno con Soggiorno a Zeewijck (Amos, 2014) e con Il canale bracco (Fusta, 2015), i suoi ultimi libri più importanti, e con alcuni dei racconti antologizzati in Carlos Paz e altre mitologie private (Amos, 2016). Qui l’autore dismette in parte la procedura narrativa utilizzata in precedenza, consistente nell’individuazione di un pretesto narrativo (raccontare un canale, o la vita in flânerie di una cittadina olandese) che fungeva da spunto per acuminare memorie, ripensare esili, inventare nuove geografie, disegnare mappe e stabilirvi analogie geografiche e spirituali tra luoghi del passato e luoghi del presente. Ne scaturiva l’attribuzione alle cose minime (ma non solo) del mondo di un significato altro, ulteriore rispetto alla sua reale apparenza, quasi un casuale istantaneo scintillio rivelatore del senso dello stare al mondo. Qui il volo si fa più alto, non c’è più ricerca di occasioni contingenti per rendicontare i risultati di questo nuovo modo di investigare se stesso, il pretesto è esattamente ed apertamente il mero bisogno di raccontare.

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“L’arte di troncare”, di Micaela Murghy

27 maggio 2017 by

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Acqua

24 maggio 2017 by

Franco Brizzo rende omaggio, molto dal basso, a Italo Calvino

[Nei primi giorni di giugno 2017, così assicura l’editore (Laurana), se l’Autore non s’inventerà qualcosa di strano, sarà in libreria Fiction 2.0, di Giulio Mozzi, nuova edizione parecchio riveduta del libro Fiction già pubblicato presso Einaudi nel 2001. Ci sarà dentro qualcosa di un po’ cambiato, qualcosa in più e qualcosa in meno. A questo “qualcosa in meno” – racconti che all’Autore sono sembrati incompatibili col resto dell’opera, o che non gli piacciono più, o che come questo sembrano sorpassati dagli avvenimenti – diamo un’estrema chance di sopravvivenza pubblicandoli qui. Ecco il secondo, attribuito a Franco Brizzo. Come tutti ricorderanno, Qwfwq è “il narratore e protagonista di alcune storie scritte da Italo Calvino, tra cui le Cosmicomiche e Ti con zero” (Wikipedia). gm]

Qwfwq si stiracchiò.
Forse non era esattamente uno stiracchiarsi, quello, comunque si trattava della cosa più simile allo stiracchiarsi che fosse capace di fare.
Fece entrare acqua, fece uscire acqua.
Si avvicinò alla riva, pulsando.

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Proposta per pubblicare un giornale quotidiano intitolato a Padre Pio. Pubblico appello a Sua Santità il Papa, il dottor Maurizio Costanzo e l’avvocato Giovanni Agnelli (in attesa di “Fiction 2.0”)

23 maggio 2017 by

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Dieci sistemi quasi sicuri per superare l’antagonismo Torino-Milano in fatto di fiere del libro

22 maggio 2017 by

di giuliomozzi

1. Affidare la gestione della fiera di Milano alla squadra che oggi gestisce la fiera di Torino e affidare la gestione della fiera di Torino alla squadra che oggi gestisce la fiera di Milano.

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Bottega di narrazione 2017-2019: il bando

18 maggio 2017 by

La Bottega di narrazione di Milano non è solo un corso di scrittura creativa (qualunque cosa si voglia intendere con queste due parole, ormai inflazionate e purtroppo screditate).

La Bottega di narrazione è un’esperienza formativa nella quale l’apprendista e il suo progetto di narrazione stanno al centro di tutto.

Dura un po’ più di un anno, prevede 12 incontri (in 12 fine di settimana) per un totale di circa 200 ore d’aula. Senza contare tutto il resto.

Il bando completo è qui.

Pratica, terapia e profilassi dell’errore (in dieci punti, as usual)

16 maggio 2017 by

Un errore classico.

di giuliomozzi

[Questa decina doveva essere un’altra cosa, ma ha voluto venir così].

1. Chiunque, scrivendo, fa errori banali:
– errori di digitazioen (taluni dovuti alla velocità – e ci sono errori tipici di chi scrive assai velocemente, come quello che avete appena visto, ed errori tipici di chi scrive lentamene, come questo -; altri a perfidi aggeggi come i correttori automatici che trasformano le silfidi in sifilidi e le melanzane – giuro! – in fidanzate);
– errori in quelle cose infide come le “i” che compaiono e scompaiono dalle valigie, dalle provincie e da certi verbi dalla coniugazione impertinente (lascieremo o lasceremo?);
– errori per certi raddoppiamenti e scempiamenti molto regionali,ai quali il nostro orecchio a volte è più assuefatto di quello che crediamo;
– errori per più o meno passeggere mode, come l’orribilissimo affianco per a fianco;
– errori nella scrittura di parole importate da lingue molto esotiche come l’inglese (in vita mia ho letto la parola suspense scritta in diciotto modi diversi: tanto che, per sicurezza, scrivo sempre tensione o attesa, secondo i casi);
– ed errori d’altro genere.
L’unica terapia consigliabile è: rileggere, consultare il dizionario (in rete ce n’è di affidabilissimi). L’unica profilassi consigliabile è: abituare a rileggere, abituare a consultare il dizionario.

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“Come fare sesso con un alieno. Manuale pratico”, di Alfred Koitusberg

11 maggio 2017 by

di Ennio Bissolati

[Ennio Bissolati sostiene di essere un bibliofilo. Sostiene, anche, di essere spesso l’unico lettore dei libri che recensisce. gm].

Il lettore o la lettrice che avesse a suo tempo apprezzato il Sommario semiesauriente delle maialate pubblicato a puntate in questo medesimo e cordialissimo blog vibrisse (e ora disponibile in carta), potrebbe essere indotto in tentazione da questo libricino pubblicato dall’oscuro editore altroveditore (così, tutto minuscolo, come minimum fax: sarà una cosa di tendenza), ma attenzione: se vi troverà più dettaglio, e più tecnicità, rispetto alle corsive trattazioni dell’Eusebio Gnirro, non vi troverà però né altrettanta eccitazione stilistica né altrettanto disincantato cinismo; per non parlare dello stile, lì tra l’evocativo e il manganelliano, qui piattamente anatomo-meccanicistico, tanto minuzioso nei dattagli quanto prolisso nell’insieme, tanto bizzarro nell’oggetto quanto manualisticamente hopeliano (absit iniuria verbis) nello svolgimento. Ma andiamo con ordine.

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