Dieci romanzi indispensabili per chi voglia scrivere un romanzo (fino al Novecento)

28 aprile 2016 by
Jacopo Chimenti, 1551-1640. Interno di dispensa con cibarie

Jacopo Chimenti, 1551-1640. Interno di dispensa con cibarie

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Dieci libri italiani di poesia veramente indispensabili (fino al Novecento)

26 aprile 2016 by
Jacopo Chimenti, 1551-1640. Interno di dispensa con cibarie

Jacopo Chimenti, 1551-1640. Interno di dispensa con cibarie

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Meno cinque

22 aprile 2016 by
Scrittura creativa, Corsi di scrittura creativa a Milano

Tranquilli, per il Corso fondamentale di narrazione 2016 ci sono ancora posti liberi (clicca)

Prima che parta il treno

21 aprile 2016 by
Scrittura creativa, Corsi di scrittura creativa a Milano

Il treno del Corso fondamentale di narrazione 2016 sta per partire… (clicca)

“Volevo fare lo scrittore (sul serio) ma i corsi di scrittura creativa mi hanno rovinato per sempre”, di Mario Cippa Lippa

21 aprile 2016 by

di Ennio Bissolati

[Ennio Bissolati è un bibliofilo. Per vibrisse recensisce libri introvabili, dei quali sostiene di essere l’unico lettore. gm]

cippaLa prima impressione, più che ovvia e naturale, è che alla domanda se in Italia i corsi i seminari le scuole gli stage i workshop i laboratori le botteghe di scrittura creativa abbiano o non abbiano “prodotto” nuovi narratori di un qualche rilievo, la risposta più caritatevole sarebbe: no, ma hanno prodotto un nuovo genere letterario, ovvero il “romanzo di deformazione” del frequentante di un corso un seminario una scuola uno stage un workshop un laboratorio una bottega di scrittura creativa. “Deformazione”, mi raccomando, e non “formazione”, perché con corale (e un po’ assordante) univocità tutti questi romanzi (dei quali quello di cui ci occupiamo, del Cippa Lippa, va considerato meramente come esemplare o sintomatico o punta d’iceberg: non come specialmente meritevole sul piano artistico) raccontano la medesima storia: c’è un gruppo di ardenti aspiranti pieni d’ambizione e di bruciante passione; c’è un Maestro con l’emme maiuscola e dal cognome enfatico tipo Stupazzoni o Pestalozzi o una Maestra con l’emme maiuscola e dal cognome doppio tipo Tocchetti Bocconi o Molarin D’Entière; e vi si producono situazioni di asservimento, di sfruttamento, di vampirizzazione, di cronicizzazione dell’invidia, di umiliazione financo erotico sessuale, di lotta biologica per la sopravvivenza, eccetera eccetera, nelle quali il Maestro o la Maestra risultano sistematicamente essere degli smokeseller più che degli storyteller, e gli allievi sono tutti dei pazzi furiosi invasati – tutti tranne quello, ovviamente, che costituisca proditoria proiezione dell’autore o autrice, suo o sua alter ego o quantomeno portavoce. E quanto sia divertente la lettura di ‘sta roba, ve lo potete immaginare senza che ve lo racconti nel dettaglio il vostro umile bibliofilo.

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Dieci buoni motivi per non avere buoni motivi (per fare qualunque cosa)

20 aprile 2016 by
Questo sì che è un bel motivo!

Questo sì che è un bel motivo!

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Differenze tra ciò che è importante nella scrittura e ciò che è importante nella lettura di un’opera letteraria (appunto)

19 aprile 2016 by

fedora

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E poi il sole tramonterà

19 aprile 2016 by
Scrittura creativa, Corsi di scrittura creativa a Milano

Clicca per leggere il bando del Corso fondamentale di narrazione 2016

Per iscriversi al Corso fondamentale di narrazione 2016, condotto da Giulio Mozzi presso la Bottega di narrazione, c’è tempo fino a venerdì 22.

Uno tira l’altro

12 aprile 2016 by
Dove vanno i ciechi? Clicca!

Dove vanno i ciechi? Clicca!

