Posts Tagged ‘Patrizia Patelli’

Il corpo e il male

23 settembre 2010

di Demetrio Paolin

Circa un anno fa scrivevo un breve saggio per un convegno che si tenne, nel novembre del 2009, a Varsavia dal titolo Fiction, faction, reality: incontri, scambi, intrecci nella letteratura italiana dal 1990 ad oggi. In attesa degli atti, che dovrebbero essere pubblicati a breve, lascio qui il mio contributo.

Questa medesima nevrosi è comune ai protagonisti dei romanzi in questione. L’essere solo corpo e corpo dolente rappresenta la possibilità di assumere il mistero delle cose, di penetrare i segreti dell’essere e di riportare al lettore una particella di verità.

Leggi Il corpo e il male di Demetrio Paolin

Gli ultimi occhi di mia madre

5 novembre 2009

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Patrizia Patelli, autrice di Con gli ultimi occhi di mia madre, intervistata nel programma Fahrenheit (Radio 3). Qui.

Gli ultimi occhi di mia madre

26 ottobre 2009

ultimi-occhi-di-mia-madreL’autrice del romanzo Gli ultimi occhi di mia madre (Sironi), Patrizia Patelli, ha partecipato al programma radiofonico condotto da Maurizio Costanzo, L’uomo della notte.

Ascolta il programma.

Leggi il blog di Patrizia Patelli. Leggi gli articoli su questo libro apparsi in vibrisse. Consulta la rassegna stampa su questo libro.

La mia lingua è me.

19 settembre 2009

di Demetrio Paolin

minidemetrioIn questi mesi estivi ci sono stati alcuni post e questioni che mi hanno fatto riflettere, in particolare mi aveva colpito un articolo di Simone Ghelli e una risposta, che Claudia Boscolo aveva lasciato sul suo blog. Questi due pezzi mi avevano portato a fare alcune considerazioni, che non ero riuscito a concretizzare in uno scritto o intervento. Poi sono arrivati altri due post che io vedo strettamente legati, che sono questa confessione di Patrizia Patelli e questa riflessione di Federica Sgaggio.

Provo a fare alcuni ragionamenti, sarò un po’ lungo, ma se volete seguitemi.

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Un piccolo libro cammina pian piano

14 settembre 2009

Il libro di Patrizia Patelli Gli ultimi occhi di mia madre cammina pian piano, ma cammina. Domani, 15 settembre, alle nove di mattina (circa), Patrizia sarà addirittura in televisione a parlarne. Nel salotto di Federica Panicucci a Mattino Cinque su Canale 5. Come ha commentato Patrizia nel suo blog: “Per scrivere non basta il dolore, ci vuole uno scrittore. Lo ha detto Bukowski, me lo ha ricordato la scrittrice Barbara Garlaschelli. Alla tv, invece, il dolore piace moltissimo. Ma piace anche il lieto fine. E a volte piacciono anche i libri”. gm

Gli ultimi occhi di mia madre

24 agosto 2009

ultimi-occhi-di-mia-madreIl 18 luglio scorso Patrizia Patelli, autrice di Gli ultimi occhi di mia madre (Sironi) è stata intervistata da Livio Partiti per TrsRadio, nell’ambito del programma Il posto delle parole. L’intervista può essere ora ascoltata qui.

La scheda del libro.

Il sito di Patrizia Patelli.

Altri articoli su questo libro.

Gli occhi di Patrizia Patelli.

Tentativo di descrizione di una tendenza in atto nella narrativa italiana (ovvero: come liberarsi dell’inutile categoria dell’autofiction)

19 agosto 2009

di giuliomozzi

Tanti anni fa il signor René Descartes decise di mettere tutto in dubbio. Dopo aver dubitato e dubitato, gli restò qualcosa, un resto, del quale non riuscì nonostante tutti gli sforzi a dubitare. “Poffarbacco”, pensò: “Sto pensando. E se sto pensando, esisto. Della mia esistenza, quantomeno della mia esistenza come essere pensante, non posso dubitare”.

