Termina la collaborazione tra Sironi Editore e Giulio Mozzi

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[Questo comunicato, con il titolo sopra riportato, è stato diffuso da Sironi Editore nel pomeriggio di ieri, 27 maggio. gm]

Il 31 maggio prossimo, dopo otto anni e oltre 70 titoli realizzati insieme, la collaborazione tra Sironi Editore e il suo consulente per la narrativa Giulio Mozzi avrà termine.

Sono stati anni di felice e intenso lavoro, che hanno visto la nascita e la crescita di un marchio editoriale che si è guadagnato presto la stima di lettori, critici e giornalisti. Anni durante i quali un gruppo di lavoro è nato e cresciuto attorno a un progetto editoriale nel quale l’Editore ha creduto e continua a credere e sul quale ha scelto di investire risorse ed energie.

Sironi prosegue il suo lavoro nel campo della narrativa e della divulgazione scientifica con il coordinamento del direttore editoriale Massimiliano Bianchini. La linea guida che l’editore intende seguire prevede la riduzione dei titoli di “narrativa di ricerca”, per concentrare gli investimenti su opere che continuino a distinguersi per la qualità letteraria e l’impegno civile.

Nel passato questo orientamento è stato rappresentato al meglio dal romanzo di Luisito Bianchi La messa dell’uomo disarmato (a cura di Paola Borgonovo) e, oggi, da Qualunque cosa succeda, libro di Umberto Ambrosoli sulla storia del padre Giorgio ucciso su mandato di Michele Sindona, da pochi giorni uscito in libreria.

Queste righe vogliono essere anche l’occasione per un ringraziamento pubblico a Giulio, professionista appassionato e rigoroso, che ha contribuito all’affermarsi di un marchio stimato e apprezzato da molti.

[Vedi il mio articolo Cambiamento, del 23 maggio]

41 Risposte to “Termina la collaborazione tra Sironi Editore e Giulio Mozzi”

  1. Carlo Cannella Says:

    Io non ho ancora capito a chi tocchi pubblicare la “narrativa di ricerca”. Sembra roba putrescente, infettiva, da cui fuggono sia gli editori importanti che quelli piccoli. Che facciamo?

  2. andrea barbieri Says:

    Mi viene solo da dire che la ‘narrativa di ricerca’ che pubblicava Mozzi cercava appunto qualità letteraria e impegno civile (nel raccontare il nostro presente, per dare libri ‘utili’). Certo, non c’erano di mezzo nomi già famosi che garantissero ‘appeal’ al prodotto. Ma è ovvio, il suo compito era cercare la ‘narrativa di ricerca’. Perché dare voce a persone ancora sconosciute che inventano una forma narrativa del presente è atto di impegno civile, ed è evidente che a Mozzi la cosa è sempre stata a cuore.
    Per cui i lettori attenti hanno amato da subito il marchio Sironi.

  3. andrea branco Says:

    Esiste una narrativa non di ricerca? Una narrativa che non cerchi qualcosa? Non lo so.

  4. Alcor Says:

    @branco

    🙂

    ma forse hai ragione, qualcosa si cerca sempre.

  5. Felice Muolo Says:

    I libri pubblicati su consiglio di Giulio, come abbiamo visto, sono ottimi. Giulio è un valente consulente editoriale, dal momento che già si trova da Einaudi. Insisto, non è che Sironi se la sia presa a male perchè il nostro è passato alla concorrenza? E la narrativa di ricerca e quant’altro non c’entrano una mazza? Vogliamo dirla una volta per tutte la sacrosanta verità? L’episodio raccontato da Genna in un post precedente dovrebbe bastare a chiarire i rapporti di diffidenza che intercorrono tra gli editori.

  6. Bartolomeo Di Monaco Says:

    Un comunicato deludente. In realtà si interrompe un’attività di ricerca che Giulio ha condotto dando lustro – come l’editore riconosce – al marchio Sironi.

    Spero che qualche altro editore abbia più coraggio, e consenta a Giulio di continuare il suo lavoro.

    L’altra volta usai un’espressione che a Giulio non piacque (“Peggio per Sironi”), oggi dico che Sironi ha lasciato andare un’occasione d’oro, che chi sa per quali strade del destino era capitata nelle sue mani.

