Posts Tagged ‘Stefano Serri’

Turandot a Calaf (Lettere delle eroine, 13)

10 agosto 2016
Anna May Wong nella parte di Turandot, 1925

Anna May Wong nella parte di Turandot, 1925

di Stefano Serri

[Le Regole del gioco]

Mio senza-nome amato, mio principe mistero,
giovane che ho stregato, figlio di uno straniero,
estatico forestiero, mio ragazzo demente,
sole senza regno, tartaro fuggente,
generoso e feroce, incauto e furente,
sposo di sangue regio e sopra me imperante,
anonimo pretendente, innamorato sordo,
eroe dei tre quesiti, artefice di un quarto,
tu che troppo hai sofferto e che insegui la sorte,
scioglitore degli enigmi, straniero ebbro di morte,
figlio creduto estinto e infine ritrovato,
esule per la corona, giovane perseguitato,
audace insordito, intontito, allucinato,
crudo e spietato e feroce martirio,
eroe delle favole, tutta febbre e delirio,
signore solo al mondo e senza più sorriso,
principe immobile inchiodato al suo destino,
tu scrutatore di astri, questuante di albe nuove,
enigmista temerario, insonne sognatore,
ritornello del mio cuore, ritorno dell’amore,
mio Calaf disvelato e infine nominato:
hai avuto questi e molti, molti altri nomi; novantanove forse, come si addice a un dio. Ma è nell’estremo, il centesimo, indicibile, è lì che ho trovato il tuo-nome-mio.

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Cose trovate e ritrovate (Le cose che ci sono in casa, 151)

6 aprile 2015

di Stefano Serri

[Le regole del gioco sono qui].

Sei Suites di Quartine

I. PARVA

IL SEGNALIBRO
Senza un volume sei solo una striscia
di carta variamente decorata.
Ma tra le pagine il tuo corpo striscia
scandendo la lettura dell’Idiota.

PARVA
La manopola del termosifone
la scanalatura del pavimento
buco di presa, leva di sciacquone –
piccole cose: nel dirvi vi canto.

LA MONETA
Ti sento. Tintinni dentro il cassetto.
Sarai sotto la calza o nella tasca?
Tra le mutande. Non l’avrei mai detto,
magra mancia della consueta tresca.

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La cassetta della posta (Le cose che ci sono in casa, 142)

22 febbraio 2015

di Stefano Serri

[Le regole del gioco sono qui].

La mia cassetta della posta è un tempio
dove sbucano rari ormai quei fogli
messi di sbieco da un postino empio
che copre l’indolenza con imbrogli:
un indirizzo falso, per esempio.
Emergono da quegli scrigni spogli
imposte, tasse, schemi che non riempio
e cartoline senza monti o scogli.

No, non mi aspetto che da quella grata
scenda volando un angelo che tenda
verso di me la sua notizia lieta
a fare la mia notte meno fonda.
Anche la mail ormai è desolata:
la uso quasi solo come agenda.
Apro la posta anche indesiderata
sperando in qualche spam che mi sorprenda.

Le cose rimaste (Le cose che ci sono in casa, 132)

28 settembre 2014

di Stefano Serri

[Le regole del gioco sono qui].

I. IL TUO DIVANO

Non sono poeta di pampa o di abisso
il mio suono ama case e cortili:
il tuo divano è stato il mio scrittoio.
La domenica era un poema orizzontale
il tuo divano l’opposto del recinto:
piazza intima, eden senza esilio
dove il tempo perde i dubbi e le lancette.

II. LA TUA LAMPADA

Tu non chiedermi luce
la mia mano ti crede la notte
e ho fede finché l’interruttore
rifà la stanza opaca e non ti vedo:
soltanto se c’è buio ti raggiungo.

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La formazione dello scrittore, 14 / Stefano Serri

25 settembre 2014

di Stefano Serri

[Questo è il quattordicesimo articolo della serie La formazione dello scrittore, parallela alla serie La formazione della scrittrice. Ringrazio Stefano per la disponibilità. gm]

Sillabario

stefano_serriARTISTI
“Quanti artisti falsi prodigano le loro energie per apparire artisti, mentre gli artisti veri ne conservano per l’arte?” (G. Pontiggia).

BIBLIOTECA
La biblioteca è l’anti-museo del libro – la biblioteca pubblica, intendo – è l’unica piazza dove le voci si sovrappongono nitide. È il posto migliore dove un libro possa riposare e trascorrere il tempo che gli resta – l’eternità, compatibilmente con l’usura della carta. È la vera casa dello scrittore. È la culla della democrazia, la biografia di un paese. Il mio primo giorno in biblioteca è stato l’inizio di una lotta scoliotica ingaggiata dagli occhi tra pagina/finestra/pagina/finestra… Luisa (la bibliotecaria che va in pensione tra pochi giorni) era lì a spiegarmi su quel grande tavolo bianco i volumi adatti alla mia età, contrassegnati da fasce colorate, separati da quelli per i grandi: un limite da infrangere appena possibile.

