Archive for the ‘Le note di lettura di Luigi Preziosi’ Category

Note di lettura: “Volevo scrivere un’altra cosa” di Luciano Curreri.

9 luglio 2019
di Luigi Preziosi

Scrivere altro.
Con la recente raccolta, Volevo scrivere un’altra cosa (Passigli editore), composta da 18 racconti oltre alla postfazione, Luciano Curreri, che all’attività di docente di Lingua e Letteratura italiana presso l’Università di Liegi affianca da anni quella di narratore in proprio, contribuisce in maniera originale ad una stagione letteraria in cui pare rinnovarsi un certo interesse per il racconto. Le storie, per quanto del tutto indipendenti l’una dall’altra, hanno un elemento unificatore comune (una sorta di cornice immateriale), costituito da una particolare forma di chiusura costante: una annotazione in cui l’autore enuncia che avrebbe voluto scrivere un’altra cosa rispetto a quanto appena scritto.

(more…)

Note di lettura: “Il postino di Mozzi” di Fernando Guglielmo Castanar.

9 Mag 2019

di Luigi Preziosi

A queste Note di lettura non può proprio mancare Il postino di Mozzi (Arkadia editore), che con tutta evidenza fin dal titolo lascia intuire un coinvolgimento del fondatore di questo sito. E’ opera di Fernando Guglielmo Castanar, autore appartato a quanto si sa, e che, a voler attribuire al racconto una coloritura di autofiction, realizza il suo progetto letterario solo dopo una lunga e tormentata attesa della pubblicazione. Il libro sfugge ad una definizione precisa, pur essendo a prima lettura evidente la sua natura di raccolta di racconti: come tale se ne può anzitutto parlare, senza dimenticare però altre sfaccettature che lo rendono un’opera più complessa di quanto appare.

In questa prospettiva, il libro risponde, con felice tempestività, a quella tendenza a rivalutare il genere che ultimamente sembra farsi strada con una certa insistenza. Una recente indagine tra alcuni critici promossa da L’indiscreto ha sancito l’insorgere di una sorta di nostalgia del racconto, pur nel predominio straripante del romanzo (per lo meno sotto il profilo della sua fruizione di massa, e del conseguente successo editoriale). Ad essa si affianca una specie di incredulo stupore circa la contraddizione tra l’attitudine contemporanea al consumo veloce delle emozioni e la posizione marginale del racconto rispetto ad altre forme del narrare. Comunque sia, il racconto non pare oggi comunque in cattiva salute, e lo dimostra la vivacità di alcune iniziative (siti e case editrici specializzate) e certe recenti uscite meritevoli di ben più di una citazione. In prima fila, questo Postino di Mozzi, raccolta notevole anche ad una prima superficiale lettura per la straordinaria invenzione narrativa che la sostiene.

(more…)

Note di lettura: “Fratello minore : sorte, amori e pagine di Peter B.” di Stefano Zangrando.

7 aprile 2019

di Luigi Preziosi

di Luigi PreziosiDi quali intrecci di emozioni, nonostante l’approccio razionale che si raccomanda nell’avvicinare l’opera di un autore, di quali aspirazioni identitarie, anche inconsce, e anche di quali aspirazioni ad evidenziare distanze per mantenere un atteggiamento critico si colora, soprattutto se sostenuto da una intensa frequentazione, il rapporto tra uno scrittore ed uno suo studioso? Quali implicazioni possono implicitamente arricchire chi studia rispetto all’esempio che riceve? Fratello minore. Sorte, amori e pagine di Peter B. di Stefano Zangrando (Arkadia editore) è la trascrizione di questo genere di avventura interiore, resa ancora più intensa dal fatto che lo studioso è anche autore in proprio, disponibile quindi alla decifrazione degli aspetti più nascosti della relazione vita – composizione letteraria. Zangrando infatti è studioso di narrativa in lingua tedesca, nonché autore di opere di narrativa, come Quando si vive (Keller, 2009) e Amateurs (alpha beta, 2016). L’autore oggetto dell’indagine è Peter Brasch (1955 – 2001), scrittore tedesco poco noto in Italia, ed un po’ dimenticato anche nel suo paese. (more…)

Note di lettura: “N.B. Un teppista di successo” di Riccardo Ferrazzi.

