Posts Tagged ‘Nazione indiana’

Note di lettura: “Autismi” di Giacomo Sartori.

27 novembre 2018

Autismi di Giacomo Sartori potrebbe essere preso come esempio della non del tutto serena relazione tra pubblicazione via web e pubblicazione cartacea, oggetto di tante dissertazioni in materia che ormai da una ventina d’anni occupano i siti letterari. Sarebbe facile pensare che una raccolta di racconti in volume pubblicati in prima versione su una delle riviste on line più autorevoli tra quelle in circolazione possa incontrare un largo favore ed una altrettanto ampia diffusione. Diversa la storia di questi racconti. Usciti dal 2008 al 2010 su Nazione indiana, di cui l’autore è tra gli esponenti più autorevoli (e più appartati), sono stati antologizzati a fine 2010, quando, come si legge nella Nota dell’autore, “un microeditore ha stampato centotredici eleganti copie della versione rivista della raccolta, che non sono mai arrivate in libreria, forse perché si sentivano incomprese e sole.” (more…)

La (mia) risposta a Giulio Mozzi

4 aprile 2010

di Gianni Biondillo

[Con colpevole ritardo (e ringrazio l’ignoto Alfredo che me l’ha segnalato) segnalo l’articolo, apparso in Nazione indiana il 25 marzo scorso, con il quale Gianni Biondillo risponde a una delle otto domande da me poste a Nazione indiana. gm]

Carissimo Giulio,
sono stato fuori Milano per circa un mese, con vaghe e sporadiche incursioni su internet. Quindi leggevo le tue domande di straforo, senza mai trovare il tempo di darti una (mia) risposta.
Dici a Helena, in un commento al post di Voltolini: “Helena, mi par di capire dunque che Nazione indiana fa domande come Nazione indiana, ma non è disponibile come Nazione indiana a dare chiarimenti sulle domande stesse.”
Sai, ho come la sensazione che ci sia un errore di comprensione iniziale che falsifichi tutto il tuo ragionamento. Nazione Indiana così come tu la rappresenti, questa specie di ente superiore, di Politburo, di Consiglio di amministrazione iperdirigista, che chiede, risponde, fa e disfà, non esiste. Nazione Indiana è una cosa più complicata. E’ fatta dai suoi redattori, dai suoi lettori, dai suoi commentatori, collaboratori (che spesso sono anche tutte queste cose assieme) con le loro storie, il loro vissuto, il loro personale contributo.

Continua a leggere l’articolo (ed eventualmente la discussione).

La responsabilità dell’autore

16 marzo 2010

Nazione indiana ora pone le dieci domande a Gherardo Bortolotti, qui.

Dieci, otto, una (domanda)

7 marzo 2010

di Massimo Adinolfi

[Prelevo questo intervento, pari pari, da Azione parallela, il blog del filosofo Massimo Adinolfi].

Nazione Indiana ha posto dieci domande “a un certo numero di autori, critici e addetti al mestiere”. A cui Giulio Mozzi ha risposto proponendone a sua volta otto. A cui a mia volta rispondo (qui sotto), proponendone solo una (alla fine).

1. L’uso di parole come «tavolo» o come «lastra» non è affatto complicato. Eppure se mi si chiede una definizione di «lastra» ho qualche difficoltà a darne una decente. La mia idea di «lastra», non essendo io un artigiano, è dotata di una certa vaghezza, ma è anche sufficientemente precisa per gli usi ordinari del linguaggio in cui mi trovo per lo più a impiegarla. Suppongo che sul sito Nazione Indiana si dia della parola critico un uso che è, allo stesso modo, abbastanza vago, ma anche sufficientemente preciso per la maggior parte degli utenti del sito, anche quando questi non siano in grado di darne una definizione rigorosa capace di escludere tutti i non critici, e di includere tutti i critici. Con buona pace di Socrate-Platone, e a maggior gloria di Wittgenstrein, essere in grado di formulare degli esempi, ma non possedere la parola o le parole che squadrino il concetto da ogni lato non vuol dire affatto non avere minimamente idea di cosa sia ciò di cui si dà esempio. Se d’altra parte così non fosse, si potrebbero formulare molte ipotesi, tutte sensate: sulla comunità di utenti, sui cambiamenti d’uso della parola, sulla rilevanza che prendono determinati casi-limite e sul perché la prendono, sulle ragioni per cui sarebbe o non sarebbe richiesta una maggiore precisione, ecc. ecc. Queste eventuali difficoltà devono però manifestarsi motivatamente: ci vogliono dubbi reali, non dubbi logicamente (meramente) possibili circa la correttezza nell’uso di questa o quella parola (va da sé che dubbi di quest’ultimo genere ci possono essere sempre). Bisogna cioè dubitare motivatamente che la parola sia usata in maniera apertamente incoerente o contraddittoria, o in maniera assolutamente vaga e inconsistente. Poiché la parola non è stata ritirata dal vocabolario, e fino al manifestarsi di radicali incomprensioni, è lecito da parte di chi la usa supporre che il suo significato sia sufficientemente preciso nel contesto in cui viene usata – così come è lecito da parte di chi risponde premettere alla risposta una qualche ulteriore precisazione. E il fatto che questa precisazione possa essere avvertita come necessaria non rende per ciò stesso imprecisa la domanda da parte di chi l’ha posta, dal momento che l’uso di ogni parola può essere sempre ulteriormente precisato.
(Sulla presenza o assenza di critici che denunciano “la totale mancanza di vitalità, ecc.” non so dire)