    Spero di leggere qui quanto prima il nome di un editore che abbia più coraggio e voglia continuare la ricerca preziosa intrapresa da Giulio.

    Con Giulio mi scontro ogni tanto, ma non sono così cretino da non riconoscere l’opera meritoria che va facendo.

  7. Toni La Malfa Says:

    Concordo con Bart. Ero curioso di capire le ragioni dell’editore e non le capisco da questo comunicato. E’, a mio avviso, un comunicato deludente.
    Buen camino, Giulio.
    Toni

  8. emanuele gandolfo Says:

    Anch’io ero curioso, ma immagino che ora, a giulio si siano liberati degli spazi: il vuoto farà germinare nuovi progetti. A me come lettore non resta che ringraziare giulio e Sironi per avermi fatto scoprire libri importanti.
    emanuele gandolfo

  9. mimmo Says:

    Non riesco a capire cosa significhi scegliere “la riduzione dei titoli di “narrativa di ricerca”, per concentrare gli investimenti su opere che continuino a distinguersi per la qualità letteraria e l’impegno civile”. Come se ricercare in narrativa non fosse un tentativoi di fare qualità e mantenere un certo impegno civile.
    E’ una motivazione che non mi convince.
    Riguardo i titoli che fanno parte della mia biblioteca, devo cercarli un po’ qua un po’ la, non so neanch’io perché sono sparsi, forse seguono correnti nascoste che stento a comprendere. Alla fine sono solo cinque, credo, forse qualcun altro mi sfugge. Li raduno, li guardo sono tutti così diversi l’uno dall’altro……questa è gia un’importante qualità. Non sono capolavori, ma li ho trovati tutti sinceri, leali verso il lettore, comunque coraggiosi, e questo è impegno civile, molto più che trattare argomenti “socialmente rilevanti”. In narrativa, come in tutte le forme d’arte il significante non deve essere da meno del significato, non gradisco le brutte opere “piene” di significato. Guardo i libri di Sironi, riuniti, gli trovo un posto assieme sulla libreria, spostandone altri, poi ci attacco un postit: indicativo passato.

  10. andrea barbieri Says:

    Bartolomeo, Giulio dal 2008 è consulente di Einaudi Stile Libero. Lo scrive lui stesso nella sua scarna scheda biografica.
    Tra qualche giorno, immagino, l’aggiornerà levando l’accenno alla consulenza per Sironi.
    Giulio con le parole è così, parco e precisino 🙂

  11. cletus Says:

    E’ il mercato, baby !

    Inascoltato, in epoca non sospetta avevo suggerito una serie di proposte (assurde ? irrealizzabili ? provocatorie ?) per mettersi a lavorare intorno a un concetto di corporation (inteso nel senso nobile del termine, tipo i sindacati dei creativi usa).

    Sgomenta il silenzio nelle quali sono cadute. Ma mica tanto: a gente che incarna l’italico motto “armiamoci e partite” c’ho fatto il ticket.

  12. Bartolomeo Di Monaco Says:

    Mi fa piacere, Andrea. Avevo letto già l’arguta battuta di Lucio Angelini nell’altro post Cambiamento (“Consolati nuotando in stile libero…”), ma di ufficiale non sapevo nulla (la sua scheda biografica è qui su vibrisse? Dove? Sono un po’ imbranato, lo sai).

    Mi piacerebbe che Giulio ci dicesse di più (se con Einaudi ha instaurato un rapporto saltuario, a tempo determinato, continuativo,eccetera).

    A questo punto, il comunicato di Sironi, oltre che deludente, potrebbe essere stato anche reticente.

    Grazie dell’informazione.

  13. vibrisse Says:

    Felice Muolo scrive: “Non è che Sironi se la sia presa a male perchè il nostro è passato alla concorrenza? E la narrativa di ricerca e quant’altro non c’entrano una mazza? Vogliamo dirla una volta per tutte la sacrosanta verità?”. La sacrosanta verità è che qui Felice Muolo, ahimè, ha scritta una cazzata denigratoria.