Nel 2006 le acque di quel bicchiere che sono le pagine culturali dei giornali furono agitate da un breve saggio di Antonio Scurati: La letteratura dell’inesperienza. Due anni prima furono agitate da un articolo di Mauro Covacich apparso in L’Espresso con il titolo Ho le vertigini da fiction. Scriveva Covacich: “Ogni cosa per essere reale dev’essere trasmessa, ma non solo – questa ormai è roba vecchia – anche ogni esperienza di vita è reale solo se pensata da chi la vive coi ritmi, le sequenze e le inquadrature di una fiction. Il concetto la vita come un romanzo ha cambiato più volte faccia fino ad arrivare a la vita come un reality show“. Scurati non diceva cose tanto diverse: “La distinzione tra il finzionale (fictional) e il fattuale (factual) non è più rilevante, prima ancora di non essere possibile”, “Oggi il problema si riformula così: come trasformare in opera letteraria quel mondo che è per noi l’assenza di un mondo. Il mondo non c’è, e per questo diventa urgente raccontarlo”.

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Gli ultimi occhi di mia madre

25 luglio 2009

di Demetrio Paolin

ultimi-occhi-di-mia-madreGli ultimi occhi di mia madre (Sironi), l’esordio narrativo di Patrizia Patelli, è un libro molto bello. Avrei potuto dire che Gli ultimi occhi di mia madre è un romanzo molto bello, ma il termine “romanzo”, secondo me, non definisce appieno questa narrazione, che è un ircocervo di ricordi, memorie, squarci lirici, momenti più prettamente narrativi.
Tutto questo materiale, molto eterogeneo, è tenuto insieme da una scrittura che è incandescente e intransigente, che chiede al lettore molto in termini di attenzione e di lettura. La sintassi è spesso torta per seguire le esigenze espressive dell’autrice, ma è un libro che restituisce al lettore altrettanto in termini di umanità e di verità.

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Gli ultimi occhi di mia madre

24 luglio 2009

Patrizia Patelli, autrice di Gli ultimi occhi di mia madre, e giulio mozzi a Radio Città Futura. La chiacchierata è andata in onda in diretta mercoledì 22 luglio scorso alle 23.

Ascolta.

La recensione della quale si parla nella chiacchierata è qui. Un’altra radiointervista a Patrizia Patelli è qui.

“Dentro a un gran fuoco che brucia ogni trama”

23 luglio 2009

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Gli ultimi occhi di mia madre

15 luglio 2009

di Marco Candida

[Questo articolo di Marco Candida è apparso in Luminol].

ultimi-occhi-di-mia-madreSpesso si protesta: «Uno scrittore dovrebbe scrivere sempre perché ha qualcosa da dire». In verità la protesta potrebbe essere molto più radicale di così. Si potrebbe dire: «Uno scrittore dovrebbe scrivere sempre perché ha dirci la cosa definitiva». Perché sia tale uno scrittore non dovrebbe mai limitarsi ad arricchire una conversazione, un dibattito, ad aggiungere semplicemente qualcosa: dovrebbe invece ammazzarla una conversazione, soffocarlo un dibattito, dire quella cosa che subito fulmineamente esaurisce l’argomento e rende inutile ogni altro intervento. Ecco leggendo Gli ultimi occhi di mia madre di Patrizia Patelli si ha davvero l’impressione di essere davanti a un libro definitivo. Se il lettore di questa recensione decidesse veramente di spendere i suoi quindici euro per leggere questo libro, sia avvertito che dopo guarderà in maniera molto differente la letteratura. In questo romanzo di centosessanta pagine l’autrice ci parla della morte di sua madre. Nel libro non troverete una prosa esplosiva. Non troverete una trama articolata. Una struttura solida. Troverete, invece, un libro semplice semplice che eppure dà l’impressione di prendere da solo tutti i libri che avete letto fino a oggi e farli sembrare inutili, sciocchi, banali giochini e passatempi.

Continua a leggere la recensione in Luminol. Altri articoli su questo libro. La voce di Patrizia Patelli. Gli occhi di Patrizia Patelli.

