Posts Tagged ‘Sacrificio’

Note di lettura: “Baco” di Giacomo Sartori.

9 febbraio 2020
Luigi Preziosi.

La produzione più recente di Giacomo Sartori, con la sola eccezione del romanzo Sono Dio, è improntata all’esplorazione, condotta privilegiando toni partecipi ed insieme oggettivi, di condizioni esistenziali di segregazione e di confinamento. Così è in Rogo, in cui le tre protagoniste sono materialmente o psicologicamente prive di libertà, così in Cielo nero, in cui la prigionia di Galeazzo Ciano, rinchiuso nel carcere di Verona in attesa della morte, si fa metafora di altre privazioni di libertà, meno storicamente note, ed anche in Sacrificio, dove un arcigno paesaggio alpino restringe gli orizzonti spirituali dei giovani protagonisti.
Anche il protagonista di Baco (Exorma, 2019) vive una condizione di separazione, non claustrofobica, come alcuni dei personaggi dei romanzi citati, ma certamente di isolamento interiore. Si tratta di un ragazzino di dieci anni, di cui non è rivelato il nome, affetto da sordità, iperattivo, a volte protagonista di intemperanze che si manifestano soprattutto in ambito scolastico. (more…)

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Note di lettura: “Sacrificio” di Giacomo Sartori.

26 dicembre 2013

di Luigi Preziosi

SacrificioIl ritorno in libreria, per merito di Italic, a pochi anni dalla prima uscita presso PeQuod, di Sacrificio di Giacomo Sartori, può intendersi come implicita attestazione del suo valore, misurabile appunto su una sua particolare capacità di persistere nel tempo, certo non comune nell’attuale produzione narrativa. Il romanzo esplora miserie morali purtroppo durevoli nei nostri anni, nascoste nei recessi più segreti che ognuno a volte intuisce in sé, e forse ben più facilmente riconosce nella collettività di cui fa parte. Nessuno, infatti, può illudersi di essere immune da colpe, non fosse altro che di pura omissione, o, peggio, di mancata resistenza al male, nella deriva in cui questi nostri giorni paiono irreversibilmente trascinati. Di essa Sartori enuclea alcuni tra gli effetti che più ci depauperano della nostra umanità, esibendo una scrittura asciutta, controllata fino a lambire l’impersonalità, che, non prestandosi a qualsivoglia contiguità emotiva con i personaggi, si rivela particolarmente adatta a rappresentare il nulla delle loro esistenze.

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Sacrifici

7 dicembre 2011


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