Posts Tagged ‘Valentina Durante’

Come sono fatti certi libri, 11 / “I send you this cadmium red”, di John Berger & John Christie

31 luglio 2017

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Chi ha investito nella formazione/crescita di un pubblico?

16 aprile 2017

Cristoforo Colombo alla ricerca di nuovi mecati

di Valentina Durante

[Valentina Durante ha inserito in calce al mio appunto Perché alla letteratura si chiedei di impoverirsi, mentre altri media narrativi (cinema, serie tv, videogiochi) continuano ad arricchirsi un interessante commento. Lo riporto qui (tagliando il cappello) perché credo che sia un buon punto di svolta della discussione. gm]

[…] Lavorando nel marketing e nella pubblicità, so per esperienza che il pubblico (o per essere più precisi il target) non va solo cercato ma anche creato. Che un’azienda che si proponga degli obiettivi commerciali di medio e lungo periodo (non solo di breve e di brevissimo) debba investire anche in formazione (e in certi casi pure in alfabetizzazione vera e propria) del suo pubblico. Questa formazione ha un costo: e non sempre questo costo è sostenibile e non sempre viene recuperato, almeno nell’immediato.

Le domande da porsi sono dunque, secondo me:

Quali settori (parlo di cultura e intrattenimento) hanno investito, negli ultimi dieci quindici anni, nella formazione/crescita del proprio pubblico?

Quali settori hanno – per caratteristiche intrinseche e per congiuntura di mercato – la possibilità finanziaria di continuare (o cominciare) a investire nella formazione/crescita del proprio pubblico?

Quali settori hanno – per caratteristiche intrinseche e per la congiuntura di mercato – la possibilità finanziaria di lavorare nell’ottica di piani di sviluppo a cinque, dieci, quindici anni, e non solo a dodici mesi (arco temporale di un piano di marketing standard)?

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UtN, 7 / S.E.N.S.

8 dicembre 2016

loretta_lux

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Da Yūgao (夕顔) a Hikaru Genji (光源氏) (Lettere delle eroine, 17)

15 agosto 2016
Genji Monogatari, Capitolo IV, stampa ukiyo-e

Genji Monogatari, Capitolo IV, stampa ukiyo-e

di Valentina Durante

[Le Regole del gioco].

Scrivo questa lettera non sapendo dove e quando la leggerai. Non è un bene: di una lettera bisognerebbe conoscere non solo il destinatario, ma anche il luogo e il momento precisi in cui verrà aperta, scorsa con gli occhi (magari precipitosamente, cercando qualcosa che ci interessa), ripresa daccapo per gustarne tutte le sfumature. Io posso solo immaginare: riceverai l’involto da Koremitsu (gli raccomanderò di fartelo avere con urgenza) e non potrai trattenerti dal rompere subito il sigillo, anteponendo il desiderio di stabilire un contatto con me a qualunque attività o pensiero o conversazione ti veda in quel momento impegnato. In realtà, so bene che le cose andranno diversamente: ma visto che l’immaginazione è l’unico privilegio che mi viene concesso, perché non renderla il più amabile e gentile possibile? E se poi è vero, come dicono, che le uniche lettere degne di una qualche attenzione sono quelle scritte in un momento di collera, oppure al calare del giorno, dopo un’attesa troppo lunga, allora questa – che ho scritto nel pomeriggio, dopo aver aspettato inutilmente che arrivassi o che mi mandassi tue notizie (e invece si è fatto vivo solo Koremitsu, per via di sua madre) – credo possa meritare una qualche tua considerazione.

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