UtN, 3 / Saranno giorni di quiete

3 dicembre 2016 by

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Utn, 2 / Vieni più vicino

2 dicembre 2016 by

collegio

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UtN, 1 / Quella ragazza

1 dicembre 2016 by

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L’uomo col giornale in mano

25 novembre 2016 by
Tranquillo Cremona: Ritratto di Giuseppe Bianchi

Tranquillo Cremona: Ritratto di Giuseppe Bianchi

di giuliomozzi

[Scritto a fine 2005 o inizio 2006, su richiesta di Stefano Fugazza e Gabriele Dadati, per la collana Scrivere l’arte della Galleria d’arte moderna Ricci-Oddi di Piacenza. Forse non è vero che questo quadro è il primo in cui compare un giornale quotidiano: comunque dev’essere uno dei primi].

L’uomo col giornale in mano
ha il braccio destro abbandonato lungo il fianco.
L’uomo col giornale in mano
regge il giornale con la mano destra,
alza lo sguardo e volta il viso verso
noi, che lo guardiamo.
L’uomo col giornale in mano
ha interrotta la lettura del giornale
per guardare
noi, che lo guardiamo.

L’uomo col giornale in mano è morto.
Noi, per ora, siamo vivi.

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Cose sentite dire negli ultimi cinque giorni

21 novembre 2016 by

di giuliomozzi

1. (per la strada). “Certo che è comodo, fare gli scrittori. Scrivi il tuo libro, lo pubblichi, e ogni mese ti arriva il bonifico dei diritti”.

2. (in chat). “I corsi di scrittura creativa non servono a niente. Io ho fatto un corso di rebirthing, e non mi è servito a una cippa. E’ la stessa cosa”.

3. (sul treno). “Una fiera del libro a Milano non serve a niente, ci sono già tutti gli editori, a che gli serve? Le fiere bisogna farle dove i libri non arrivano, tipo Venezia”.

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Un momento un po’ così

21 novembre 2016 by

Aula e piuma

14 novembre 2016 by
Domenica 13 novembre 2016, ore 7.35

Domenica 13 novembre 2016, ore 7.35

di giuliomozzi

Ieri mattina alle sette e mezza circa sono entrato in quest’aula. Ho acceso il riscaldamento, ho lasciata aperta la porta per cambiare l’aria. Mi sono seduto, mi sono guardato intorno, e ho fatto un conto: negli ultimi sei anni ho trascorso qui dentro, a far lezione, circa millecinquecento ore: poco più di un migliaio con Gabriele Dadati e con ospiti occasionali, le altre da solo.

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Rivoluzione Quentin

11 novembre 2016 by

di Marco Candida

[Il testo si intitola La rivoluzione di Quentin]

con affetto a Quentin Tarantino

pulpbooks-7-900x1350È sbalorditivo constatare quanto Ernest Hemingway sia debitore di Sherwood Anderson. Eppure, pochi autori come Hemingway hanno consolidato il cammino della letteratura negli ultimi decenni – e qui “letteratura” ha valore altissimo: significa soprattutto “modalità di rappresentazione del mondo”. Esempi come quelli di Hemingway, in letteratura, ce ne sono un bel po’. Generalmente, sappiamo che tutti i grandi autori, o una parte non trascurabile d’essi, sono debitori. Forse, però, questa parola, la parola “debitore”, colpisce ormai in maniera troppo debole la nostra immaginazione. Infatti, se i grandi autori sono “debitori”, allora dobbiamo immaginarci “debitori” “pieni e strapieni di debiti”: non soltanto un paio di collane in una gioielleria e qualche bottiglia di whisky nel negozio di liquori sotto casa. Se sono “ladri”, li dobbiamo immaginare non semplici furfantelli che svaligiano un appartamento o commettono qualche scippo per strada: piuttosto quel tipo di birbanti che s’impadroniscono di capitali interi, società, know-how. Ecco, questo è il tipo di “debitori” o di “ladri”, se vogliamo usare i vocaboli “ladri” e “debitori”, che dobbiamo immaginarci. Ma, se sono “debitori” o “ladri”, che cosa consente a questi grandi autori di seguitare a essere considerati “grandi”? O, ancora meglio: perché questi autori sono indubitabilmente più grandi, importanti, belli e migliori degli altri autori?