27 gennaio 2019

Riccardo Ferrazzi, con questo suo N.B. un teppista di successo (Arkadia Editore, 2018) intreccia con mano felice il romanzo storico e la biografia, riuscendo a rendere non solo godibile, ma molto spesso anche non scontata, una narrazione su un tema la cui bibliografia è peraltro immensa, di dimensioni proporzionate alla grandezza del mito di cui tratta. Ferrazzi affronta l’impresa senza mostrare timori reverenziali, tentandone piuttosto semplificazioni e cercando, nel dipanarsi degli episodi decisivi, quelle coerenze interne alla vicende senza le quali si rischia di disorientare il lettore di narrativa. Perché questa è infatti una prova di narrativa, prima che un saggio storico, o per lo meno, di essa ha il passo, il senso dei tempi propri del racconto, la cura dei personaggi, la ricostruzione degli ambienti per descrizioni suggestive. (more…)

Note di lettura: “Un marito” di Michele Vaccari.

30 dicembre 2018

Di che cosa parliamo quando parliamo d’amore? Michele Vaccari nel suo Un marito ( Rizzoli, euro 20,00) al numero sconfinato di risposte a questa domanda che popolano la letteratura di ogni tempo aggiunge la sua, non superficiale, densa di significati, ricca di una tensione emotiva resa con partecipazione tale da riuscire a volte difficilmente tollerabile.
Ci propone una forma di amore totale: la normalità del contesto in cui prospera si fa cemento di un’unione che cresce nel piccolo, nel particolare di singoli gesti, in un susseguirsi di prospettive sul futuro prevedibilmente sempre uguali, caldamente rassicuranti, confermate da una quotidiana sottintesa confidenza. E’ al tempo stesso un amore assoluto, ne sono fondamento stilemi romantici trasferiti, con abile gioco di contrasti, in una contemporaneità rappresentata come deserta di speranze. Un amore talmente ancorato alla più ovvia quotidianità da diffidare da qualsiasi mutamento, da negare lo stesso scorrere del tempo. (more…)

Note di lettura: “Autismi” di Giacomo Sartori.

27 novembre 2018

Autismi di Giacomo Sartori potrebbe essere preso come esempio della non del tutto serena relazione tra pubblicazione via web e pubblicazione cartacea, oggetto di tante dissertazioni in materia che ormai da una ventina d’anni occupano i siti letterari. Sarebbe facile pensare che una raccolta di racconti in volume pubblicati in prima versione su una delle riviste on line più autorevoli tra quelle in circolazione possa incontrare un largo favore ed una altrettanto ampia diffusione. Diversa la storia di questi racconti. Usciti dal 2008 al 2010 su Nazione indiana, di cui l’autore è tra gli esponenti più autorevoli (e più appartati), sono stati antologizzati a fine 2010, quando, come si legge nella Nota dell’autore, “un microeditore ha stampato centotredici eleganti copie della versione rivista della raccolta, che non sono mai arrivate in libreria, forse perché si sentivano incomprese e sole.” (more…)

Note di lettura: “Prima che te lo dicano altri” di Marino Magliani.

21 ottobre 2018

 

“Uno è il posto dove si nasce” disse. “Poi ti innestano.” Cosi il protagonista di Prima che te lo dicano altri, ultimo romanzo (Chiarelettere, Milano, euro 11,50) di Marino Magliani, in libreria in questi giorni, identifica la sua vicenda umana, la sua personale parabola esistenziale. Magliani, fedele alla convenzione per cui se vuoi essere universalmente capito devi scrivere del tuo microcosmo fisico ed emotivo, compone qui un altro capitolo, forse il più importante per potenza narrativa e per densità di significati, di una sua personalissima epica personale. L’ambientazione si delinea, almeno parzialmente, su fondali abituali per i suoi lettori, in primis quel lembo estremo di Liguria di ponente, più monte che mare, visto comunque quasi sempre di lontano e a volte come per sbaglio, così spesso presente, come singolare pietra di paragone tra passato e presente, nei suoi libri. (more…)

Note di lettura: “Il caso letterario dell’anno” di Marco Visinoni.

