Posts Tagged ‘Raul Montanari’

“Tutti gli insegnanti di scrittura creativa sono degli scrittori falliti”, di Alessandro Oldeni

25 marzo 2016

di Ennio Bissolati

[Ennio Bissolati è un bibliofilo. Per vibrisse recensisce libri introvabili, dei quali sostiene di essere l’unico lettore. gm]

OldeniE’ nota l’ammirazione del curatore di vibrisse, che Dio ce lo conservi, per un libricino qualche anno fa pubblicato, e più recentemente ripubblicato, dell’Ermanno Cavazzoni da Bologna; titolato: Gli scrittori inutili. Nella limpida casistica del Cavazzoni, l’illustre Mozzi si è riconosciuto – bontà sua – nella casella degli scrittori in disuso (e il Cavazzoni mai smentì): ed è forte di tanta spregiudicata autocoscienza che il vostro bibliofilo, umilmente, si azzarda a recensire questo torrido pamphlet, dovuto alla penna di un Anonimo (perché il nome, per tacer del cognome, nomina sia pur pudicamente fin troppo) che sicuramente l’intinse nel curaro; e confida che il padrone di casa non se la prenderà.

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Le “formazioni” a Milano (scrittrici e scrittori)

18 maggio 2015
Clicca sulle copertine, leggi la scheda

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Martedì 19 maggio alle 18.30, a Milano presso lo Spazio Melampo (via Carlo Tenca 7) prima pubblica presentazione dei due volumi – La formazione della scrittrice e La formazione dello scrittore – pubblicati dall’editore Laurana: il primo a cura di Chicca Gagliardo, il secondo a cura di Gabriele Dadati. I due volumi prendono ispirazione dalle due rubriche pubblicate per diversi mesi in vibrisse, e intitolate appunto La formazione della scrittrice e La formazione dello scrittore.

Bottega di narrazione 2012-2013

26 febbraio 2012

di giuliomozzi

La prima Bottega di narrazione dell’editore Laurana si è conclusa il 4 dicembre 2011 con l’incontro tra la pattuglia degli “apprendisti” e un nutrito gruppo di esponenti del mondo editoriale (in rappresentanza degli editori Bietti, Einaudi, Mondadori, Newton Compton, Rizzoli, Sironi, Terre di Mezzo, Transeuropa, e dell’Agenzia letteraria internazionale – Ali). Altri editori e agenzie, impossibilitati a essere presenti, hanno comunque richiesto gli estratti dai “lavori in corso” (che tutti possono prelevare qui, mentre altri assaggi pubblicati in vibrisse si possono leggere qui).

I risultati della prima Bottega

Un primo bilancio della Bottega di narrazione 2011 si può leggere qui. A distanza di tre mesi dal 4 dicembre scorso posso aggiungere che Silvia Montemurro ha firmato un contratto con l’editore Newton Compton, e dovrebbe pubblicare entro l’anno (vedi qui un estratto); Sara Loffredi ha terminato in gennaio 2012 il suo romanzo ed è ora ufficialmente rappresentata dall’Ali (vedi qui un estratto); i lavori di altri “apprendisti” sono al momento in lettura presso editori grandi e piccoli (giusto la settimana scorsa Mondadori ha chiesto di poter leggere integralmente tre testi); e altre occasioni più o meno rilevanti si stanno presentando.
Non tutti i lavori sono terminati; alcuni sono prossimi alla fine; in queste settimane abbiamo ripreso a incontrare individualmente gli “apprendisti” (ci vorrà un po’) per un editing finale.

In che cosa consiste la Bottega di narrazione

La Bottega non è e non vuol essere un “corso di scrittura creativa”, bensì un luogo nel quale venti persone, selezionate sulla base di un progetto narrativo, possano abitare per un anno: lavorando sul proprio progetto, confrontandosi con altre persone alle prese con i propri progetti, godendo della compagnia di persone più esperte. Come avveniva, appunto, nelle “botteghe” degli artisti.

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Raul Montanari, “Il Cristo Zen”

7 gennaio 2012

di Valter Binaghi

Raul Montanari, "Il Cristo Zen"Uno scrittore italiano, ben noto al grande pubblico come narratore (ma è anche traduttore da lingue classiche e moderne), mette insieme un libro dal titolo disturbante, in cui affianca la parola di Gesù a quella dei maestri Zen, e lo fa dichiarandosi ateo alla terza pagina.
Ce n’è abbastanza per pensare a una di quelle improvvisazioni eclettiche che stuzzicano lo scrittore di successo un po’ annoiato. E invece basta cominciare a leggere la lunga introduzione, che occupa un buon terzo del libro, per accorgersi subito che il lavoro di Montanari è tutto tranne che frutto d’improvvisazione. Con precisione storica, unita a considerazioni che evidenziano una riflessione teologico-morale di lunga durata, l’autore racconta la storia del Buddhismo nelle sue diverse ramificazioni, fino a quella variante che si affermò in Cina come Ch’an, e penetrò in Giappone all’inizio del XIII secolo prendendo il nome di Zen. In seguito Montanari espone le ragioni che l’hanno spinto ad avvicinare cristianesimo e buddismo zen. In entrambi egli trova «la contemplazione e l’abbandono alla natura, al fluire degli eventi. L’interiorizzazione del culto e l’insofferenza verso ogni formalismo. La polemica contro la ricchezza. La spiritualità e la forza della fede capace di smuovere le montagne ove l’ostacolo del pensiero logico sia eluso. L’intransigenza davanti alla Verità, a un dovere superiore che suggerisce comportamenti apparentemente ingiusti o illogici. L’antintellettualismo e l’elogio del pensiero semplice o addirittura del non-pensiero. L’anticonformismo nei rapporti con le gerarchie, le classi sociali, la tradizione, e con quel grande mistero insondabile che è la donna».

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