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Quel fragoroso silenzio: il testo completo

6 novembre 2016 by
Clicca su Rossini per prelevare il testo

Clicca su Rossini per prelevare il testo

Quel fragoroso silenzio (buffonata rossiniana a Riva del Garda e a Nonantola)

3 novembre 2016 by

Giacchino Rossini manifesta tutto il suo entusiasmo

di giuliomozzi

Domani venerdì 4 novembre 2016, alle 21, a Riva del Garda presso l’Auditorium del Conservatorio, andrà in scena una faccenda che s’intitola Quel fragoroso silenzio. Non è una commedia in prosa (e tantomeno in versi), non è un’operetta (e tantomeno un’opera): è – me lo dico tra me e me, sperando che non mi si senta – una specie di buffonata. Gioacchino Rossini, che da lassù (spero non da laggiù) forse ci sentirà schiamazzare, e magari si sporgerà dai balconi celesti a vedere che succede, spero non s’adonterà.

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Cinquanta minuti con Tullio Avoledo

2 novembre 2016 by
Clicca per guardare l'intervista di Marzia Tomasin a Tullio Avoledo

Clicca per guardare l’intervista di Marzia Tomasin a Tullio Avoledo

Come sconfiggere la sindrome della pagina bianca, in dieci mosse

1 novembre 2016 by
Tre scrittori affrontano la sindrome della pagina bianca

Tre scrittori affrontano la sindrome della pagina bianca

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Don DeLillo, “Zero K”. Appunti di lettura

31 ottobre 2016 by

don_delillodi Demetrio Paolin

Ci sono diversi modi per provare a dire qualcosa sull’ultimo libro di Don DeLillo Zero K (Einaudi 2016, trad. Federica Aceto). La maggior parte delle recensioni sono in realtà riflessioni molto profonde e ultime sul tema del romanzo. È vero che Zero K costringe il lettore a questo tipo di taglio speculativo visti i temi che affronta (la vita dopo la morte, i limiti etici e tecnici della scienza, il rapporto padri figli), ma proprio l’immensità di questi topoi letterari fa sì che spesso e volentieri le riflessioni sul romanzo siano più vicine a una speculazione filosofica che una effettiva ricognizione del testo.

Questi pochi e brevi appunti partiranno, invece, da una spia testuale, e spero possano essere altrettanto interessanti. Chiunque abbia avuto una lunga frequentazione dei testi dello scrittore amerciano  non può non aver avvertito un cambio radicale di stile da Underworld a quest’ultima fatica; un evento che potremmo definire: la sparizione della similitudine.

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Il Corso fondamentale di narrazione a Cagliari

28 ottobre 2016 by
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Come si fa una descrizione?

25 ottobre 2016 by

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Dieci piccole verità molto utili a districarsi nei meandri della Repubblica delle Lettere

21 ottobre 2016 by

fortbourtange

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Il vero motivo per cui Giulio Mozzi non scrive più libri

19 ottobre 2016 by

realidad_corpus_mitologico

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La servitù dello scrittore

18 ottobre 2016 by
In periscritto.it, Marzia Tomasin ha pubblicato una lunga e interessante chiacchierata con Demetrio Paolin. Basta cliccare qui sopra.

In periscritto.it, Marzia Tomasin ha pubblicato una lunga e interessante chiacchierata con Demetrio Paolin. Basta cliccare qui sopra.

“Una crime novel, o forse una favola”. Edoardo Zambelli su “Lo spregio” di Alessandro Zaccuri

13 ottobre 2016 by

di Edoardo Zambelli

[Questo articolo è apparso nel sito personale di Edoardo Zambelli].

cop_zaccLo spregio, ultimo romanzo di Alessandro Zaccuri, è, secondo me, un libro che può essere letto in modi diversi. Una lettura molto bella (e credo anche più profonda della mia) l’ha data Demetrio Paolin qui. Io, per parte mia, l’ho letto come una crime novel, e credo di poter dire che questa, per quanto magari più superficiale, sia una lettura altrettanto legittima (in fondo, un lettore un libro lo legge un po’ come gli pare) che non manca di rispetto all’autore e non sminuisce la bellezza del libro stesso.
Una crime novel, quindi, con tutti gli ingredienti necessari, ma, anche, con la capacità di giocare col genere senza aderirvi del tutto, di prenderne alcune delle regole e piegarle all’esigenza di dire altro.
Le prime pagine sono tutte per la “formazione criminale” di Angelo, il giovane protagonista del libro, che scopre e pian piano accetta e fa sue le attività più o meno criminali del Moro, suo padre, guidato da un bisogno d’emulazione, di diventare come lui.

Continua a leggere nel sito personale di Edoardo Zambelli.

Un concorso per l’inverno: un terribile Natale

13 ottobre 2016 by
Un'immagine tipicamente natalizia.

Un’immagine tipicamente natalizia.

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