“Una scrittrice di razza”

by

di Giuseppe Caliceti

E’ un bellissimo e promettente romanzo Sangue di cane, opera prima di Veronica Tomassini, 39 anni, siracusana. Fa tornare in mente le parole di L. F. Céline: “L’amore è l’infinito dato in pasto ai cani”.

Il dolore è il basso continuo di questa sonata per giovane donna italiana e immigrato polacco in cui la morte è una banale quotidianità e l’amore un sentimento travolgente quanto impossibile e disperato. Il romanzo è ambientato tra le invisibili vite degli immigrati in una Siracusa maledetta e notturna. Tomassini ci mostra in presa diretta un’Italia che esiste, ma alla quale continuiamo a voltare le spalle. Non racconta le avventure di un immigrato per bene, ma di un poco di buono. Un antieroe in un mondo di soli antieroi: immigrato polacco, disoccupato, alcolizzato, che chiede soldi in elemosina ai semafori. Dorme dove capita: dalle case occupate ai vagoni morti. Segni particolari: bellissimo. Alle sue spalle un matrimonio contratto in patria e un mestiere di violenza. Accanto al polacco arriva una ragazzina italiana: si innamora di lui, lo insegue, lo aspetta, lo accompagna nel girone d’inferno degli ultimi della terra. Litiga coi genitori che non tollerano un amore malato. E poi c’è un figlio: nato nel fango in cui vivono gli accattoni.

Ma il merito più grande di Veronica Tomassini, che in Sangue di cane si rifà anche a esperienze di vita vissuta, è il ritmo ossessivo della sua scrittura: lo stesso del sangue eccitato che scorre nelle vene. E una lingua letteraria che mixa tra loro l’italiano, il dialetto locale, altri dialetti, lo stesso polacco. Prima ancora di una lingua letteraria, di una scrittura, Tomassini mette in scena una voce. Bellissima. Rauca e rabbiosa. Fragile e ostinata. Commossa. Commovente. Rara da trovare. Almeno nella nostra ultima narrativa, spesso sospesa in un falsetto tra fiction e realtà. Una voce carica di urgenza e di poesia: di una scrittrice di razza.

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Una Risposta to ““Una scrittrice di razza””

  1. daniel Says:

    Ma non era “l’amore è l’infinito abbassato al livello dei barboncini”?

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