21 giugno 2018

di Luigi Preziosi

Il caso letterario dell’anno, di Marco Visinoni, da oggi in libreria (prima uscita di Senza rotta, nuova collana di narrativa italiana di Arkadia Editore, curata da Marino Magliani con l’amichevole partecipazione di chi scrive queste note), squaderna davanti al lettore le conseguenze ultime del desiderio (meglio sarebbe forse dire tentazione?) comune a tanti di noi di evadere dal moto costante del flusso del tempo, di mescolare presente e futuro, e poter andare e tornare almeno all’interno di quella quota infinitesimale di tempo che ci è dato vivere.

E’ quanto avviene a Leifur, uno scrittore squattrinato dalla incerta fortuna letteraria che dopo il primo libro non riesce a scrivere altro: così tira avanti (maluccio) vendendo su internet spunti per romanzi ad altri scrittori in crisi come lui.

(more…)

Note di lettura: “Neghentopia” di Matteo Meschiari.

14 Mag 2018

di Luigi Preziosi

Difficile definire Neghentopia di Matteo Meschiari, uscito da qualche mese presso Exorma. Certo ne è il contenuto distopico, per la rappresentazione proiettata in un futuro indefinito e particolarmente drammatico, di un mondo collassato, popolato da un’umanità ridotta al minimo delle sue funzioni vitali e tesa ad una mera quanto precaria sopravvivenza. Il testo è poi impostato come una sceneggiatura cinematografica. Ne deriva una prosa scarnificata, ma paradossalmente di non facile decifrazione: il rigoglioso fiorire di immagini lascia intuire la particolare densità concettuale che le ha generate. Ma tentare di incasellare il libro in un qualche genere narrativo canonico è ulteriormente complicatoper la compresenza di forme espressive eterogenee. Innanzitutto, la narrazione è splendidamente accompagnata dalle suggestive illustrazioni di Rocco Lombardi, evocanti, in piena coerenza con il testo, una rappresentazione purgatoriale del mondo, immerso in una foschia che intorbidisce insieme il paesaggio e le menti degli uomini. Ancora: il libro andrebbe letto ascoltando la musica che il testo, tra parentesi, di volta in volta propone: si va da Patti Smith a Ernst Reijseger, da Brian Eno a Schoenenberg. La dimensione musicale, nel suo complesso e per i riferimenti scelti, aumenta ulteriormente il senso di spaesamento che dalla parola scritta promana.

(more…)

Note di lettura: “Sesso e apocalisse ad Istanbul” di Giusepppe Conte.

8 Mag 2018

di Luigi Preziosi

Giuseppe Conte è poeta di lungo corso e di sicuro valore, accertato dalla critica a partire dalla prima raccolta L’Oceano e il Ragazzo, uscita in Italia nel 1983 e ristampata nel 2002, e costantemente manifestato nella successiva produzione in versi, raccolta nella sua (provvisoria) completezza in Poesie (1983-2015), con introduzione di Giorgio Ficara. Già nel 1994, in sede di prima rendicontazione della produzione letteraria del Novecento, Spagnoletti (Storia della letteratura italiana del Novecento) lo segnalava come “uno dei migliori talenti introspettivi della lirica nuova”. Autore anche di saggi e traduzioni (da Blake, Shelley, Whitman e Lawrence), e di due importanti antologie internazionali di poesia, Conte ha compiuto negli anni diverse incursioni nel territorio della narrativa (Il terzo ufficiale, La casa delle onde, L’adultera, Il male veniva dal mare). L’ultima di esse è questo recente Sesso e apocalisse a Istanbul (Giunti, 2018), inaspettato romanzo d’azione, almeno in apparenza, che dei modelli del genere richiama l’attitudine ad animare piani narrativi divergenti, con conseguente piena padronanza nella scansione delle varie sequenze in si articola l’intreccio.

