Posts Tagged ‘Martin Amis’

Appunti su “La zona di interesse” di Martin Amis

10 novembre 2015

di Demetrio Paolin

copj170.aspLa zona di interesse di Martin Amis (Einaudi, traduzione di Maurizia Balmelli) è a tutti gli effetti un romanzo ottocentesco. Sembra, leggendo queste pagine, di rivedere certi passaggi e certe atmosfere di Thomas Hardy o almeno così è parso a me nei giorni in cui avevano in mano il romanzo e cercavo di trovare il modo migliore per parlarne. Il libro narra la storia di un corteggiamento, tra un uomo Golo e la bella donna sposata, Hannah; al loro amore e relazione si oppone il marito di lei Paul. Il romanzo è il resoconto del progressivo avvicinarsi dei due amanti, della loro tragica separazione e del loro crepuscolare incontro anni dopo, con un finale che lascia aperta la possibilità che la storia d’amore possa in qualche modo compiersi. Ovviamente questo è l’osso della storia, che Martin Amis, però, ambienta ne La zona di interesse ovvero il lager di Auschwitz.

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A proposito di un tentativo di descrizione di una tendenza in atto nella narrativa italiana

31 agosto 2009

di Marco Bellotto

[Marco Bellotto è l’autore di due romanzi: Il diritto di non rispondere, Sironi, e Gli imitatori, Marsilio. Questo suo pezzo risponde a un pezzo di giulio mozzi, pubblicato qui qualche giorno fa e intitolato Tentativo di descrizione di una tendenza in atto nella narrativa italiana (ovvero: come liberarsi dall’inutile categoria dell’autofiction)].

Ho letto il pezzo di giulio, e non sono d’accordo su nulla, o quasi.

1. Mi è capitato di frequentare per un certo periodo alcuni scrittori italiani e posso dire senz’ombra di dubbio che sono in stragrande maggioranza dei memorabili coglioni. Hanno tutti i difetti del piccolo-borghese: ipertrofia dell’ego, carenza assoluta di autoironia (la loro autoironia è sempre fasulla), servilismo ai limiti dell’accattonaggio verso i potenti, boria insensata verso i deboli. Sono ipocriti, permalosi, vendicativi, traditori, meschini. Pur avendone i difetti, non hanno nessuno dei pregi della piccola borghesia, dato che la aborrono: loro sono scrittori! Di conseguenza ho smesso di frequentarli, con l’esclusione di quelli che non sono così, fra cui giulio.

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