(more…)

Otto domande a Nazione indiana

5 marzo 2010

di giuliomozzi

[Come ho già segnalato, Nazione indiana sta proponendo “a un certo numero di autori, critici e addetti al mestiere” dieci domande su “la responsabilità dell’autore“. A queste ho risposto anch’io, qui. Dopodiché ci ho pensato su e, a proposito di quelle dieci domande, avrei otto domande da fare a Nazione indiana. Eccole qui].

1. Nazione indiana sostiene che vi sono critici che «denunciano la totale mancanza di vitalità del romanzo e della poesia nell’Italia contemporanea». Quali sono questi «critici»? In subordine: come si riconosce un «critico»? Ovvero: come, tra quanti parlano e scrivono sul romanzo e la poesia nell’Italia contemporanea, si distingue chi è «un critico» da chi non è tale?

2. Quando Nazione indiana parla di «opere di qualità» e di «autori e testi di qualità», di quali opere e di quali autori e testi parla? In quale modo, con quali criteri, ed eventualmente con quali procedure e attraverso quali concorsi ed esami, eccetera, Nazione indiana distingue le «opere di qualità» dalle opere che non sono tali, gli «autori e testi di qualità» dagli autori e dai testi che non sono tali? In subordine: in che cosa consiste la «qualità» delle opere, degli autori e dei testi?

(more…)

Le dieci domande

1 marzo 2010

Giulio Mozzi risponde alle dieci domande di Nazione indiana. Qui.

Testa di cazzo o miserabile coglione?

1 settembre 2009

di giuliomozzi

Il 28 agosto scorso è apparso in Nazione indiana un articolo a firma di Gilda Policastro: intitolato Critica letteraria di nomi e cose. L’articolo è una critica severa a un articolo di Daniele Giglioli, apparso nel quotidiano il manifesto (e disponibile anche in vibrisse, qui). In calce all’articolo di Policastro si è aperta una vivace discussione (più di centocinquanta interventi: una parte dei quali futili o idioti, ma molti assai seri). Oggi alle 20.22 Gilda Policastro ha inserito questo intervento:

Chiedo scusa preventivamente a tutti per questo mio intervento fuori tema, ma continuo a ricevere messaggi in forma anonima sul mio telefonino: l’invito è a smetterla di scrivere in questo spazio, ripetuto in varie forme. Dal momento che non ho modo di replicare in nessun’altra modalità a messaggi mandati attraverso il web, rubo solo un secondo alla discussione per invitare a mia volta l’anonimo disturbatore a cercarsi un’altra occupazione quotidiana, dal momento che non ho nessuna intenzione di smettere di fare ciò che più mi sta a cuore: dialogare.

Mi permetto di rubare un po’ di lessico a Marco Bellotto, e dico: l’unico dubbio che ho, è se l’autore di tali messaggi sia una testa di cazzo o un miserabile coglione.

Così funziona la Repubblica delle Lettere, in Italia.

Material girls

29 marzo 2009

di Nazione indiana

[Material girls è il primo “Quaderno di Nazione indiana” (a cura di Francesca Matteoni). Potete prelevarlo cliccando qui. Il testo che riporto qui sotto ne è l’introduzione. gm]

Questo primo quaderno è una raccolta di molti dei post più significativi sulla condizione delle donne ed il loro sguardo sulla società apparsi negli ultimi due anni su Nazione Indiana. Tra gli argomenti: l’immigrazione e il ruolo delle donne nel farsi della storia, dal fascismo all’attualità; il corpo della donna, ancora troppo spesso considerato come oggetto pericoloso da silenziare e utilizzare per far leva sulle paure e i tabù del nostro paese sempre più decivilizzato; le donne di altri paesi, la Turchia, la ex-Jugoslavia, l’Albania, a ricordarci dove si forma una cultura transnazionale, europea, consapevole di sé. E infine le vite e le esperienze di scrittrici, artiste, donne di scienza.

(more…)