    Bartolomeo, la mia scheda biografica è in vibrisse da sempre. Qui, in questa seconda incarnazione di vibrisse-blog, nella colonna di destra, a un certo punto trovi le “Pagine”. Una di queste pagine ha per titolo il mio nome. Lì c’è la scheda biografica.
    In effetti, nell’occasione dell’inizio della mia collaborazione con Stile Libero, nel marzo dell’anno scorso, non diedi una comunicazione “ufficiale”. Per due ragioni: una mia, sostanzialmente scaramantica; una dell’editore, che non ne vedeva la necessità. Peraltro non ho mai nascosta la cosa, ne ho parlato e scritto in varie sedi eccetera. Ed è appunto nella scheda biografica. Per Bartolomeo, che sembra così interessato alla formula contrattuale, specificherò che si tratta di un co.co.pro. da 930 euro netti al mese.

    Non credo che si possa considerare “deludente” il comunicato dell’editore. Al di là dello scambio di complimenti e ringraziamenti – e quelli dell’editore sono sinceri quanto i miei – il comunicato dice quel che deve dire: e cioè che la questione è una questione di prodotto e di profitto.

    L’editore ha investito nel progetto Sironi molti quattrini, per un certo numero di anni; con un risultato economico non soddisfacente. A quel punto, l’editore ha esaminata la produzione e ha constatato che alcune “linee” erano più insoddisfacenti (o meno soddisfacenti) di altre: ha deciso quindi di eliminare quel tipo di produzione indicato nel comunicato con la formula – orrenda, se si vuole, ma assai usata nell’ambiente – di “letteratura di ricerca”; e di investire invece su opere che coniughino “impegno civile e qualità letteraria”: e i due esempi portati nel comunicato chiariscono, mi pare l’intenzione (“La messa dell’uomo disarmato” è il titolo più venduto della collana “Indicativo presente”: è un piccolo longseller che, a distanza di anni dalla pubblicazione, vende ancora 100 copie al mese).

    E nel momento in cui si ritiene che il problema stia nel prodotto (e non, ad esempio, nella distribuizione o nel marketing), mi pare ovvio – diciamo così – cambiare il fornitore.

    giulio mozzi

  14. mimmo Says:

    La questione, mi pare, è proprio questa: è la “letteratura di ricerca” il problema e quindi è giusto accantonarla fra le scelte di mercato?
    O i problemi di vendita sono altrove e non li si risolve certo il concentrare gli sforzi su “l’impegno civile” dei testi?

  15. sergiogarufi Says:

    all’inizio non sapevo di questa nuova collaborazione con einaudi, e quindi ero molto dispiaciuto che si fosse interrotto il rapporto di giulio con sironi, però se ora sta di là mi sembra una specie di promozione, e di questo sono felice primo perché lo merita e poi perché qella collana sicuramente ne gioverà. i miei auguri quindi a giulio.

  16. Roberto Andreetta Says:

    Nel sito della Sironi non c’è niente. Neanche il loro stesso comunicato. Sono cambiati i riferimenti a Mozzi, è sparita la pagina che lo presentava come curatore della collana, ma non c’è scritto da nessuna parte che ‘è successo qualcosa’. Se noi sappiamo qualcosa, è perché Mozzi ha pubblicato il congedo suo e il comunicato della Sironi.
    Sembra che la comunicazione della Sironi, almeno in Internet, anche dopo il licenziamento di Mozzi, sia affidata a Mozzi.

  17. Bartolomeo Di Monaco Says:

    Ho trovato la tua scheda, Giulio: sintetica ed anche simpatica.
    Grazie dell’indicazione, e tanti auguri per il tuo impegno presso Einaudi, che, come dice Sergio, ritengo anch’io una bella promozione, che meriti.

  18. vibrisse Says:

    Roberto Andreetta: l’editore ha fatto un comunicato stampa (il testo è quello che appunto qui riporto). Il comunicato è stato inviato a giornalisti eccetera. Se noti, nel sito non c’è nessun comunicato stampa, se non relativo a eventi promozionali.

