Posts Tagged ‘Michela Marzano’

Un cuore intelligente, appunti su critica e scrittura.

19 aprile 2017

di Demetrio Paolin

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Scriptor, non doctor. Questa breve glossa di Benvenuto da Imola al verso 27 del canto X del Paradiso mi è venuta in mente leggendo i diversi contributi che, qui su vibrisse ma anche su altri siti e social network, sono apparsi dopo la pubblicazione dell’articolo di Gilda Policastro sull’eutanasia della critica e delle due recensioni della Marzano e di Trevi all’ultima fatica di Siti.

Quando nascono queste polemiche e discussioni, io ho un problema ovvero devo capire da dove parlo

La cosa più comoda in questo caso è definirmi: in che veste prendo la parola? (Lo so che è un problema tutto mio, ma secondo me è sempre necessario capire chi è che parla) Parlo da scrittore? Parlo da critico che collabora con alcune testate e giornali nazionali?  Scrittore/Critico. Una delle tensioni sottotraccia che mi è parso di ravvisare nelle diatribe di questi giorni è appunto l’eterna distinzione tra critico e scrittore.

Io mi sono guardato dentro, ho provato a osservare le cose che faccio ogni giorno, quando apro il pc e mi metto davanti a una pagina di word o davanti a un libro che leggo. Io faccio dei discorsi, dei ragionamenti in cui provo a dire come è il mondo, quale è la mia idea di bellezza, di giustizia di amore o di letteratura. In questo senso la divisione tra critico e scrittore è fuorviante: il critico è uno scrittore ovvero una persona che scrive immaginazioni, e che declina la sua particolare visione di mondo tramite una riflessione su testi altrui.

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Guerra al corpo

14 aprile 2010

di Marco Mancassola

[Questo articolo di Marco Mancassola è apparso nel mensile Vogue, aprile 2010].

Una è filosofa, è nata a Roma ma vive e lavora a Parigi. L’altra è psicanalista e vive a Londra sulla collina di Hampstead. Michela Marzano. Susie Orbach. I nomi di queste donne potrebbero esservi noti grazie a due rispettivi aneddoti. Della prima, la cosa che tutti citano ogni volta è il suo inserimento, da parte della rivista Le Nouvel Observateur, nella lista dei cinquanta pensatori più influenti di Francia. Era il 2008. Lei neppure quarantenne, la cosa suscitò un certo clamore. Anche Susie Orbach è ricordata puntualmente per un determinato fatto: il suo essere stata l’analista di Lady Diana Spencer. Niente meno. Era la metà degli anni Novanta, i tempi in cui la principessa soffriva di disturbi alimentari e bulimia, e appena i giornali scoprirono la faccenda la Orbach diventò la strizzacervelli più famosa della Gran Bretagna.

Continua a leggere l’articolo nel sito di Marco Mancassola.