CAPOLAVORI
I miei capolavori risalgono alle scuole medie (dopo, solo balbettii). Sono i miei temi in classe. L’insegnante entusiasta me li faceva spesso leggere a voce alta. In prima media la professoressa di italiano mi portò tra i grandi della terza, dove lessi la meglio riuscita mistificazione della mia infanzia, la metamorfosi esemplare di mia nonna: trasformavo il patologico in pittoresco, l’incedere della demenza in poesia del tempo. Un altro capolavoro lo partorii due anni dopo, con il lungo elaborato (quattro lunghe pagine fitte fitte della mia nuova grafia appena perfezionata) per il compito sul genere giallo. L’interesse non era tanto nello stratagemma adottato per il classico “delitto della camera chiusa” (dall’interno), quanto nella scelta dei personaggi. Si trattava infatti di una rimpatriata di ex-compagni di scuola, dove l’assassino confessava tutto l’odio covato da anni verso la sua classe, radunati appositamente. Tutti quei ragazzini di tredici anni capirono, senza tante spiegazioni, l’ambigua verità di ogni finzione letteraria.

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L’icona (Le cose che sono in casa, 115)

31 agosto 2014

di Stefano Serri

[Le regole del gioco sono qui].

Inizi adesso a intuirla:
sono trent’anni che ti guarda
appesa nello stesso posto.
Quel volto lungo e gli occhi aperti
oltre lo sguardo occhi rivolti
alle scoperte fatte dentro.

Il tempo non è tardi.

Continui a stare nello stesso posto
la stessa camera: lo spazio è nuovo:
ci sono dimensioni più sottili
e altre tanto vaste che respiri.
Non lo sapevi: ora è venuto il giorno
di accorgersi di ciò che hai lì davanti
stupirsi di ogni cosa già evidente.
L’icona con te parla e tu ti osservi.
Il tempo è stato estratto e ora è steso.
Rimani ad adorare nel sorriso.

Il calendario (Le cose che ci sono in casa, 100)

10 agosto 2014

di Stefano Serri

[Le regole del gioco sono qui].

Tasse onomastici eventi lezioni
Rate colloqui bollette partenze
Visite arrivi incontri riunioni
Multe rinnovi esami scadenze…

Resti girato sui giorni passati
Perché mi scordo allo scoccar del mese
Di volgere quel foglio alle pareti
Senza rimpianti e nemmeno pretese.

La vita che mi spara addosso il tempo
(esami incontri bollette ed eventi)
Finisce lì, presto, tutta in un lampo:
Eppure organizziamo anche gli istanti.

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I crocefissi (Le cose che ci sono in casa, 87)

6 agosto 2014

di Stefano Serri

[Le regole del gioco sono qui].

Il crocefisso della mia stanza

Se non l’avessi già vorrei scolpirti
un corpo addosso stretto intorno al cuore
capace solamente d’abbracciarmi:
invece tu rimani a polsi aperti
e a me che ti vorrei come coperta
tu resti spalancato insonnia salto

nessuna anatomia mi meraviglia
la tua stupisce se contemplo quanto
è libera la carne quando è offerta:
la croce è stato il tuo tenermi accanto
passione celebrata nelle vene
la tua vita mi è cena – sì: rimani
sei verticale eppure resti chino
nel fango: quasi luce – e sei vicino.

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L’armadietto dei farmaci (Le cose che ci sono in casa, 76)

20 luglio 2014

di Stefano Serri

[Le regole del gioco sono qui].

Antibiotico

Esigi assunzioni ad orari esatti:
ti do un appuntamento dopo i pasti;
solo restando fedele combatti
i mali nascosti ancora rimasti.

Aspirina

Dall’acido acetilsalicilico
avrà serenità ogni mio pensiero:
mi fa lirico, quasi bucolico,
ma è soltanto un effetto passeggero.

Collirio

È buio – non vedo – nebbia – barlumi –
ecco i contorni – ritorna il colore –
ora ti osservo – non tremi e non sfumi –
eccomi pronto: “La vedo, dottore!”

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Lo scaffale dei libri (Le cose che ci sono in casa, 67)

17 luglio 2014

di Stefano Serri

[Le regole del gioco sono qui].