Esitazioni in amore

10 aprile 2016 by
Scrittura creativa, Corsi di scrittura creativa a Milano

Clicca per saperne di più.

La voce di Gilda Policastro

8 aprile 2016 by
Bologna, 5 aprile 2016. Si parla di Cella, romanzo di Gilda Policastro pubblicato da Marsilio

Bologna, 5 aprile 2016

Martedì 5 aprile 2016 Gilda Policastro ha presentato il proprio terzo romanzo Cella, pubblicato da Marsilio, a Bologna presso la bella libreria Modo Infoshop Interno 4. Con lei Vincenzo Bagnoli e il sottoscritto. Pubblico attento, partecipe, e addirittura numeroso (notati tra i presenti: Gianluca Di Dio, Niva Lorenzini, Loredana Magazzeni, Piero Pieri, Simona Vinci). Cliccando sulla fotografia qui sopra potete ascoltare (in .mp3) la conversazione avvenuta, comprensiva di lettura di due capitoli del romanzo e di una poesia da parte di Gilda.

Il problema sta all’origine

7 aprile 2016 by
Scrittura creativa, Corsi di scrittura creativa a Milano

Perché il leone è pessimista? Clicca sulla mela per saperlo

Dieci buoni motivi per dedicarvi al culto di voi stessi (istruzioni per scrittori giovani)

7 aprile 2016 by
Clicca sul pappafico, ne troverai uno

Clicca sul pappafico, ne troverai uno

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Se lui non vuole

6 aprile 2016 by
Scrittura creativa, Corsi di scrittura creativa a Milano

C’è un modo per convincerlo (clicca)

Foto di gruppo

6 aprile 2016 by
Scrittura creativa, Corsi di scrittura creativa a Milano

Scelte diverse (clicca)

Dieci eventi determinanti che hanno fatto di me lo scrittore che sono

5 aprile 2016 by

di giuliomozzi

[“Dieci”, mi raccomando, non “I dieci”]

1. Sono nato in una famiglia dove si studiava, e si studiava volentieri; e dove c’erano risorse per studiare. Dai genitori – entrambi biologi – appresi, tra le altre cose, un modo di ragionare e parlare rigoroso. Una logica.

2. Mia sorella Maria Luisa studiava lettere, e mi passava poi dei libri, o me li raccontava, o accettava di parlarne con me – che avevo due anni di meno, molta costanza di meno, e moltissima pazienza di meno. Capivo poco, intuivo qualcosa: sviluppavo l’immaginazione, più che l’intelligenza.

3. All’oratorio conobbi Stefano Dal Bianco. Oggi stimato poeta, allora amico prezioso e istruttivo. Aveva un anno meno di me, mi ha insegnato molto, mi ha portato molte letture: faceva qualcosa che io non capivo, ma che mi sembrava vero.

4. Al liceo ebbi, tra gli altri, due insegnanti che avevano per la loro disciplina un appassionamento autentico: Diana Burla, italiano; Renato Bortot, filosofia. Non so quanto ho ritenuto del loro insegnamento: credo di aver intuito qualcosa dal loro appassionamento.

5. Negli anni Ottanta, quando lavoravo nell’ufficio stampa della Confartigianato veneta, per un certo tempo ebbi sopra di me come capo ufficio Guido Lorenzon. Mi fece scrivere molto, mi insegnò molto. Da lui imparai non solo un approccio professionale alla scrittura, ma anche un approccio etico.

6. Nel 1988 trovai in una libreria un libretto di poesie di Laura Pugno, e volli conoscerla. Laura ha dieci anni meno di me, allora ne aveva diciotto: mi ha insegnato molto, ma soprattutto ha riconosciuto qualcosa in me che io stesso non vedevo.

7. Nel 1991 lessi, su istigazione di Stefano Dal Bianco, Grande raccordo di Marco Lodoli. Che Marco Lodoli sia o non sia un grande scrittore, non è questo il punto. Il punto è che quel libro era la cosa più potente che potesse capitarmi in quel momento. E i suoi racconti erano un modello.

