Posts Tagged ‘Eusebio Gnirro’

“Come fare sesso con un alieno. Manuale pratico”, di Alfred Koitusberg

11 maggio 2017

di Ennio Bissolati

[Ennio Bissolati sostiene di essere un bibliofilo. Sostiene, anche, di essere spesso l’unico lettore dei libri che recensisce. gm].

Il lettore o la lettrice che avesse a suo tempo apprezzato il Sommario semiesauriente delle maialate pubblicato a puntate in questo medesimo e cordialissimo blog vibrisse (e ora disponibile in carta), potrebbe essere indotto in tentazione da questo libricino pubblicato dall’oscuro editore altroveditore (così, tutto minuscolo, come minimum fax: sarà una cosa di tendenza), ma attenzione: se vi troverà più dettaglio, e più tecnicità, rispetto alle corsive trattazioni dell’Eusebio Gnirro, non vi troverà però né altrettanta eccitazione stilistica né altrettanto disincantato cinismo; per non parlare dello stile, lì tra l’evocativo e il manganelliano, qui piattamente anatomo-meccanicistico, tanto minuzioso nei dattagli quanto prolisso nell’insieme, tanto bizzarro nell’oggetto quanto manualisticamente hopeliano (absit iniuria verbis) nello svolgimento. Ma andiamo con ordine.

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Homilophilia (ultimo estratto dal Sommario semiesauriente delle maialate)

8 agosto 2016

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di Eusebio Gnirro

Che gli italiani siano un popolo di chiacchieroni è una nozione proverbiale; così come è altrettanto risaputo che tale caratteristica li accomuna alla maggior parte delle popolazioni dell’area mediterranea. In molti attribuiscono questa deriva verbale, contermine alla logorrea, al sole e a una spiccata propensione alla socializzazione, ma si tratta di una brutale semplificazione che non fa onore a chi l’adotta; se si pondera con maggiore accuratezza la questione, emergono ipotesi più avvincenti su quale sia la ragione che ha spinto, e ancora incalza, i popoli nati nella culla della civiltà: la stessa culla, per inciso, dove hanno preso vita le tre religioni monoteiste, a comunicare incessantemente.

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Psychrophilia (dal Sommario semiesauriente delle maialate)

4 agosto 2016

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di Eusebio Gnirro

Se vivessimo in un mondo meno affetto da dinamiche irrazionali e in cui gli impulsi suicidali pertenessero ai singoli individui lasciandone indenne la collettività, gli effetti dell’uso abnorme e indiscriminato dei caloriferi domestici sulla qualità dell’aria e, più in generale, sul surriscaldamento del pianeta, dovrebbero indurci a promuovere la psychrophilia, che consiste nel provare eccitazione sessuale per il freddo, a pratica encomiabile, meritevole d’essere sovvenzionata dai governi, propagandata nelle chiese, fatta propria dalle associazioni ambientaliste, d’essere insomma sostenuta a spada tratta da tutti coloro che per mandato del popolo, missione divina o scelta personale caldeggino la salvaguardia della vita sulla Terra, fino a quando non sarà possibile colonizzarne un’altra. Apparirà paradossale, se non aberrante, che proprio il freddo, associato nell’immaginario universale alla rigidità, al buio, alla desolazione e alla morte, possa assurgere a fattore propizio per la sopravvivenza della specie, ma tant’è: viviamo tempi enigmatici e perversi, dove qualsiasi residuo dell’antico senso scade in controsensi che lasciano attoniti e, in questo specifico caso, intirizziti.

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Rhytiphilia (dal Sommario semiesauriente delle maialate)

1 agosto 2016

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di Eusebio Gnirro

C’è un’espressione, abusata con riferimento agli uomini e alle donne adusi a rimanere impassibili nelle circostanze più scabrose, che meglio d’ogni altra riesce a connotare i volti che, a dispetto dell’esistenza di oltre venti muscoli facciali deputati al controllo della mimica: dal corrugatore del sopracciglio al depressore del labbro inferiore, insistono, accada quel che accada, a non fare una piega.

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Knismolagnia (dal Sommario semiesauriente delle maialate)

28 luglio 2016

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di Eusebio Gnirro

Se oggi siete adulti non è avventato ipotizzare che un tempo siate stati bambini.