(more…)

Note di lettura: “Brevi nuove della terra e del cielo” di Jean – Pierre Jossua.

21 aprile 2018

di Luigi Preziosi

Carlo Bo scrive in uno dei testi fondativi dell’ermetismo (Letteratura come vita, del 1938) che la letteratura (come la vita) è uno strumento di verità, un tramite per conseguire la condizione esistenziale di “attendere con dignità, con coscienza, una notizia che ci superi”. Lo stesso atteggiamento di attesa, e la stessa concezione della letteratura come ausilio indispensabile per la comprensione del mondo,  si ritrova (e non per caso) nell’intera opera del domenicano Jean – Pierre Jossua. Teologo e critico letterario, studioso particolarmente attento ai rapporti tra teologia e letteratura, nei suoi studi ha valorizzato quella parte dell’universo letterario che possiede anche significato teologico nel senso etimologico del termine, si costituisce cioè come un discorso da cui traspare il divino, e non soltanto in praesentia ma anche e soprattutto in absentia, come nostalgia o come rimpianto. (more…)

Note di lettura: “L’ultimo angolo di mondo finito” di Giovanni Agnoloni.

9 settembre 2017

di Luigi Preziosi

L'ultimo angolo di mondo finitoCon L’ultimo angolo di mondo finito (Galaad edizioni, 2017, € 13,00), Giovanni Agnoloni conclude una trilogia composta dai precedenti Sentieri di notte (2012) e La casa degli Anonimi (2014) – ed affiancata dallo spin off Partita di anime (2014) – tutti usciti presso Galaad. Ognuno dei testi è autonomo, e quindi leggibile a sé, pur costituendo l’insieme un imponente affresco rappresentativo di un futuro abbastanza prossimo, che potrebbe, forse, impegnare le nostre intelligenze, ed ancor più le nostre coscienze, in modo non poi così difforme da quanto l’autore ci propone. Non tanto un’opera di fantascienza, anche se sarebbe facile classificarla così, confondendo il fine della narrazione con gli stilemi che l’autore trae dal genere, piuttosto la registrazione di una voce profetica, che si alza per ammonire (indicando i rischi di una deriva che già stiamo vivendo), minacciare (prospettando un’umanità sempre più confusa e solitaria), ma anche per consolare (segnalando le possibilità che una conciliazione tra tecnologia e spiritualità può offrire).

(more…)

Note di lettura: “L’esilio dei moscerini danzanti giapponesi” di Marino Magliani.

2 giugno 2017

di Luigi Preziosi

220Marino Magliani, con L’esilio dei moscerini danzanti giapponesi (da poco in uscita presso Exorma, euro 14,50), continua l’esplorazione di se stesso, già praticata in forma esplicita almeno con Soggiorno a Zeewijck (Amos, 2014) e con Il canale bracco (Fusta, 2015), i suoi ultimi libri più importanti, e con alcuni dei racconti antologizzati in Carlos Paz e altre mitologie private (Amos, 2016). Qui l’autore dismette in parte la procedura narrativa utilizzata in precedenza, consistente nell’individuazione di un pretesto narrativo (raccontare un canale, o la vita in flânerie di una cittadina olandese) che fungeva da spunto per acuminare memorie, ripensare esili, inventare nuove geografie, disegnare mappe e stabilirvi analogie geografiche e spirituali tra luoghi del passato e luoghi del presente. Ne scaturiva l’attribuzione alle cose minime (ma non solo) del mondo di un significato altro, ulteriore rispetto alla sua reale apparenza, quasi un casuale istantaneo scintillio rivelatore del senso dello stare al mondo. Qui il volo si fa più alto, non c’è più ricerca di occasioni contingenti per rendicontare i risultati di questo nuovo modo di investigare se stesso, il pretesto è esattamente ed apertamente il mero bisogno di raccontare.

(more…)

Note di lettura: “Qui come altrove” di Zena Roncada.