    Sergio, Bartolomeo, confesso che trovo bizzarra la parola “promozione”. Che mi parrebbe adatta a un passo avanti in una carriera interna; che è tutt’altra cosa dall’aver cominciato, un anno e qualche mese fa, a lavorare anche per un editore industriale.

    giulio

  19. Carlo Capone Says:

    Se ho ben capito il motivo del contendere, da cui è scaturita la separazione, sta nel diverso modo di valutare la scarsa redditività della linea di prodotto. Sironi – che è un marchio Alpha Test, cioè appartiene a un gruppo leader in un settore prospero come quello dei manuali di esecitazione ai test di ingresso a tutte le facoltà universitarie – la imputa a una insufficente presa sul mercato del progetto letterario presumo di Mozzi, mentre Mozzi fa chiaramente capire che i motivi di un certo insuccesso risiedano in una distribuzione e in un marketing carenti. Siccome penso che siano temi cruciali per la vita di un’impresa editoriale chiederei che Giulio Mozzi approfondisse il suo punto di vista. Questa storia mi sembra questione non da poco.

    Carlo Capone

  20. andrea barbieri Says:

    C’è anche nella scheda biografica una cosa che verrà, una buona novella:

    “2009
    In settembre uscirà per Mondadori un volume di racconti brevi e brevissimi, tratti dai diari in rete.”

  21. sergiogarufi Says:

    non voleva avere alcuna connotazione sindacale il termine “promozione” da parte mia, so che se c’è una persona dell’ambiente letterario italiano che ha sempre rifiutato le logiche “carrieristiche” questa sei tu. poi magari ci siamo scontrati su altre questioni ma su questo e sul tuo fiuto da talent scout non ho mai dubitato, e mi fa piacere che ora tu svolga questo compito per un editore più importante, con maggiore visibilità di sironi. sono certo che ne trarrà giovamento sia l’editore che il lettore quando va in libreria a scegliere. i miei auguri di buon lavoro.

  22. luigi preziosi Says:

    A me pare che ciò che più importa sottolineare in questo momento sia (come fa Giuseppe Genna in altra parte di Vibrisse) la straordinarietà del catalogo di Sironi che si è formato in questi tuoi otto anni di lavoro. Per il versante “letteratura di ricerca” a mio avviso è sicuramente quanto di meglio si è avuto nel decennio in corso, per qualità di scrittura e coerenza di proposte (alludo a quella dichiarazione di intenti che introduceva “indicativo presente” nel sito di Sironi e che adesso non trovo più). Per me, che ho recensito assai spesso, in rete e su carta, proprio quella “letteratura di ricerca”, le uscite di Sironi costituivano sempre una certa emozione, fin dalla prima presentazione della collana alla Fiera del libro del 2002, in cui, ricordi?, ci conoscemmo di persona, dopo un po’ di corrispondenza via e – mail. Grazie alle tue scelte, ho avuto modo di fare incontri importanti, che spero di essere riuscito, nel mio piccolo, a capire e un po’ a far capire a chi mi leggeva (La messa del’uomo disarmato di Luisito Bianchi, Il suicidio di Angela B. di Casadei, Davide di Coccioli, ed anche Bregola, Castaldi, Magliani…).
    Per tutto questo, grazie di cuore e buon futuro
    luigi

  23. vibrisse Says:

    Carlo Capone, scrivi: “Mozzi fa chiaramente capire che i motivi di un certo insuccesso risiedano in una distribuzione e in un marketing carenti”.
    No. Io ho scritto: “E nel momento in cui si ritiene che il problema stia nel prodotto (e non, ad esempio, nella distribuizione o nel marketing), mi pare ovvio – diciamo così – cambiare il fornitore”.
    Non ho scritto che chi “ritiene” questo si sbaglia.
    Come ho scritto qui, “il percorso non è stato privo di errori. A me interessano i miei”.

    giulio mozzi

  24. vibrisse Says:

    Una persona che si firma con un nome apparentemente credibile ma un indirizzo falso – e alla quale per questa ragione non do l’accesso ai commenti di vibrisse, scrive:

    “le ragioni che hanno portato al licenziamento andrebbero cercate nella labile affiliazione di pensiero del consulente editoriale con l’editore, il quale crede a tutt’oggi in un gruppo di lavoro ma non più in colui che l’ha coordinato perché la fiducia è venuta meno in tempi non si sa quanti recenti. dal comunicato leggendo fra le righe si evince che non si sono conseguiti i risultati che ci si aspettava dal rapporto lavorativo per cui è subentrata la giusta causa. l’investimento sulla narrativa non è stato remunerativo: il catalogo Sironi non eccelle, pochi nomi e di basso profilo come è d’abitudine per i piccoli editori. evasi due autori è sconsolante avere a che fare con dei ragazzini le cui capacità letterarie permangono nella vacuità. auguriamoci per il bene dell’editore che l’uomo cui è stato affidato il timone non ripeta gli errori del suo predecessore e che opti per una narrativa adulta.”

