Posts Tagged ‘Pierluigi Bersani’

Botta e risposta / Un ex giovane comunista, ormai ottantenne, risponde a Umberto Saba

2 Maggio 2015
Un oggetto transizionale

Un oggetto transizionale

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Capitali privati

13 giugno 2011

[…] Questi saranno gli effetti del sì ai referendum sull’acqua: non potendo ricorrere ai capitali privati, per ammodernare gli acquedotti molti sindaci saranno costretti ad aumentare le tasse locali. […]

E’ interessante, questa frase, perché sembra che i “capitali privati” possano essere presi dai sindaci più o meno come la donzelletta passeggiando tra i campi raccoglie un mazzolin di rose e viole. Cioè: senza dare niente in cambio. (La vera alternativa mi pare sia: a fronte di una spesa da fare per avere dei vantaggi, socializzare questa e quelli o privatizzare questa e quelli; dubito che si possa privatizzare la spesa e socializzare i vantaggi; vedo che spesso si socializza la spesa e si privatizzano i vantaggi).

L’articolo dal quale ho presa la frase citata si può leggere nel sito del Popolo della libertà, qui. Interessante è anche il video che potete vedere qui sotto: è il 28 settembre 2008, parla Pierluigi Bersani.

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Una storia a questo senso

17 agosto 2009

di Massimo Mantellini

[Stavo per scriverci su qualcosa, quando mi sono accorto che Massimo Mantellini aveva già scritto, a proposito della campagna congressuale di Pierluigi Bersani, più o meno ciò che pensavo].

E’ agosto e il motto della campagna di Pierluigi Bersani per le prossime primarie del PD proprio non mi va giù. Ci penso da settimane – ok non continuamente ma ogni tanto ci penso – tipo un paio di volte al giorno. A esagerare. Magari sono in auto o leggo il giornale e all’improvviso mi viene in mente la foto con la faccia di Bersani e sotto, fra la cravatta rossa e l’abito blu quel testo dai caratteri affusolati, tratto da una recente canzone di Vasco Rossi. La canzone si chiama Un senso, il motto di Bersy è invece “un senso a questa storia”.
Ora vorrei provare a spiegare come mai una simile innocua frase mi infastidisce tanto. Intanto non ce l’ho con Vasco, per carità, è uno che ha già i suoi bei problemi: non sarò io ad infierire sull’unico autentico fenomeno vagamente rockeggiante e popolare che questo paese ha saputo produrre negli ultimi 30 anni. Siano benedetti fegatispappolati ed albechiare in quantità.

Leggi tutto l’articolo nel blog di Massimo Mantellini.