9 dicembre 2016

di Luigi Preziosi

   Quarantanove brani raccolti in mazzetti di sette per affrescare un tempo e un mondo diversi da quelli che per obbligata consuetudine, o magari anche a volte per colpevole indugio sull’effimero che riempie i nostri giorni, ci tocca frequentare nella quotidianità. Anche il lettore ormai assuefatto a ben diversi scampoli di prosa riuscirà ad individuare i piccoli gioielli di scrittura che Zena Roncada offre con il suo Qui come altrove (Effigie edizioni, 2016). Ognuno dei testi occupa una sola pagina, e l’incipit è il sempre ritornante “qui come altrove…”, a segnare al tempo stesso la peculiarità del grumo di terra dove le storie si formano, e la possibilità che le sensazioni e le emozioni che germinano da queste stesse storie si universalizzino.

(more…)

Note di lettura: “Una visita serale e altri racconti” di Emmanuel Bove.

2 agosto 2016

di Luigi Preziosi

La misura breve del racconto, si dice – ormai quasi un luogo comune – soprattutto e a maggior ragione in tempi di videoclip come il nostro, favorisce la definizione esatta della narrazione, ne stabilisce con precisione geometrica i contorni, evidenzia con certezza ciò che al racconto è necessario. Può anche, e solo apparentemente al contrario, lasciare scivolare oltre il termine temporale e narrativo della trama situazioni destinate a restare irrisolte, creando o talvolta amplificando l’effetto di separazione tra la trama e il significato complessivo della narrazione. Entrambe queste caratteristiche sono presenti nei racconti di Emmanuel Bove antologizzati in Una visita serale e altri racconti, uscito da qualche mese presso Fusta Editore (collana Bassa stagione, diretta da Marino Magliani e Stefano Costa), nella traduzione di Claudio Panella.

(more…)

Note di lettura sui racconti di Marino Magliani

31 Mag 2016

Marino-Magliani

di Luigi Preziosi

La misura breve del racconto pare particolarmente consona alle esigenze espressive di Marino Magliani, e lo si intuisce anche nelle sue opere di respiro più vasto, come, tra le più recenti, Soggiorno a Zeewijk (Amos edizioni, 2014) e Il canale bracco (Fusta editore, 2015). Qui il serrato monologare, la pratica assidua dell’osservazione attenta delle cose, il riannodare ricordi minimi alla attualità quotidiana per trarne significati non effimeri per le azioni del presente, se non possiedono il respiro largo del romanzo, possono però servire come fondamento ad una scrittura che si perfeziona nella brevità della descrizione perfetta, nell’emozione che è evento in se stessa, nel dipanarsi lento di impressioni che di colpo rivelano, trasfigurandola, una realtà diversa da quella apparente.

(more…)

Note di lettura: “Il canale bracco” di Marino Magliani.

7 dicembre 2015

di Luigi Preziosi

 Si può raccontare un canale? Un fiume può avere una sua storia, un inizio e una fine, tante vicende collaterali che affluiscono in quella principale, una tensione ad evolvere verso una dimensione maggiore, altro fiume o mare che sia, con tutti i simbolismi che ad una simile condizione si possono annettere, uno scorrere che può essere trama ed intreccio, partenza ed approdo. Il mare è avventura, prima di tutto interiore, figura dell’infinito, mutevolezza inesauribile di forme. Ma un canale potrebbe anche non avere una storia, un senso da restituire a chi ne accerta la natura di mero tramite, possibile non luogo nel suo connettere posti che sì hanno una loro identità, fatta di relazioni, di commerci, di attività: al massimo, nella sua mancanza di inizio e di fine mostra la relatività dei rapporti, la variabilità delle prospettive a seconda delle distanze. Occorre una singolare finezza di sguardo, che oltrepassi l’ovviamente visibile per cogliere in un canale vita che meriti di essere raccontata, ed è proprio ciò che dimostra di possedere in abbondanza Marino Magliani in Il canale bracco (Fusta editore, 2015).

(more…)

Note di lettura: “Rogo” di Giacomo Sartori.