Joyce, Pessoa, Leopardi, Manzoni,
Benjamin, Bernhard, Raboni, Tondelli,
Beckett, Rosselli, Campana, Caproni,
Gadda, Flaiano, Queneau, Manganelli,

Kierkegaard, Kleist, Testori, Pomilio,
Eliot, Turoldo, O’Connor, Contini,
Nietzsche, Verlaine, Pirandello, Savinio,
Brecht, Campanile, Artaud, Pasolini,

Broch, Bernanos, Dostoevskij, Carducci,
Gogol, Stendhal, Sinisgalli, Santucci,
Whitman, Pavese, Sapienza, Gualtieri,

Walser, Cvetaeva, Wilde, Alfieri,
Tasso, Marot, Palazzeschi, Pontiggia,
Weil, Petrarca, Baudelaire e la Bibbia.

Edgar Lee Masters meets Alessandro Manzoni / Un monatto

3 novembre 2013
Maschera da monatto. Il lungo becco aveva la funzione oggi assolta dalle mascherine: doveva impedire l'inalazione degli effluvii patogeni

Maschera da monatto. Il lungo becco aveva la funzione oggi assolta dalle mascherine: doveva impedire l’inalazione degli effluvii patogeni

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Lodi del corpo maschile / Tutto il corpo

1 ottobre 2013

di Stefano Serri

[Il gioco è finito. Questo testo – quasi riassuntivo – di Stefano Serri ci pare buono per chiudere].

Ecco sessanta distici
Dai toni gravi o comici:
Lodando il corpo maschile
Voglio spiegarvi il mio stile.
(Per l’ardua mia impresa, o Musa
Mi chiudo un po’ in bagno. Scusa.)

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Lodi del corpo maschile / Dieci lodi

29 settembre 2013

di Stefano Serri

[Vuoi partecipare alle Lodi del corpo maschile? Leggi qui. C’è tempo fino al 30 settembre 2013 (non oltre). Per leggere tutte le Lodi del corpo maschile, guarda qui].

Fessure

Basta questo a farmi correre all’orgasmo:
L’occasione di esplorarti le fessure.
Non mi immergo nel tuo corpo, ma lo plasmo
Dentro gli occhi, intuendo il rosa pure
Nei recessi d’ombra e pelo. Come un chiasmo
Il calore e la visione fanno dure

Le distanze – so goderti solamente
Fermo al limite dei sensi che assaporo.
La mia bocca stando chiusa chiara sente
Quella lotta degli umori che oltre il foro
Si consuma. Inumidita, la mia mente

Assaggia il tuo corpo, lo scopre tesoro.

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Lodi del corpo maschile / Il cervello

31 agosto 2013

di Stefano Serri

[Vuoi partecipare alle Lodi del corpo maschile? Leggi qui. Per leggere tutte le Lodi del corpo maschile, guarda qui].

Impazzisci con me

Impazzisci, ti prego, facciamolo
insieme: lasciamo il cervello al caso.
Senza il tuo amore esce sangue dal naso.

Nel mio cranio tu intasi un cunicolo
con il tuo grappolo, maturo appena,
ma già m’infonde ebbrezza in ogni vena.

Fammi cantare anche senza spartiti
e riposare anche senza risposta:
nel tuo pensiero il mio abisso ha una costa.

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Lodi del corpo maschile / I polpacci

30 agosto 2013

di Stefano Serri

[Vuoi partecipare alle Lodi del corpo maschile? Leggi qui. Per leggere tutte le Lodi del corpo maschile, guarda qui].

Quasi fratelli

Cuori svasati. Mandorle. O panciuti
come gli otri di un sangue che ingombrante
comprimete dai vasi negli imbuti
delle caviglie a zampa d’elefante:

è reso manifesto in voi, polpacci,
il rebus rosa di doppia bellezza
poiché non foste fatti per gli abbracci,
ma l’occhio che vi guarda si accarezza.

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Lodi del corpo maschile / Una corona di sonetti

27 agosto 2013

di Stefano Serri

[Vuoi partecipare alle Lodi del corpo maschile? Leggi qui. Per leggere tutte le Lodi del corpo maschile, guarda qui].

Lode del corpo

Anima mia, con questo corpo infranto
tu puoi salire a Dio più che se fossi
spolpata di ogni peso, nuda di ossi
e senza sangue dentro: e fuori il manto
di questa pelle che trasuda amando.
Abbiamo avuto questi spazi rossi
dentro il cuore, questi nervi percossi
mentre ragiono, sento o mi domando.

Essere nati insieme fiato e carne:
in noi creature è come se uno smalto
unisse ad un motore le ali scarne
che tentano da sole il grande salto.
Profeta rosa, poeta del letto,
loderò il corpo, rosario imperfetto.

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