    Circa i “pochi nomi e di basso profilo”, i “ragazzini” e la “narrativa adulta”, faccio notare che:
    Giuseppe Caliceti, prima di pubblicare per Sironi avva pubblicato per Marsilio ed Einaudi, e prossimamente pubblicherà per Feltrinelli. Guido Barbujani, prima di pubblicare per Sironi aveva pubblicato per Marsilio, e successivamente ha pubblicato per Mondadori e Bompiani. Livio Romano, prima di pubblicare per Sironi aveva pubblicato per Einaudi, e successivamente ha pubblicato per Marsilio. Vitaliano Trevisan, prima di pubblicare per Sironi aveva pubblicato per Theoria ed Einaudi, e successivamente ha pubblicato ancora con Einaudi. Laura Pugno, dopo aver pubblicato per Sironi ha pubblicato per Einaudi. Alberto Garlini, dopo aver pubblicato per Sironi ha pubblicato per Mondadori. Nicola Gardini, dopo aver pubblicato per Sironi ha pubblicato per Feltrinelli. Franco Arminio, dopo aver pubblicato per Sironi ha pubblicato per Laterza e Le Lettere. Antonella Cilento prima e dopo aver pubblicato per Sironi ha pubblicato per Guanda. Dario Voltolini prima di pubblicare per Sironi ha pubblicato per Bollati Boringhieri, Einaudi e Feltrinelli. Giorgio Falco dopo aver pubblicato per Sironi ha pubblicato per Einaudi. Cosimo Argentina prima di pubblicare per Sironi aveva pubblicato per Marsilio e successivamente ha pubblicato per Manni (e pubblicherà per Fandango). Maurizio Torchio dopo aver pubblicato per Sironi ha pubblicato per Einaudi. Renzo Tomatis prima di pubblicare per Sironi aveva pubblicato per Einaudi, Garzanti, Feltrinelli, Sellerio. Marosia Castaldi prima e dopo aver pubblicato con Sironi ha pubblicato per Feltrinelli. Tullio Avoledo dopo aver pubblicato per Sironi ha pubblicato per Einaudi. Marco Bellotto dopo aver pubblicato per Sironi ha pubblicato per Marsilio. Leonardo Colombati dopo aver pubblicato per Sironi ha pubblicato per Rizzoli (e prossimamente pubblicherà per Mondadori).

    “Pochi nomi e di basso profilo come è d’abitudine per i piccoli editori”, scrive il nostro anonimo. Ma ci sarà una ragione, se parecchi di questi nomi di “basso profilo” sono stati concupiti dall’editoria maggiore. A meno che non si voglia sostenere che anche l’editoria maggiore non pubblica che “ragazzini le cui capacità letterarie permangono nella vacuità”: ma allora siamo non solo al qualunquismo puro, ma al qualunquismo dichiarato.

    (Che poi, “ragazzini”: qui abbiamo padri e madri di famiglia, gente con sette-otto libri alle spalle, eccetera. Ricordo che quando uscirono i primi titoli Sironi, i giornali parlavano dei nostri “giovani scrittori”. Be’: uno di quei “giovani scrittori”, proprio nei giorni della pubblicazione, diventò nonno…).

    giulio mozzi

  25. Felice Muolo Says:

    Giulio, una ‘cazzata denigratoria’ supportata dal racconto di Genna sul modo di agire degli editori, per essere precisi. Comunque sia, se la questione non genera alcun sospetto legittimo, reputo una perdita di tempo averla sollevata. Bastava comunicare semplicemente: “Sironi mi ha sbattuto fuori e io me la godo.” Noialtri avremmo battuto le mani perchè tifiamo, ahimè, per te.