10 ottobre 2015

di Luigi Preziosi

Una sottile sensazione di sgomento percorre le tre storie di donne che, anche senza ricorrere a simmetrie eccessivamente meccaniche, Giacomo Sartori intreccia nel suo ultimo romanzo, Rogo, uscito qualche mese fa presso CartaCanta editore. Ben poco in apparenza accomunerebbe le vicende di Lucilla, Gheta e Anna, separate prima di tutto da notevoli distanze temporali: la prima si svolge al crepuscolo degli anni Settanta, la seconda in un Seicento tenebroso e terribile, la terza nei nostri anni smemorati ed inconsapevoli. Ognuna di queste storie è fortemente caratterizzata dai guasti prodotti delle culture prevalenti, e di queste ognuna delle protagoniste è vittima inconsapevole: per Gheta, si tratta dei pregiudizi da cui germinò la persecuzione delle streghe; per Lucilla, è l’euforia di uno spontaneismo anarchico e refrattario all’assunzione di responsabilità che tende a negare ogni regola nelle relazioni; la deriva verso una ostinata sordità alle voci degli altri e l’attenzione esasperata alle apparenze che intristiscono questi nostri anni, per Anna. Sartori insiste proprio sulle diversità degli sfondi davanti ai quali agiscono le protagoniste per far risaltare per contrasto come affini le angosce che risalgono da profondità di anime forse malate, certamente difficili da comprendere. (more…)

Note di lettura: “Fight night” di Stefano Trucco.

22 settembre 2015

di Luigi Preziosi

stefano_trucco_fight_nightDue ragazzi, per diversi motivi attratti dal kick boxing, fino a diventarne protagonisti, si confrontano, percorrono senza conoscersi strade diverse, ma caratterizzate da un che di violento che si manifesta non solo nello sport che praticano, ma permea il loro modo di stare al mondo. Su di essi aleggiano, anche se materialmente assenti, ingombranti figure paterne. Ettore è figlio di un carabiniere, che è anche il primo caduto in Afghanistan, Alessandro è orfano di un maneggione disonesto, suicidatosi al momento di rendere il conto, finanziario ed esistenziale. Su queste premesse, Stefano Trucco sviluppa il suo romanzo di esordio, Fight Night (Bompiani).

Le vicende dei due giovani pugili si sviluppano su linee destinate ad intrecciarsi solo nell’ultima parte della storia, essendo la gran parte della narrazione dedicata a progressivi approfondimenti delle personalità dei due protagonisti. Ettore e Alessandro, nomi evocativi di ellenici splendori virili, utilizzati per conclamarne la vocazione epica, percorrono itinerari evidentemente simmetrici, anche se la narrazione tende positivamente ad occultare forme di meccanica specularità delle loro vicende.

(more…)

“Fanciulli di sabbia” di Lorenzo Muratore.

17 Mag 2015

di Luigi Preziosi

“Romanzo di tormenti, di vite scomparse nelle acque, ma fatto di una lingua che si inarca e implode, si estende, si spezza quando gli archi non reggono, una lingua, insomma, ed è la cosa che più conta”: così Marino Magliani, in un recente intervento sul blog della rivista torinese Atti impuri, ci introduce alla lettura di Fanciulli di sabbia, di Lorenzo Muratore, in uscita presso Nerosubianco. Ed in effetti, ciò che in primo luogo colpisce di questa opera prima lungamente meditata, è la lavorazione sapiente della parola, la tornitura complessa ed articolata, talvolta onusta, della frase, la straordinaria capacità di narrare per contorni, piuttosto che dettagliare eventi o fatti. L’arpeggio virtuoso, insistito fino ad estreme risonanze, prevale volutamente sull’ordito della storia, retta su dissolvenze, su descrizioni senza contorni, sull’indefinitezza del singolo episodio: di gran lunga preminente deve essere, nelle intenzioni dell’autore, ed anche negli esiti narrativi, la rappresentazione di emozioni che dagli eventi scaturiscono. E ciò è tanto più plausibile se si pensa che Fanciulli di sabbia è un romanzo di formazione, più precisamente la storia dell’educazione sentimentale di un ragazzo dell’entroterra ligure degli anni Cinquanta del secolo scorso.

(more…)