Posts Tagged ‘Maria Teresa Carbone’

Edgar Lee Masters meets Alessandro Manzoni: se ne parla ancora

20 ottobre 2014

Maria Teresa Carbone, in un articolo apparso ieri nel settimanale Pagina 99, parla (tra altre cose) del gioco Edgar Lee Masters meets Alessandro Manzoni. Il settimanale è in edicola, l’articolo – per i più tirchi – è qui.

La donna-merce non è “normale”

1 marzo 2010

di Maria Teresa Carbone

[Questo articolo è apparso nel quotidiano il manifesto sabato 23 febbraio 2010]

Sono passati solo cinque giorni da quando, insieme a Silvia Nono, Serena Perrone e Adriana Valente, abbiamo deciso di far circolare tra le persone che conosciamo un appello ai candidati di sinistra delle prossime elezioni regionali perché inseriscano nel loro programma una dichiarazione: «Io non considero normale che le donne siano trattate come merce di scambio nelle relazioni personali e professionali, nella politica, nella comunicazione». Nei nostri tempi internettiani, un appello è un’iniziativa che rischia di svuotarsi di senso prima ancora di nascere, tanto veloce è il tempo di firmare, copia-incollare e spedire via email ad altre, altri, che altrettanto distrattamente ripeteranno i nostri gesti. Forse per questo, mandando in giro il nostro messaggio, non abbiamo pensato all’effetto che l’appello avrebbe avuto, ma ci siamo mosse, perché – come abbiamo scritto nel preambolo – eravamo stanche di lamentarci tra noi, ogni volta che sentivamo ripetere che, suvvia, quello che ci succede intorno (per dirne una, le ragazze offerte in premio ai guerrieri più o meno stanchi) è, appunto normale. «Furibonde pudibonde» ha del resto titolato spiritosamente il «Foglio», per definire noi e la nostra iniziativa: come a dire che chi non si riconosce in questo mondo fatto di «veline» e di «letterine», di strizzate d’occhio e di allusioni neanche troppo allusive, non può che essere una moralista bacchettona, una «signorina di buona famiglia» timorosa del sesso e della nostra allegra modernità.

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Pagine in piazza

2 dicembre 2009

di Maria Teresa Carbone

[Questo articolo di Maria Teresa Carbone è apparso il 27 novembre scorso nel quotidiano il manifesto].

Grande è la confusione sotto il cielo italiano quando si parla di libri (e non solo di libri, in effetti, ma di questi qui si tratta). Prendiamo per esempio i dati sulla lettura: secondo le ultime cifre elaborate dall’Istat e diffuse solo una settimana fa, i lettori italiani sono cresciuti, sia pure di poco, rispetto al 2008. Erano l’anno scorso il 44 per cento e sono adesso il 45,1 per cento gli italiani che dichiarano di avere letto per intero almeno un libro nel corso degli ultimi dodici mesi. Cifre misere, in effetti, ma che lasciano spazio a qualche soddisfazione, se si considera che, sempre rispetto al 2008, sono sensibilmente aumentati i cosiddetti lettori «forti», quelli che in un anno si sono avventurati a leggere dodici libri e più (dal 13,2 per cento al 15,2 per cento), e soprattutto i giovani lettori: nella fascia tra gli 11 e i 14 anni il 64,7 per cento dei ragazzi ha dichiarato di leggere abitualmente libri nel tempo libero.

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Editoria liquida

19 aprile 2009

di Maria Teresa Carbone

[Questo articolo è apparso nel quotidiano il manifesto del 16 aprile 2009].

C’è quello che, per prendere tempo, si schiarisce la gola e parla di «una domanda da un milione di dollari», preannunciando una telefonata che non arriverà; quello che scherzosamente si appella al quinto emendamento e promette di rispondere tra qualche settimana, quando avrà messo a punto la sua linea di difesa; quello infine che si trincera dietro una tra le più celebri repliche letterarie, il «Preferirei di no» dello scrivano Bartleby. Può essere solo un caso, una coincidenza, ma la maggior parte degli editori italiani che abbiamo interpellato sulle misure già prese o comunque deliberate per attrezzarsi di fronte a quella che si preannuncia come una vera rivoluzione, il passaggio dalla concretezza della carta all’evanescenza elettronica, hanno assunto l’aria degli studenti chiamati senza preavviso alla lavagna dall’insegnante.

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