  26. vibrisse Says:

    Felice: cazzata denigratoria era, e resta.
    Io non ho sollevata nessuna questione. E’ avvenuto un fatto – questo rapporto di lavoro si è interrotto, non per mia scelta – e io l’ho comunicato. L’editore ha detto chiaramente che cosa vuole conservare del lavoro finora fatto e che cosa non vuole conservare.
    Volendo proprio sollevare delle questioni, ci si potrebbe ad esempio domandare: “Come si fa a fare della ‘letteratura di ricerca’ in un modo economicamente sostenibile?”.

    gm

  27. Felice Muolo Says:

    La letteratura di ricerca, come ogni altro tipo di ricerca, va finanziata. I finanziatori sono: lo Stato o qualche altro benefattore. Se non si passa da qui, è meglio lasciar perdere.

  28. vibrisse Says:

    Quindi Sironi ha fatto bene a lasciar perdere. gm

  29. Felice Muolo Says:

    Si, ma non a mandarti via.

  30. vibrisse Says:

    E allora, Felice, visto che sai che cosa avrebbe fatto bene a fare Sironi, dillo. Spiega che progetto editoriale avrebbeo dovuto sviluppare. Spiega che cosa avrebbe dovuto farmi fare. Spiega dove avrebbe trovate le risorse. Spiega che libri dovrebbe pubblicare. Spiega tutto. gm

  31. Felice Muolo Says:

    Elementare Vatson! (Si scrive così?)

    Per prima cosa avrebbe dovuto tenerti. Un ottimo elemento non si trova dalla sera alla mattina. (Nell’azienda di una trentina di dipendenti che ho diretto, come già sai, retribuivo del personale tutto l’anno, nonostante lavorasse solamente tre mesi, per non perderlo).

    Il progetto è sempre lo stesso: annusare il mercato e pubblicare buoni libri, magari fare un passo indietro ogni tanto sulla loro originalità (non sulla qualità) per andare incontro al gusto dei lettori. Non bisogna essere intransigenti a tutti i costi. Non dimenticare che il cliente ha sempre ragione.

    Altra soluzione, la migliore: Sironi avrebbe potuto retribuirti solamente a cottimo. Spiegazione: la tua retribuzione derivante da una percentuale dell’introito del libro pubblicato proposto da te.

    Penso sia sufficiente.

  32. vibrisse Says:

    Il progetto è sempre lo stesso, dici. Il guaio è che il tuo “progetto” è di una vaghezza tale che, semplicemente, non è un progetto. E’ una banalità.

    Felice, non è con i luoghi comuni, non è con formulette come “annusare il mercato” o “andare incontro al gusto dei lettori” che si fa un progetto.

    Il pagamento a cottimo sarebbe stato sensato se io avessi avuto il potere di scegliere i libri da pubblicare (e, naturalmente, essendo pagato a cottimo, avrei scelto solo i più vendibili, lasciando perdere con otto anni di anticipo la cosiddetta “letteratura di ricerca”). Ma io non ho mai scelto i libri da pubblicare: io ho proposto i libri da pubblicare, e l’editore ha scelto tra questi.

    gm

  33. Felice Muolo Says:

    Caro Giulio, a questo punto, dovevi essere cosciente che il progetto non andava a buon fine, che prima o poi doveva sbattere contro un muro. Un’azienda non si regge sugli ideali ma su una situazione economica attiva. La letteratura di ricerca che non rientra nella spesa per produrla non potrà mai essere prodotta. La soluzione è, come ho già detto, trovare un benefattore disposto a rimetterci per il bene della causa: una banca, un partito politico, un’azienda che vuol sponsorizzarsi, ecc.

    Inoltre, tu sei una griffe, hai un sacco di amici, non ti sarebbe difficile trovare un finanziatore e mettere su una tua casa editrice, oppure proseguire il cammino presso Sironi ma con la libertà di manovra.

  34. vibrisse Says:

    Felice, ti prego, basta con queste farsi fatte. Non mi interessano, non servono a niente. gm

  35. Felice Muolo Says:

    Un’ultima cosa, Giulio, e scusami se insisto ma sono sincero: cosa vorresti che ti dicessimo? Perchè vorrei davvero capirci qualcosa anch’io. Se, come racconti in un post successivo e in altri precedenti, a te è tutto chiaro, e non ci sono dubbi, e sei un tantino restio (non ti offendere), come al solito, a condividere pareri, partecipare alla discussione che proponi, che senso ha?

