Posts Tagged ‘Rogo’

Note di lettura: “Baco” di Giacomo Sartori.

9 febbraio 2020
Luigi Preziosi.

La produzione più recente di Giacomo Sartori, con la sola eccezione del romanzo Sono Dio, è improntata all’esplorazione, condotta privilegiando toni partecipi ed insieme oggettivi, di condizioni esistenziali di segregazione e di confinamento. Così è in Rogo, in cui le tre protagoniste sono materialmente o psicologicamente prive di libertà, così in Cielo nero, in cui la prigionia di Galeazzo Ciano, rinchiuso nel carcere di Verona in attesa della morte, si fa metafora di altre privazioni di libertà, meno storicamente note, ed anche in Sacrificio, dove un arcigno paesaggio alpino restringe gli orizzonti spirituali dei giovani protagonisti.
Anche il protagonista di Baco (Exorma, 2019) vive una condizione di separazione, non claustrofobica, come alcuni dei personaggi dei romanzi citati, ma certamente di isolamento interiore. Si tratta di un ragazzino di dieci anni, di cui non è rivelato il nome, affetto da sordità, iperattivo, a volte protagonista di intemperanze che si manifestano soprattutto in ambito scolastico. (more…)

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Note di lettura: “Rogo” di Giacomo Sartori.

10 ottobre 2015

di Luigi Preziosi

Una sottile sensazione di sgomento percorre le tre storie di donne che, anche senza ricorrere a simmetrie eccessivamente meccaniche, Giacomo Sartori intreccia nel suo ultimo romanzo, Rogo, uscito qualche mese fa presso CartaCanta editore. Ben poco in apparenza accomunerebbe le vicende di Lucilla, Gheta e Anna, separate prima di tutto da notevoli distanze temporali: la prima si svolge al crepuscolo degli anni Settanta, la seconda in un Seicento tenebroso e terribile, la terza nei nostri anni smemorati ed inconsapevoli. Ognuna di queste storie è fortemente caratterizzata dai guasti prodotti delle culture prevalenti, e di queste ognuna delle protagoniste è vittima inconsapevole: per Gheta, si tratta dei pregiudizi da cui germinò la persecuzione delle streghe; per Lucilla, è l’euforia di uno spontaneismo anarchico e refrattario all’assunzione di responsabilità che tende a negare ogni regola nelle relazioni; la deriva verso una ostinata sordità alle voci degli altri e l’attenzione esasperata alle apparenze che intristiscono questi nostri anni, per Anna. Sartori insiste proprio sulle diversità degli sfondi davanti ai quali agiscono le protagoniste per far risaltare per contrasto come affini le angosce che risalgono da profondità di anime forse malate, certamente difficili da comprendere. (more…)