Gli ultimi occhi di mia madre

30 giugno 2009

di Barbara Garlaschelli

[Barbara Garlaschelli ha pubblicato questo articolo nel suo blog].

ultimi-occhi-di-mia-madre[…] Ecco, il libro di Patrizia Patelli, Gli ultimi occhi di mia madre (Sironi, 2009) non è una buona novella. Soprattutto non è una novella di buoni.
Parola dopo parola, riga dopo riga, pagina dopo pagina, in una scrittura convulsa, rovente, rabbiosa, struggente, Patelli ricuce uno strappo: quello tra lei e la madre morta dopo una lunga, dolorosamente assurda malattia. E’ il tentativo di riempire spazi che la morte lascia irrimediabilmente vuoti, ma che la scrittura riesce, invece, a riempire.
E’ la storia di due donne, madre e figlia, e di un rapporto mancato.
Questo libro è un atto d’amore postumo, ma anche un atto d’accusa, prima di tutti verso stessa per non essere riuscita a vivere in un tempo possibile l’amore per sua madre, e verso sua madre, donna dura, gran lavoratrice, incapace di dare spazio alla propria emotività e alla propria affettività, condannata a una sofferenza fisica prolungata nel tempo, indecente, ingiusta. Come solo il dolore fisico sa essere. Ma è un atto d’accusa anche contro i parenti che se ne sono rimasti lontani; i datori di lavoro che hanno sfruttato sino all’osso (nel senso reale del termine) questa donna ligia al dovere, ambiziosa, che ha sacrificato tutto per il lavoro; il padre che amando sua moglie non è stato capace però di “contenerla”, orientarla anche verso la figlia e gli affetti famgliari. […]

Leggi tutto l’articolo nel blog di Barbara Garlaschelli.

Gli ultimi occhi di mia madre

21 giugno 2009

di Nicola Vacca

[Questo articolo di Nicola Vacca è apparso in Linea Quotidiano].

ultimi-occhi-di-mia-madreCi deve essere lucidità nel dolore, non spavento. Questo lo sa Patrizia Patelli, quando esercita il potere della scrittura e la sua necessità per raccontare in un libro il rapporto con la madre uccisa da un cancro. Ogni giorno la figlia si dà appuntamento alla scrivania per trascorrere un po’ di tempo con il potere delle parole e raccontare tutto di sua madre, la donna con cui ha fatto a pugni tutta la vita. Senza reticenze l’autrice apre al silenzio delle risposte, si confida alla pagina per ripercorrere le tappe di un rapporto conflittuale e comprendere il grande amore che ha sempre provato nei confronti di sua madre. “Chi non riesce a raccontarsi ha bisogno di attese e di silenzi accoglienti, così magari a un certo punto, come un miracolo, da quel silenzio viene fuori qualcosa di importante”.

Gli ultimi occhi di mia madre (Sironi editore, pagine 151,15 euro) è un libro bellissimo, perché privato e intimo.

Continua a leggere l’articolo in Linea Quotidiano.

Gli ultimi occhi di mia madre

20 giugno 2009
Patrizia Patelli, autrice di Gli ultimi occhi di mia madre.

Patrizia Patelli, autrice di Gli ultimi occhi di mia madre.

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Gli ultimi occhi di mia madre

19 giugno 2009

di Francesca Mazzucato

[Questo articolo di Francesca Mazzucato è apparso in Cabaret Bisanzio].

ultimi-occhi-di-mia-madreE’ un libro feroce e doloroso questo primo romanzo di Patrizia Patelli. La perdita della madre, la malattia che fiacca un corpo che un tempo è stato indomabile, fortissimo, esagerato nel suo spendersi per mostrarsi corpo-guerriero, corpo di lavoratrice, corpo che non conosce sosta. Una figlia lontana, con cicatrici che sanguinano ancora, cicatrici che arrivano dalle microviolenze subite dell’infanzia, piccole cose, piccole sciatterie, indelebili momenti di distrazione, di distanza: sanguinano con un niente e con un niente monta la rabbia, la violenza per l’ingiustizia subita, questa perdita troppo precoce e veloce per aver permesso una pacificazione. Sono dettagli che compongono ricordi, cose che paiono insignificanti ma non lo sono, episodi che affiorano, che emergono ora adagio, delicatamente, ora violenti come un rigurgito acido. E, in qualsiasi modo si presentano, occorre aprirsi, accoglierli, pensarli in varie ipotesi diverse, riscriverli, vomitarli lontano, coccolarli come cuccioli indifesi. Occorre, per arrivare a una forma di riconciliazione. E’ l’unico modo, la scrittura, è necessità e urgenza. Un romanzo intessuto di materia viva e di dolore che si sente dentro le pagine, raccontato con un linguaggio stratificato, composto, originale. Linguaggio che cambia, che si sveste e si traveste. E’ ora lettera, ora monologo febbrile, visionario, tachicardico.

Continua a leggere l’articolo in Cabaret Bisazio.