8. Nel 1995 o 1996, non so più, conobbi Umberto Casadei: si iscrisse a un mio corso, anzi fu la sorella a iscriverlo. Da lui ho imparato che quando si incontra uno scrittore non c’è altro da fare che mettersi al suo servizio. Lezione utile per gli anni successivi.

9. Nel 2002 o 2003, credo, ricevetti dei racconti da Demetrio Paolin. Non mi convinsero ma mi interessarono. Conobbi così Demetrio. E capii, accidenti se lo capii, che differenza c’è tra uno che fa come me e uno che studia e pensa.

10. E poi sarebbe una lista lunga, molto lunga, di incontri e di apprendimenti. Di alcuni ho preso coscienza solo nel tempo, magari dopo molto tempo. Di altri, chi sa, prenderò coscienza in futuro. Grazie.

Vita di coppia

3 aprile 2016 by
Scrittura creativa, Corsi di scrittura creativa a Milano

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Come funziona davvero la società letteraria italiana

1 aprile 2016 by

di Ennio Bissolati

[Ennio Bissolati è un bibliofilo. Per vibrisse recensisce libri introvabili, dei quali sostiene di essere l’unico lettore. gm]

Una volta tanto, signore e signori, il vostro bibliofilo verrà meno all’impegno preso a suo tempo di recensire unicamente pubblicazioni di reperibilità difficile, ardua, o perlomeno impossibile: e vi parlerà invece d’un libro messo al mondo da un grande editore (grande dimensionalmente; ex “grande editore”, secondo alcuni – e il caso in questione testimonierebbe -; ma questa è un’altra faccenda): Einaudi, nientepopodimeno; in una collana di grande prestigio, la “bianca” di poesia (la collana nella quale si pubblicano, per stare agli italiani viventi, le opere di Valerio Magrelli, Patrizia Cavalli, Cesare Viviani, Mariangela Gualtieri, Gianni D’Elia, Patrizia Valduga, Aldo Nove e altri). Il libro in questione è: Poesie erotiche e appassionate – di? Non è difficile indovinare, per chi frequenti regolarmente questo ai suoi bei dì autorevole bollettino vibrisse. Ebbene sì: di Mariella Prestante. Da pochi giorni in libreria.

Mariella_Prestante_Einaudi_Chi segua da qualche tempo (anche distrattamente, vista l’insistenza) le molteplici (e un po’ confuse e frenetiche, va detto) attività del curatore di vibrisse sa benissimo chi sia costei: è l’autrice, pretesamente femminista e antimaschilista (ma in realtà pervicacemente tanto antifemminile quanto antimaschile), di certi sonettuzzi scolastici, di certe canzoncine pretenziosucce, di certe cabalette seriosamente oscene, che da qualche tempo va pubblicando in Facebook; il tutto scritto in una lingua infarcita di riboboli e solecismi, irresponsabilmente mischiata d’aulico e di corporale, appoggiata su un citazionismo miserando e imparaticcio; con rivendicazioni però (e questo è il colmo) virtuosistiche: da cui i sonetti monorimi, le rime difficili se non assurde (un esempio per tutte: “puzzi: Tootsie”), la risuscitazione di forme che non hanno più alcuna ragion d’essere né storica né stilistica né poetica né meno archeologica come lo strambotto o la ballata o la sestina. Il Mozzi (che qui ci ospita; e gli dovremmo forse qualche non metrico rispetto; ma il vostro Bissolati, lo si sappia, da sempre fa suo il motto amicus Julius, magis amica veritas: e se questo articolo dovesse costargli il posto, e il diritto di quivi pubblicare, non se ne adonterà; se ne farà, semmai, motivo d’orgoglio) da tempo segue, o insegue, talvolta precede, spesso accompagna, tutto sommato trasporta e trasborda questa inane versificatrice nel suo pecorso, diciamo così (ma facciamo uno sforzo a dir così), poetico.

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Con te o senza di te

31 marzo 2016 by
Scrittura creativa, Corsi di scrittura creativa a Milano

La vera donna sa scegliere le sue compagnie

Senza se e senza ma

29 marzo 2016 by
Scrittura creativa, Corsi di scrittura creativa a Milano

Eh: c’è chi gli gli va e chi non gli va (clicca)


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