Assessorato ai complimenti

by

di giuliomozzi

[Qesto articolo appare oggi nel quotidiano Il Mattino di Padova].

Una settimana fa viaggiavo su un treno da Caserta a Roma. Difronte a me avevo una signora che, per tutto il tempo del viaggio, continuò a ripetere che quel treno prendeva sempre un sacco di ritardo. Quando, a Roma, feci notare alla signora che il treno era arrivato con otto minuti d’anticipo, ebbi come risposta una smorfia.

Poco dopo ero seduto accanto alla stessa signora sul treno da Roma a Venezia. Arrivammo a Padova, dove scendemmo entrambi, in perfetto orario. Purtroppo la signora, benché gli orari di arrivi e partenza fossero scritti ben chiari sul suo biglietto, era convinta che fossimo in ritardo di mezz’ora. Ogni mio tentativo di disilluderla cadde nel nulla.

Ragionando su questo fatto minimo, ho avuta un’idea. Che mi permetto di sottoporre, tramite Il Mattino di Padova, all’attuale sindaco-candidato e ai suoi concorrenti.

L’idea è: che sarebbe bello avere, a Padova, un assessorato ai Pubblici Complimenti. Ovvero una figura istituzionale che dedichi il suo tempo a complimentarsi pubblicamente con i lavoratori del settore pubblico. Dovrebbe trattarsi, mi pare ovvio, di un assessorato, diciamo così, «senza portafoglio». Lo sanno tutti che un complimento, come un «grazie» o un sorriso, non costa nulla.

Costano molto, invece, in termini di diminuzione dell’efficienza e della qualità del lavoro, le denigrazioni.
Mi spiego. Io sono nato nel 1960. Da quando sono entrato nell’età della ragione ho sempre sentito parlar male degli insegnanti, dei postini e delle ferrovie (e mi fermo a loro). Peraltro: essendo stato scolaro e studente; facendo un uso intensivo, e da molti anni, dei servizi postali; essendo da molti anni un grande utente delle Ferrovie dello Stato, l’esperienza mi dice che gli insegnanti mediamente sono preparati e bravi, le poste sostanzialmente funzionano (oggi più che vent’anni fa), e i treni – checché ne dica la mia compagna di viaggio dell’altro giorno – arrivano a destinazione quasi sempre puntuali (oggi più che vent’anni fa).

D’altra parte, avendo lavorato sempre nel settore privato, so che un datore di lavoro ha un solo sistema per ottenere dai dipendenti una prestazione ottimale; e questo sistema consiste nell’apprezzare il loro lavoro, nel motivarli sui risultati, nel riconoscere i meriti. E so anche che ogni lavoratore ha, del proprio lavoro, una conoscenza che talvolta sfugge (non per ignoranza, ma per distanza) a chi ha compiti direttivi; e che chi ha compiti direttivi fa bene a non ignorare questa conoscenza, dalla quale possono venire migliorie e innovazioni.
Sarei felice, dunque, se l’amministrazione comunale che si formerà dopo le prossime elezioni decidesse, contrastando l’attuale – e suicida – tendenza alla denigrazione indistinta («I dipendenti pubblici? Tutti fannulloni». «Gli insegnanti nati al di sotto di un mai ben precisato parallelo? Tutti impreparati». Eccetera) di complimentarsi pubblicamente, ogniqualvolta ce ne sia l’occasione, con quei dipendenti pubblici che diano prova di svolgere il loro lavoro con efficienza, economia, attenzione all’interesse della cosa pubblica e del cittadino, rapidità, precisione, sensibilità per le conseguenze, passione per la semplificazione burocratica.

Sono convinto – molto convinto – di due cose. Primo, che un assessore con un incarico del genere avrebbe un grande carico di lavoro (cioè: avrebbe ogni giorno qualche dipendente pubblico con qui pubblicamente complimentarsi). Secondo, che questo assessorato a costo zero genererebbe nella nostra città un notevole incremento della felicità dei lavoratori del settore pubblico, e quindi della qualità del loro lavoro, e quindi della felicità di tutti i cittadini.

Giulio Mozzi partecipa a questa lista civica

Giulio Mozzi partecipa a questa lista civica

Il sito (assai scarno) della lista civica: qui.

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6 Risposte to “Assessorato ai complimenti”

  1. Guido Tedoldi Says:

    Giulio, quest’idea mi piace. Verrà il momento in cui tenterò di realizzarla (io come tanti altri, mi sa: una delle misure del gradimento è data dall’imitazione) non soltanto nella vita privata ma anche nell’attività pubblica.
    C’è chi dice che «al peggio non c’è limite». E allora perché dovrebbe esserci un limite al meglio?

  2. mauro mirci Says:

    Giulio, non per disilluderti, ma dopo un bel po’ di vita trascorsa nella pubblica amministrazione devo confidarti che i pubblici complimenti fanno sì piacere (ho conosciuto alcuni assessori ai complimenti, autonominati e molto efficienti) ma dopo un tot di tempo si comincia ad avere l’impressione di avere a che fare con tanto fumo senza arrosto. A meno di un ipotetico meccanismo del tipo: ogni cinque complimenti ricevuti, un aumento di cinquanta euri (anche lordi) in busta.

  3. luciamarchitto Says:

    Giulio, ti ringrazio per questa bella idea, sono una pubblica dipendete e sono stufa di essere chiamata fannullona. Ciao Lucia

  4. cletus Says:

    (cioè: avrebbe ogni giorno qualche dipendente pubblico con qui pubblicamente complimentarsi).

    Io qui (nel senso della proposta dell’articolo) mi associo incondizionatamente.

  5. Felice Muolo Says:

    I complimenti finirebbero elargiti dietro racconadazione. Cioè, immeritati. In perfetto stile italico.

  6. Felice Muolo Says:

    racconadazione=raccomandazione

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