La voce di Patrizia

11 giugno 2009

ultimi-occhi-di-mia-madreGli ultimi occhi di mia madre di Patrizia Patelli è una narrazione ferocemente corporale. Se volete conoscere il corpo della voce di Patrizia, potete ascoltare l’intervista (otto minuti in mp3) trasmessa dalla radio studentesca Fuori Aula. Potete ascoltare in rete, qui, o scaricarvi il file e ascoltarlo quando vi fa più comodo, qui.

L’appuntamento di ieri a Verona è stato molto bello. C’erano molte madri, molte figlie, tanti bambini e diversi mazzi di fiori. Magari qualcuno può pensare che questo c’entri poco con la letteratura: ma si sbaglia. Che cos’è, la letteratura, che cosa sono i libri, se non modi per stare nella relazione con altre persone? [gm]

“Gli ultimi occhi di mia madre” a Verona

9 giugno 2009

ultimi-occhi-di-mia-madreMercoledì 10 giugno, alle 18, a Verona presso la Libreria Rinascita (corso di Porta Borsari 32), giulio mozzi presenterà al pubblico il romanzo di Patrizia Patelli Gli ultimi occhi di mia madre (Sironi Editore).

«Non c’è niente che io guardi che non vedano anche gli occhi tuoi. Mai mi sei stata vicina come adesso che sei morta. Vedi tutto, ascolti tutto, fai tutto quello che faccio io. Non ti ho mai portata con me da nessuna parte. Tu neanche, ma tu non andavi da nessuna parte».

Patrizia Patelli è nata a Cuorgnè, in provincia di Torino, nel 1974. Vive a Verona. Gli ultimi occhi di mia madre è il suo primo romanzo.

Leggi le prime pagine del romanzo.

Madri, pentole, diavoli, e creme per la faccia

5 giugno 2009

di Federica Sgaggio

ultimi-occhi-di-mia-madreOkay.
Il libro di Patrizia Patelli l’ho finito in meno di tre ore anche se dentro c’è un sacco di roba.
Niente che, a guardar bene, non si possa intravvedere – anche se confusamente, e senza la chiarezza di Gli ultimi occhi di mia madre – nello sguardo della sua autrice; nel modo dritto, selvatico e luminoso con cui, più che guardarti in faccia, ti scruta per capire chi sei.
La storia racconta di una madre condannata a muoversi in un’incessante sarabanda del tutto priva – sembrerebbe dire Patrizia, ma temo che sappia benissimo che non è così – di incidenza sentimentale, ma assolutamente decisiva sul piano della concreta conduzione di una famiglia che senza di lei parrebbe destinata a scivolare sul piano inclinato del niente.
La madre è malata, e questa malattia diventa l’unica cosa per la quale la sua identità sopravvive nel mosaico esistenziale di chi l’ama, mentre ogni cosa intorno si decompone nella generale perdita di senso di una vita domestica che ha smesso di domandarsi se e a cosa possa mai servire il calore di una pelle amorevole e vicina.
Ma il diavolo fa solo le pentole.

Continua a leggere l’articolo nel sito di Federica Sgaggio.

E adesso, pover’uomo? (con un’idea segreta in fondo al post)

30 Maggio 2009

di giuliomozzi

Ringrazio le persone che in questi giorni mi hanno espresso, pubblicamente o privatamente, il loro dispiacere per la fine della mia collaborazione con Sironi Editore (vedi qui e qui). Ovviamente la cosa dispiace anche a me, e molto, per le ragioni che tutti possono immaginare. Intendo smentire tutti coloro che hanno ipotizzato, anche qui in vibrisse – nei commenti – comportamenti poco chiari da parte dell’editore. L’editore ha presa la sua decisione nel gennaio scorso, e me l’ha subito comunicata. Abbiamo concordata la prosecuzione del mio lavoro fino a maggio, se non altro per seguire la promozione del Davide di Carlo Coccioli: al quale io tenevo e tengo moltissimo, e l’editore lo sapeva bene. Abbiamo concordato di aspettare la fine di maggio per divulgare la notizia (che peraltro, in forma privata, io ho comunicata a molti; e analogamente ha fatto l’editore). Abbiamo avuta qualche difficoltà negli ultimi giorni (vedi l’asincronicità della comunicazione), dovuta semplicemente al fatto che governare una separazione professionale quando gli affetti sono forti è complicato.

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