Posts Tagged ‘Stefano Trucco’

“1958: una storia dell’età atomica”, di Stefano Trucco

11 maggio 2018

di Stefano Trucco

[Che io abbia molta stima di Stefano Trucco, narratore finora poco notato, lo sanno – credo – tutti. Fin da quando ospitai un suo istruttivissimo intervento sulla sua partecipazione a Masterpiece. L’editore Intermezzi ha pubblicato un suo piccolo romanzo. Ve ne ho offerto ieri l’inizio; e oggi un altro pezzo. gm]

Qui da noi in Italia «quella cosa lì» si può dire in tanti modi: frocio, finocchio, omosessuale, checca, rottinculo, pederasta, sodomita, bardassa, culattina, invertito, paraculo, ricchione, uranista… Mi piace tantissimo come dicono a Firenze: «c’è le paste», che sembra l’annuncio di una festa. Invece odio come lo dicono a Genova, «buliccio», che sembra una specie di lumaca o verme bavoso.

Negli ultimi vent’anni circa, specie dopo la guerra, s’è diffusa un’espressione nuova: «fascista».
Ora, il fascismo che imperversò per l’Italia dopo la Prima Guerra Mondiale era tutta un’altra cosa. Non per niente l’aveva fondato Benito Mussolini.

Mussolini, un romagnolo, figlio del fabbro del paese, dopo aver fatto il maestro, il muratore, il barbone e chissà che altro, aveva risolto il problema di come mettere insieme il pranzo con la cena buttandosi in politica. Un fantastico oratore, era rapidamente diventato un caporione socialista, fino a diventare direttore dell’Avanti. Poi, nel 1914, era uscito (o era stato cacciato) dal partito, che non voleva la guerra mentre Mussolini la voleva: s’era messo con D’Annunzio e aveva fatto di tutto per far entrare nel conflitto l’Italia al fianco degli Alleati, generosamente finanziato da massoni e francesi.

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“1958: una storia dell’età atomica”, di Stefano Trucco

10 maggio 2018

di Stefano Trucco

[Che io abbia molta stima di Stefano Trucco, narratore finora poco notato, lo sanno – credo – tutti. Fin da quando ospitai un suo istruttivissimo intervento sulla sua partecipazione a Masterpiece. L’editore Intermezzi ha pubblicato un suo piccolo romanzo. Ve ne offro qui l’inizio; e domani un altro pezzo. gm]

Il cameriere di mezz’età, col suo maldestro riporto e l’aria di uno schiacciato dalla vita, sa di chi è la colpa se fuori non si può uscire e dentro non si può stare.

«Sono tutte ‘ste bombe atomiche che fanno esplodere gli americani e i maledetti russi! Non s’è mai visto un luglio così! Altro che 2000, qui non arriviamo al mille e novecento e sessanta!» lo pronuncia così, scandendo.

E cosa vuoi dirgli? L’atomica ha la colpa di tutto, dicono, dal cancro alla violenza giovanile, dall’arte astratta al fatto che quest’anno non siamo nemmeno arrivati in finale ai Mondiali. Figuriamoci il caldo e le stagioni che non sono più le stesse (che magari è pure vero). È più di due mesi che l’Italia pare un deserto di piante secche e nuvole di sabbia, come se la Libia avesse conquistato l’Italia e non viceversa. Nelle ultime due settimane, poi, 40 gradi fissi, da Bolzano a Siracusa. Ogni giorno qualcuno muore di insolazione. Dicono che pure il Papa stia male. Abbiamo traversato un Po ridotto a rigagnolo. Sì, è luglio, ma un luglio così davvero non c’era mai stato.

