Homilophilia (ultimo estratto dal Sommario semiesauriente delle maialate)

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17 homilophilia

di Eusebio Gnirro

Che gli italiani siano un popolo di chiacchieroni è una nozione proverbiale; così come è altrettanto risaputo che tale caratteristica li accomuna alla maggior parte delle popolazioni dell’area mediterranea. In molti attribuiscono questa deriva verbale, contermine alla logorrea, al sole e a una spiccata propensione alla socializzazione, ma si tratta di una brutale semplificazione che non fa onore a chi l’adotta; se si pondera con maggiore accuratezza la questione, emergono ipotesi più avvincenti su quale sia la ragione che ha spinto, e ancora incalza, i popoli nati nella culla della civiltà: la stessa culla, per inciso, dove hanno preso vita le tre religioni monoteiste, a comunicare incessantemente.

Ha a che fare con il Verbo? Con la parola di Dio che è all’origine della Creazione? Con l’idea che nel parlare l’uomo partecipi del divino emancipandosi dalla propria succubanza al tempo e alla morte? E’ questa la pretesa che ha indotto i nostri antenati, e soprattutto le antenatesse, a confabulare senza sosta nel corso dei secoli, fino a tramortire la materia da cui la vita ha preso corpo e capovolgere l’assunto che sia lo spirito ad animare la materia in quello che promuove la materia a culla dello spirito?

Discende da questo paradosso iscritto nella nostra carne e nella nostra mente, ma che nella più parte di noi agisce inconsapevolmente, l’homilophilia, ossia quel particolare tipo di eccitazione sessuale provocata dai discorsi e, in particolare, dai sermoni?

A giudizio del professor F., uno dei massimi esperti in materia, tale forma di frenesia è molto più diffusa di quanto non si creda, ma di difficile diagnosi e ancor più arduo trattamento poiché è velleitario pretendere di separare l’eccitazione dalle cause che l’hanno provocata o tentare di arginare la proliferazione dei moventi a causa dell’eccitazione. Sussiste una doppia circolarità che impedisce di separare il principio dalle conseguenze, condannando l’homilophilo a vivere placidamente nell’occhio di un ciclone impenetrabile che lo separa da tutto il resto.

La domanda a cui il professor F. tenta di dar risposta da diversi anni è la seguente: è l’eccitazione ad alimentare la favella o si favella perché in preda dell’eccitazione? Un tentativo che sconfina nell’azzardo, visto che potrebbero essere vere tramendue le affermazioni e logos ed eros rivelarsi le due facce d’una medaglia uscita dal medesimo conio.

Questa ultima ipotesi darebbe conto dell’insensato successo che alcune religioni hanno riscosso nei secoli, in particolare le tre monoteiste, che sono religioni intrinsecamente di parola, rispetto a quelle del silenzio praticate in estremo oriente.

Se tutto ciò è vero, più che una deviazione l’homilophilia rappresenta la norma per eccellenza, la sintesi per antonomasia di qualsiasi antinomia, e tutti coloro che ne siano immuni, avendo smarrito ogni senso di sé e dello stare al mondo, andrebbero ascritti nell’unica accertata tribù di autentici perversi.

A voi che mi avete seguito fino a questo punto per tutte e diciassette le sezioni del Sommario dico di non allarmarvi, poiché una delle sottoclassi di questa mania consiste nel ricavare piacere dallo scrivere o leggere di sesso anziché dal praticarlo. Consideratevi pertanto liberi di andare in pace. In nomine Patris et Filii et Spiritus Sancti.

© Turi Totore

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7 Risposte to “Homilophilia (ultimo estratto dal Sommario semiesauriente delle maialate)”

  1. Ma.Ma. Says:

    Ahahahah: grande! Cioè: amen!

  2. acabarra59 Says:

    “ 10 novembre 1991 – Dio scrive: « In principio era il verbo ». « Questa mi pare di averla già sentita », pensa. “ [*]
    [*] Lsds / 73…

  3. Alexander C. Says:

    Checchè ne dica lo Gnirro, da non confondere con Gnorri (opps.. dottor Eusebio, mi perdoni, ma la mia mente è un tripudio di anagrammi!), per poter discutere di cotanta e astiosa materia, bisognerebbe risalire all’archivio genealogico del più grande homilophilo della storia, che ahimé modestamente sconosco. E’ pur vero che da un rapporto di causa non può prescidere un effetto, che tiepido sia esso, misero o viceversa curiosamente trepidante come l’immagine della occhialuta senorita di cui sopra (ne approffitto, anzi, per complimentarmi con la troupe di grafici di Vibrisse, i quali archivi sembrano sconfinati come i cieli divini!). Qualcosa, insomma, tale homilophilia dovrà pur scuotere? Si chiami in causa, allora tale anonimo Professor F. la cui identità è ignota anche ai più assidui internauti, e soprattutto (se mai sermoni fa pur vero rima con ormoni) si tirino finalmente fuori i registri e le cartelle cliniche che manifestino indissolubilmente la potentia di tale “ciclone impenetrabile”!

  4. Giulio Mozzi Says:

    Per dare a ciascuno il suo: le immagini che adornano le “maialate” sono state scelte dallo stesso Gnirro. Quanto alla sconfinatezza degli archivi, si segnala l’esistenza dell’internet.

  5. Alexander C. Says:

    Grazie, G. Mozzi, per la postilla, seppur l’identità del Professor F. rimanga nebulosa. Chissà che non ne sappia qualcosa il Bissolati, il clericus vagans dei tempi nostri, di cui, mi azzardo a dire, la “stra-vaganza” è il suo mestiere…

  6. Ezio Says:

    “è l’eccitazione ad alimentare la favella o si favella perché in preda dell’eccitazione?” ma non son la stessa cosa, come l’uovo e la gallina? mi sa che il Prof. Effe ci prende in gnirro.

  7. Homilophilia (dal Sommario semiesauriente delle maialate – su Vibrisse) | iCalamari Says:

    […] uova, calzini e poltiglia accostati a casaccio. Ecco quello che faccio, ricalco gli effetti dell’homilophilia, piacere del letto o del detto che Gnirro, lo sgherro del verbo di Turi Totore, ha porto a Vibrisse […]

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