  36. vibrisse Says:

    Scusa, Felice, cerca di renderti conto.
    E’ avvenuto un fatto. Io ho data notizia di questo fatto.
    Tu hai cominciato a girarci intorno, ti sei inventato una cazzata denigratoria proponendola come “sacrosanta verità”, eccetera eccetera. Poi hai cominciato a metter fuori un po’ di luoghi comuni stantii, eccetera eccetera.

    Certo che non ho voglia di discutere con te: non serve a niente.

    Dici che vuoi “capirci qualcosa”. Ma su che? Non certo su come si possa fare della “letteratura di ricerca” in modo economicamente sostenibile: hai mostrato di avere idee chiarissime (ossia: non si può fare, ci vuole un benefattore), che io peraltro non condivido. O vuoi “capirci qualcosa” sull’interruzione del rapporto tra Sironi e me? Se vuoi “capirci qualcosa”, leggiti i due comunicati. C’è scritto tutto quello che serve a “capirci qualcosa”, senza bisogno di inventarsi nulla.

    Basta, per piacere.

    gm

  37. Felice Muolo Says:

    Non è esattamente così ma va bene, chiudiamo.

  38. vibrisse Says:

    Vedi, Felice, io trovo odioso questo modo di fare. “Non è esattamente così”, dici. Però non dici com’è “esattamente”.

    Questo modo di fare allusivo, del tipo lo-so-ma-non-lo-dico, non serve a niente.

    gm

  39. Felice Muolo Says:

    Allora continuiamo.

    Bisogna intanto dire che “la cazzata denigratoria”, per quanto cazzata, non era un’affermazione ma una supposizione. Per cui, da prendere con le pinze.

    Per quanto riguarda tutto il resto, rileggendo e leggendo per la prima volta a posteriori le tue dichiarazioni in merito, risulta chiaro che avevi previsto fin dall’inizio di come sarebbe potuto andare a finire. Io credevo che non ne fossi consapevole e da qui sono nate quelli che chiami giustamente “luoghi comuni stantii”, “frasi fatte” ecc. Che mi addebiti e possono suonare anche come offese a una marcata sensibilità ma lasciamo perdere.

    Mi fa comunque piacere aver constatato che io “ho mostrato di avere idee chiarissime” che, se tu non condividi, naturalmente libero di farlo, ciò non significa che siano da buttar via.

    Detto questo, ripeto, chiudiamola pure, anche perchè, senza ironia e fare allusivo, il padrone del vapore sei tu.

    Con rinnovata stima,

    fm

  40. vibrisse Says:

    Ah, era una supposizione? Uno che invoca: “Vogliamo dirla una volta per tutte la sacrosanta verità?”, a me non pare uno che fa una supposizione.

    Confermo: mi pare che tu abbia le idee chiarissime. E a me sembrano – come ho scritto – idee farcite di luoghi comuni. Il fatto che un’idea sia chiarissima non comporta che sia una buona idea.

    Sono lieto di apprendere che tu pensavi che io “non fossi consapevole” del fatto che, per un’azienda, il profitto è l’obiettivo fondamentale e ineludibile (senza profitto non si pagano gli stipendi, non si finanzia la prdouzione ecc.). Che è come dire, che tu pensavi che io fossi un idiota.

    Io non sono il “padrone del vapore”. Il “padrone del vapore” mi ha appena licenziato.

    Felice, ti prego, piàntala.

    g.

  41. Felice Muolo Says:

    Il vapore era vibrisse.

    Qui non ho mai detto che sono un indovino. Anche se penso seriamente di essere l’incarnazione di Cassandra versione maschile.

    Se qualcuno carico di grana si offrisse di finanziare la ricerca letteraria non sarebbe una buona idea? Praticamente Sironi ha avuto una cattiva idea? (Ti copio nel porre le domande.)

    Pensavo che il lato finanziario della cosa non ti riguardasse e non te ne fregasse. Per te l’importante era portare avanti un progetto che ti stava a cuore: la ricerca letteraria. Infatti, non l’hai bloccato sul nascere, se sapevi che era destinato a “fallire.” Conclusione: non eri un idiota ma hai finto di esserlo.

    Se vuoi davvero che la pianti, non replicare.

    Scusa il ritardo.

    Ciao, “amore”.

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