Potreste addirittura essere stati bambini felici, sebbene non è detto che di questo abbiate memoria; cionondimeno, non ricordarlo non significa che non lo siate stati comunque. Qualcuno degli adulti che vi hanno accompagnato nella crescita potrebbe fornire elementi utili alla ricostruzione, ma non escluderei che se costui affermasse perentoriamente che siete stati felici finireste per sospettare che si tratti di un adulto reo d’avervi inflitto qualcosa di doloroso, il quale sostenga l’esatto opposto per scagionarsi. Nel caso la vostra smemoratezza sia aggravata da resistenze inconsce che vi impediscono di ricordare ciò che dovreste ricordare, perché non sottoporvi a una serie di sedute d’ipnosi in grado di scardinare i meccanismi oppositivi e mettervi in contatto con i livelli profondi della vostra ritentiva? Se così faceste state pur certi che a fine trattamento recuperereste almeno un episodio della vostra infanzia in cui siete entrati in contatto con qualcosa che assomiglia all’idea di felicità che adesso perseguite invano, senza riconoscere come essa sia nata in voi durante un momento di assoluta, anche se magari irripetibile, gioia infantile. Potrei dirvi subito a cosa mi riferisco, ma vi priverei del piacere di scoprirlo da soli.

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Merinthophilia (dal Sommario semiesauriente delle maialate)

21 luglio 2016

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di Eusebio Gnirro

Escogitata da Ulisse nel suo viaggio di ritorno verso Itaca, la merinthophilia consiste nell’eccitarsi per la circostanza d’essere legati. La versione originale non è alla portata di chiunque perché presuppone di disporre di un’imbarcazione dotata di un cospicuo albero maestro e un impianto stereo capace di diffondere musiche celestiali ai quattro venti, spingersi in mare aperto, assoldare un branco di fotomodelle disposte a nuotare nude a diverse miglia dalla costa; tuttavia, con un po’ di spirito d’adattamento, si può ripiegare su una piccola deriva che permetta di ammanettarsi al boma e arruolare una volenterosa bidella bisognosa d’arrotondare, affinché rimanga a galla grazie a un costume gonfiabile che la trasformi in una creatura mitologica per metà bidella e per metà alalonga. Tra i due estremi c’è un mondo, anzi un oceano, nel quale navigare con spirito da ulisside senza ricalcare pedissequamente il dodicesimo libro che lo vede protagonista. Un vincolo soltanto rimane imprescindibile: la presenza di vincoli saldi e inesorabili sotto forma di lacci e laccioli che serrino i polsi, le caviglie, il corpo tutto.

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Agalmatofilia (dal Sommario semiesauriente delle maialate)

18 luglio 2016

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di Eusebio Gnirro

Se c’è una passione, potete star sicuri che esiste la sua contro-passione: per uno che s’abboffa ce n’è un altro che digiuna; ogni pigro ha lo stakanovista che si merita; qualsiasi depravato fa coppia col suo gemello verecondo. Per questa ragione la precedente voce del Sommario, nella quale era descritta l’attrazione morbosa per qualsiasi frammento di materia organica, fosse pure un ombelico privo di contorno, non poteva non avere come legittimo succeditore chi stravede per qualsivoglia succedaneo del corpo umano, purché inanimato. L’agalmatofilia è per l’appunto la febbre per un tal genere di simulacri.

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Apotemnofilia (dal Sommario semiesauriente delle maialate)

11 luglio 2016

di Eusebio Gnirro

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Se c’è ancora qualcuno convinto che sia la bellezza in senso classico: la pulcritudine, intesa come apoteosi del corpo perfetto, a scatenare le passioni più violente, e questo qualcuno non sia disposto a mettere in discussione tale assunto, è bene che ometta la lettura della presente voce del Sommario. L’apotemnofilia è una particolare forma di mania che induce a cercare partner sessuali con menomazioni fisiche. Alcune sottocategorie, come l’abasiophilia, l’acrotomophilia, l’amaurophilia e la dismorphophilia sono incentrate sulla predilezione per specifiche categorie: disabili, amputati, ciechi e storpi, ma rimane il denominatore comune dell’indifferenza verso tutto ciò che è armonico, simmetrico, completo, e un entusiastico trasporto per la sproporzione, il malfatto, l’incompiuto.

