Posts Tagged ‘Parlamento’

Più parlamentari per tutti, again

24 agosto 2011

di giuliomozzi

Un po’ tutti i nostri potenti sembrano ormai essere d’accordo, almeno a parole, sulla opportunità di ridurre – indicativamente: di dimezzare – il numero dei parlamentari. Io non sono potente e sono contrario.

Se è diventato lecito parlare di dimezzamento del numero dei parlamentari, è perché nel senso comune i parlamentari sono diventati roba inutile, sanguisughe dello Stato, fannulloni, perditempo rompicoglioni, eccetera. Non per nulla il tema appartiene storicamente proprio all’attuale capo del governo: che già nel marzo 2009 (vedi) proponeva che in aula i capigruppo votassero regolarmente a nome di tutti i componenti del proprio gruppo; e che nel successivo maggio ipotizzava addirittura, per diminuire il numero dei parlamentari, un disegno di legge popolare.

E’ evidente, scrivevo due anni fa, che quest’uomo ha una paura fottuta del Parlamento. E quindi, altro che diminuire il numero dei parlamentari: io ne vorrei di più.

E mi pare evidente che se il maggiore partito d’opposizione propugna anch’esso il dimezzamento del numero dei parlamentari, è perché ha una convenienza comune con l’attuale capo del governo.

Il Parlamento ha qualcosa di divino

11 ottobre 2009

di giuliomozzi

L’attuale presidente del consiglio dei ministri italiano ha dichiarato:

Non si può insultare un premier eletto dal popolo.

Quindi, secondo l’attuale presidente del consiglio dei ministri italiano, si può insultare l’attuale presidente del consiglio dei ministri italiano, che non è eletto dal popolo (e tantomeno eletto direttamente dal popolo, come leggo in quest’Ansa qui).

Ma, ovviamente, non è questo il punto.

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La guerra delle firme

28 settembre 2009
Il Giornale, edizione in rete, oggi.

Il Giornale, edizione in rete, oggi.

La Repubblica, edizione in rete, oggi.

La Repubblica, edizione in rete, oggi.

E il Parlamento?

Più parlamentari per tutti

24 maggio 2009

di giuliomozzi

[Un articolo correlato a questo è: Silvio Berlusconi ha una paura fottuta del parlamento, o: i lavoratori della chiacchiera]

Mettiamo che esista un Paese governato da una solida maggioranza. Mettiamo che quella solida maggioranza abbia un riconosciuto e incontrastato leader. Mettiamo che quel leader della solida maggioranza sia anche capo del Governo. Mettiamo, infine, che quel leader della solida maggioranza, nonché capo del Governo, sia anche un uomo dotato di grande potere personale e di enormi risorse economiche.

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Silvio Berlusconi ha una paura fottuta del Parlamento, o: I lavoratori della chiacchiera

11 marzo 2009

di giuliomozzi

[Un articolo correlato a questo è: Più parlamentari per tutti]

Scusate il doppio titolo, ma non sono riuscito a scegliere. L’Ansa ha dato ieri questa notizia, che ormai già tutti avrete sentita:

“Con il nuovo sistema di voto alla Camera cambino anche i regolamenti” chiede Berlusconi che propone: il capogruppo voti per tutti. Il premier chiede che “si riconosca nel solo voto del capogruppo il voto di tutto quanto il gruppo che rappresenta: ovviamente – aggiunge – chi è contrario puo’ venire in Aula per esprimere il suo no o per astenersi”. Ma incassa lo scetticismo del presidente della Camera: “Proposta già stata avanzata e caduta nel vuoto. Accadrà anche stavolta…”.

Ho letto in giro varie reazioni indignate: il capo dell’attuale governo vuole sottrarre ulteriore peso, responsabilità e potere al Parlamento, riemergono pulsioni autoritarie, eccetera eccetera.

Ma stamattina, leggendo la notizia, ho pensato: perché mai quest’uomo che ha già tanto potere, che ha una maggioranza tanto ampia, che sembra trattare tutti come suoi subordinati, eccetera, fa una proposta del genere? Perché fa uso così spesso della decretazione d’urgenza e poi del voto di fiducia sui decreti di conversione (un modo assai efficace per quasi abolire la discussione in Parlamento)? Perché ci tiene tanto a ridurre il numero dei parlamentari (il numero ideale per lui è probabilmente tre: due della maggioranza e uno dell’opposizione)? Perché tenta di rendere inutili e superflui il lavoro, il talento, il potere, l’inventiva eccetera dei parlamentari?

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