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Dieci libri indispensabili per capire gli Stati Uniti d’America

7 giugno 2016
Un'opera di Roy Lichtenstein

Un’opera di Roy Lichtenstein

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Se volete leggere questo libro, dovete aiutare gli autori a scriverlo

16 febbraio 2016

La-politica-americana-spiegata-semplice2

Stefano Trucco è uno scrittore appassionato di storia degli Stati uniti d’America (si laureò, a suo tempo, con una tesi sulle elezioni presidenziali del 1948). Cristiano Bosco è un giornalista che si definisce “filoamericano”. Vogliono scrivere, in occasione delle elezioni presidenziali di quest’anno, un libro che s’intitola La politica americana spiegata semplice. Anzi, lo stanno già scrivendo. Ma per pubblicarlo hanno bisogno di un piccolo aiuto economico. Hanno lanciato una sottoscrizione. Se la cosa vi incuriosisce, potete contribuire attraverso il sito Bookabook. Cliccando qui troverete una breve scheda del libro in corso d’opera, una ventina di pagine in anteprima, e altre informazioni. E potrete contribuire all’impresa. Io ho contribuito, perché ho molta stima di Stefano Trucco (e abbiamo in comune molti gusti e nessuna idea).

Note di lettura: “Fight night” di Stefano Trucco.

22 settembre 2015

di Luigi Preziosi

stefano_trucco_fight_nightDue ragazzi, per diversi motivi attratti dal kick boxing, fino a diventarne protagonisti, si confrontano, percorrono senza conoscersi strade diverse, ma caratterizzate da un che di violento che si manifesta non solo nello sport che praticano, ma permea il loro modo di stare al mondo. Su di essi aleggiano, anche se materialmente assenti, ingombranti figure paterne. Ettore è figlio di un carabiniere, che è anche il primo caduto in Afghanistan, Alessandro è orfano di un maneggione disonesto, suicidatosi al momento di rendere il conto, finanziario ed esistenziale. Su queste premesse, Stefano Trucco sviluppa il suo romanzo di esordio, Fight Night (Bompiani).

Le vicende dei due giovani pugili si sviluppano su linee destinate ad intrecciarsi solo nell’ultima parte della storia, essendo la gran parte della narrazione dedicata a progressivi approfondimenti delle personalità dei due protagonisti. Ettore e Alessandro, nomi evocativi di ellenici splendori virili, utilizzati per conclamarne la vocazione epica, percorrono itinerari evidentemente simmetrici, anche se la narrazione tende positivamente ad occultare forme di meccanica specularità delle loro vicende.

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La formazione dello scrittore, 30 / Stefano Trucco

26 dicembre 2014

di Stefano Trucco

[Questo è il trentesimo articolo della serie La formazione dello scrittore, parallela alla serie La formazione della scrittrice. Ringrazio Stefano per la disponibilità. Le due rubriche ormai escono irregolarmente, seguendo l’arrivo degli ultimi contributi. gm]

stefano_truccoFormazione dello scrittore? Io? E’ proprio il caso?

Giulio Mozzi me lo chiede e io gli devo molto (una salutare stroncatura, soprattutto); c’è un mio romanzo in libreria, finalmente; gli editori, Bompiani e Rai-Eri, vogliono che io mi dia da fare ad autopromuovermi. Insomma, ci devo provare, a raccontare la mia formazione di scrittore, anche se ne avevo parlato abbastanza a lungo (sì, lo so, troppo a lungo) in un articolo qui su vibrisse il gennaio scorso e quindi lascerò parecchie cose come già dette e altre come omesse del tutto. Non è che parlare di me mi dispiaccia, anzi. Del resto, fare lo o essere uno scrittore è stato, fin da quando riesco a ricordare, l’unico obbiettivo serio della mia vita, l’unico mezzo accettabile per perpetuare il mio nome dopo la morte, motivo che ho in comune con la maggior parte degli artisti, grandi e minori, il cui nome sia stato davvero ricordato, almeno per un po’.

Il problema è un altro. Mettiamola così: da circa una decina d’anni sono impegnato in una minuziosa e radicale riscrittura di me stesso, una ristrutturazione il più completa possibile dei modi in cui mi rapporto con il resto del mondo. Negli ultimi quattro anni, poi, da quando mi sono finalmente rimesso a scrivere dopo più di vent’anni di blocco, si sono cominciati a vedere i risultati; nell’ultimo anno, infine, dopo la partecipazione al programma televisivo Masterpiece e la pubblicazione del mio romanzo d’esordio, Fight Night (insieme a un provvidenziale miglioramento delle mie condizioni di lavoro), il cambiamento in meglio è ormai innegabile. Ho persino cominciato ad andare in palestra. Di questo potrei parlarne fino alla nausea.

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Ho un problema: sono finalista a Masterpiece

7 gennaio 2014

Stefano_Trucco

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