Sono la mancanza di un orecchio, un’alopecia che denuda porzioni di cranio, l’assenza di un seno, ad alimentare l’eccitazione nell’uomo; mentre un setto nasale riconfigurato a sprangate, il fortuito smarrimento di un testicolo, l’avulsione accidentale di un occhio, otterranno il medesimo effetto su una donna parimenti attratta da creature che manifestino difetti corporei rilevanti. Il carattere paradossale di questa mania è che il più delle volte le persone fanno di tutto per nascondere le proprie tare, poiché non immaginano che possano essere motivo d’attrazione; ne consegue che chi ne sarebbe affascinato non ne viene a conoscenza e il desiderio inappagato s’accresce in misura esponenziale. Occorre in genere qualche anno prima che la frustrazione sessuale spinga il soggetto alla ricerca parossistica di stimoli sempre più accentuati, ma prima o poi accade. Ecco che allora sarà disposto a gettarsi tra le braccia di chi braccia non possiede, a baciare volti privi di bocca fin dalla nascita che sono tenuti in vita da un sondino nasale.

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Deviazione del pungitore (dal Sommario semiesauriente delle maialate)

8 luglio 2016

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Keraunofilia (dal Sommario semiesauriente delle maialate)

4 luglio 2016

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Dendrofilia (dal Sommario semiesauriente delle maialate)

30 giugno 2016

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Mexican Avalanche (dal Sommario semiesauriente delle maialate)

27 giugno 2016

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“La livellatrice”, di Luigi Mercantini

25 giugno 2016

di Ennio Bissolati

[Ennio Bissolati è un bibliofilo. Per vibrisse recensisce libri introvabili, dei quali sostiene di essere l’unico lettore. gm]

mercantiniEssendo perenne la tentazione – e in filologia soprattutto – di confondere la causa con l’effetto, non starò qui a discutere se l’autore del romanzo La livellatrice (metto le mani avanti: trascurabilissimo romanzo; rilevante quasi solo come campione d’un genere) abbia trascelto uno pseudonimo su suggestione del titolo prescelto, o se dall’illustrità di un nome magari per meri motivi ereditari portato (o per patriottismo antenatale) sia sgorgata l’intuizione del titolo: come che sia, il titolo è quello e il nome (faccio eco: nomina nuda tenemus) è quello. Analogamente: che il nome della casa editrice – editrice di questo unico libro, stanti le mie ricerche – faccia riferimento alla dea dell’amore anticamente greca o, stante la grafia, (e il contenuto dell’opera, di cui poi diremo), a un’attricetta del porno particolarmente talentuosa nello squirting (e sia consentito al vostro bibliofilo di non mettere il link a Wikipedia, per stavolta: se proprio v’interessa, e non avete già pratica, fatevi le ricerche da voi) – è cosa d’imporanza minima. Again, faccio eco: il testo è là; e parla da solo; o borbotta, bofonchia, grugnisce almeno.

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Mysofilia (dal Sommario semiesauriente delle maialate)

23 giugno 2016

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Dry-sex (dal Sommario semiesauriente delle maialate)

20 giugno 2016

05 dry sex

di Eusebio Gnirro

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Hotdog in a Hallway (dal Sommario semiesauriente delle maialate)

16 giugno 2016

di Eusebio Gnirro

04 hotdog in hallwayCerte sottigliezze non sono alla portata di chiunque, tanto meno in un’epoca sordidamente ruvida che riconosce nell’eccesso la regola aurea dell’appagamento. La predilezione per l’etereo Hotdog-in-a-Hallway è quanto di più lontano possa esserci rispetto ai canoni attuali in materia di goduria, non a caso risulterà ai più indecifrabile come la meccanica quantistica a un riparatore di motori a ciclo otto.

I patiti di questa pratica formale, così come i praticanti di questa forma di patimento, coltivano la pretesa di consumare rapporti sessuali completi senza che la superficie del membro in erezione lambisca le pareti della membra in congestione. La prassi, a detta di chi l’ha accampionata, fu l’esito, improbabile e tuttavia plausibile, di un singolare convegno carnale (singolare nel senso che non fu mai doppiato per le ragioni che a breve scoverete) tra un uomo affetto dalla sindrome del micropene con una donna colpita da elefantiasi vulvare. Si narra che i due spasimanti, la cui peculiare anatomia impediva di evolvere in amanti, avessero fatto di necessità virtù imparando ad apprezzare la fornicazione in assenza di frizione: consumando ossia il rapporto senza nemmeno cominciarlo: pregustandosi il piacere di qualcosa che in realtà si stavano gustando.

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Endytophilia (dal Sommario semiesauriente delle maialate)

13 giugno 2016

di Eusebio Gnirro

03 endytophiliaNata con l’uomo, anzi con la donna traviata dal serpente, la genesi di questa pratica è nei primi passi della Genesi, laddove è circostanziato l’atto evitico di cogliere il frutto proibito dall’albero della conoscenza e immantinente, mentre un fremito inaugurale irradia da un organo pressappoco baricentrico verso le aree periferiche, spiccare una foglia trilobata da una pianta di fico e ascondere, dietro la cuticola verdacea, le debuttanti pudenda. Una scelta cauta e tuttavia avventata, poiché la prima donna si ritroverà suo malgrado a occupare il centro della scena e si vedrà costretta, nel momento stesso in cui potrà fregiarsi a buon titolo del titolo parossistico di primadonna, ad abbandonare il paradiso terrestre di gran carriera.

Diversamente da quanto si ritiene non è la reazione del Padreterno di fronte al tradimento a spingerla all’esilio, ma quella di Adamo al gradimento. Proprio costui, che per tutto il tempo che aveva preceduto quell’istante si era mostrato così poco esuberante da sembrare asfittico, all’apparizione della foglia, e alla sussecutiva sparizione della faglia che fino a poco prima aveva sotto gli occhi, si trasforma issofatto in un vitalista che non c’è maniera di tenere a freno. La povera Eva cercherà in tutti i modi di far perdere le proprie tracce, ma siccome è l’unica a bazzicare la superficie del pianeta Adamo la rintraccerà ogni volta senza sforzo, le strapperà la foglia di dosso e le imporrà usamenti a raffica senza ossequiare il principio di consensualità. Sennonché una notte, mentre egli sta dormendo della grossa, le viene fatto di nasconderne il membro a riposo dietro la sbrindellata foglia di fico, nell’illusione che il non averne contezza possa indurlo a dimenticarne l’esistenza.

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Actirasty (dal Sommario semiesauriente delle maialate)

9 giugno 2016

di Eusebio Gnirro

002 actirastyVi annoverate tra coloro che sono capaci di dilapidare il patrimonio annuale di ferie standosene supini sotto il solleone nella convinzione che si tratti di una prassi normale o addirittura commendevole? Sappiate che nel farlo state mettendo in atto, a vostra insaputa o scientemente, una pratica sessuale tra le tante. Si tratta dell’actirasty, che consiste nell’eccitarsi esponendosi ai raggi solari. Interrogate quelle ninfomani delle lucertole, se siete scettici, consultate quei maniaci dei girasoli qualora vi appaia un’enormità: le prime vi riserveranno un sorrisetto complice, i secondi chineranno la corolla per nascondere l’imbarazzo.

Non è un mistero che fin dai primi albori della civiltà il sole abbia rappresentato il simbolo della vita, né c’è bisogno di esplicitare quale sia l’attività da porre in essere affinché essa si perpetui: lo sanno gli uomini, ne sono a conoscenza gli animali d’ogni ordine, famiglia e genere, non lo ignorano le piante: uniche ad aver mantenuto un rapporto non mediato con il disco incandescente che è all’origine del tutto. Cionondimeno, se è vero che la prerogativa della nostra specie consiste nel convertire in una qualche forma di piacere ogni sorta di necessità: come è accaduto al mangiare e al bere, grazie all’invenzione dell’haute cuisine e dei vini millesimati; al respirare, attraverso la diffusione della sigaretta; all’andar di corpo, in virtù d’una dieta povera di fibre che favorisce l’irregolarità dell’intestino; se è appannaggio esclusivo dell’umana specie la sistematica trasmutazione delle occorrenze in superfluità, delle obbligazioni in facolterie, poteva uscirne indenne il vincolo supremo a qualsiasi forma d’esistenza organica rappresentato dall’essere bersagliati dai raggi solari?

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Avisfilia (dal Sommario semiesauriente delle maialate)

6 giugno 2016

001 avisfilia

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Sommario semiesauriente delle maialate (da domani) (qui si danno spiegazioni)

5 giugno 2016
Da lunedì in vibrisse, direttamente dalle Officine Totore

Da domani in vibrisse, direttamente dalle Officine Totore

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