Posts Tagged ‘Marco Signorini’

Le sindromi di Giulio Mozzi / Silvia Montemurro

30 luglio 2015

di Silvia Montemurro

[Intervento tratto dal libro Se incontri Giulio Mozzi per la strada uccidilo].

Silvia Montemurro ha pubblicato L’inferno avrà i tuoi occhi, Newton Compton 2013; il suo secondo romanzo uscirà presso Sperling & Kupfer nel gennaio 2016

Preleva gratis il libro

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Ho avuto diverse occasioni per uccidere Giulio Mozzi. Quello che serve a un’aspirante killer, non è tanto il buon momento per uccidere, bensì la motivazione. Il movente del delitto è tutto. E di ragioni per ucciderlo, Giulio Mozzi, ne avrei avute un sacco.
Capitai anch’io, come molti sventurati, alla Bottega di narrazione. Sembravo piccola, ingenua e indifesa. E forse lo ero. Lui pareva sicuro di sé e assolutamente a suo agio con le ciabatte e i calzettoni e le bretelle e quelle magliette dai colori a volte sgargianti, a volte tenui, amorfe. Ci misi un po’ a capire le sue frasi, perché aveva una erre alquanto biascicata, irritante, altalenante. Quando mi abituai al suo modo di parlare, iniziai a pensare che la erre faceva parte di lui, come un piede, o un dente, e allora se avessi voluto ucciderlo davvero, avrei dovuto eliminare anche quella erre moscia. E un po’ mi dispiacque.
Non lo conobbi davvero fino a che mi propose di collaborare con lui. Dovevamo fare un fotoromanzo, mi disse, e io l’avrei aiutato a tenere in piedi i fili della storia. Come se lui, il Mozzi, ne avesse bisogno, di una ragazzetta sconosciuta, a seguirlo come un cagnolino dappertutto. Quella sera ci fermammo nell’appartamento che sarebbe stato nostro per un po’. Mio, del Mozzi e del fotografo che avrebbe fatto le foto agli aspiranti attori. Quella sera, però, eravamo solo io e Giulio. E faceva caldissimo, come può farlo a Milano in un giorno d’estate.
E Giulio mi lasciò fare la doccia, e poi mi condusse in un ristorantino cinese, dove mangiammo benino. Dove bevve molto vino. Il fatto che attentasse continuamente alla mia vita, portandomi in ristoranti di dubbio gusto, era già un buon motivo per ucciderlo. Ma non mi bastava.
Se si vuole uccidere una persona, e lo si vuole fare bene, prima bisogna conoscerla a fondo.

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La formazione della scrittrice, 4 / Silvia Montemurro

3 febbraio 2014

di Silvia Montemurro

[Questo è il quarto articolo di una serie che spero lunga e interessante. Per ragioni pratiche ho cominciato invitando a scrivere delle scrittrici amiche. Ringrazio Silvia per la disponibilità. Chi volesse proporsi, mi scriva mettendo nell’oggetto le parole “La formazione della scrittrice”. gm]

Silvia Montemurro (fotografia di Marco Signorini)Se c’è una cosa che mi è stata subito chiara, fin da quando ho preso in mano una penna, è che nella vita avrei potuto fare tante cose ma nulla mi avrebbe procurato la stessa soddisfazione che mi dava scrivere una storia. Ho sempre scritto, da che mi ricordi, e ho sempre letto montagne di libri, alcuni di nascosto, quelli me li sono goduti ancora di più. Da piccola c’era questa voce, dentro la testa, che romanzava ogni singolo momento della vita, sia che fossi a scuola, sia che stessi mangiando, sia che qualcuno mi stesse parlando. “Ho un libro dentro la testa”, mi vantavo con l’amica del cuore “e qualsiasi frase tu mi dica verrà registrata lì”. Iniziai a tenere un diario alle elementari, e non smisi fino alla fine delle superiori. Li ho buttati quasi tutti, forse proprio per l’orrore di dovermi confrontare con un’esistenza “registrata”, dove gli eventi importanti venivano selezionati solo da me, e inevitabilmente storpiati, ingigantiti, modificati fino all’assurdo.

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Autoritratto x 365

7 dicembre 2012
Giulio Mozzi in the net, circa 2006.

Giulio Mozzi in the net, circa 2006.

di giuliomozzi

Il fotografo Marco Signorini (con il quale ho lavorato per il fotoromanzo Ricordami per sempre) se n’è inventata una di quelle che mi fanno invidia, perché avrei voluto inventarmela io. E quindi faccio pubblicità.

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“Fra puttanata e colpo di genio”

24 novembre 2011

di Michele Smargiassi

[…] L’imprevedibile, sorprendente, divertente, sicuramente effimera resurrezione del fotoromanzo escogitata dal Museo della fotografia contemporanea di Cinisello Balsamo (che oltre a stamparne uno nuovo di zecca e a distribuirlo gratuitamente in tutte le edicole del paese ne ha fatto una mostra e ne farà un convegno a gennaio) è sicuramente “sospesa”, come mi sussurra il caro amico che me l’ha segnalata, “fra puttanata e colpo di genio” (del resto le due cose, per come la vedo io, hanno sempre qualcosa in comune), ma quando ho avuto in mano questo finto giornaletto popolare, un curioso esercizio di mimesi mediatica e anche tipografica, non ho potuto reprimere un moto quasi di commozione per un genere fotografico che pure nella mia vita ha contato poco, ma che evidentemente nel poco ha lasciato tracce. […]

Leggi tutto l’articolo nel blog Fotocrazia.

Fotoromanzo: i protagonisti sul set

20 ottobre 2011

Tutte le fotografie sono di Marco Signorini.

Lorenzo, l'uomo che viene da lontano. Interpretato da Renzo Lissoni

Lorenzo, l'uomo che viene da lontano. Interpretato da Renzo Lissoni

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Fotoromanzo / Un po’ alla volta

31 luglio 2011
Dal fotoblog di Marco Signorini

Costruire una scena. Clicca per vedere la sequenza. Foto di Marco Signorini

Dal fotoblog di Marco Signorini

Giulio Mozzi (a sx) si mette le mani nei capelli: ha scoperto un problema nella sceneggiatura (che è sparpagliata sul tavolo: ogni foglietto corrisponde, ovviamente, a una pagina). Silvia Montemurro (al centro) con gesto deciso risolve il problema. Marco Signorini (a dx) osserva attonito. Anna Magnani, sullo sfondo, fa il possibile per non vedere. Clicca su questa per le altre foto. Foto di Fiorenza Melani

Luoghi del fotoromanzo

25 luglio 2011

Fotoromanzo: la storia, il casting, dietro le quinte, esperimenti di impaginazione. Il Museo della fotografia contemporanea, pagine sul fotoromanzo. Le fotografie qui sotto sono di Michela Pandolfi.

La rotonda del Vulcano

Fotografia di Michela Pandolfi

Una rotonda: un non-luogo per eccellenza, posto tra ciò che resta dello stabilimento Unione della Falck, il complesso alberghiero-commerciale che conservandone solo il nome ha completamente cancellato lo stabilimento Vulcano, tre enormi nuovi edifici in costruzione, e il Villaggio Falck. Qui, all’interno all’esterno del bar e trattoria “Miseria e nobiltà”, in un punto nel quale memoria e smemoria, passato e presente, orizzontalità e verticalità si incrociano brutalmente, hanno trovato ospitalità alcuni tra gli eventi nodali della narrazione.

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Fotoromanzo: dietro le quinte

7 luglio 2011
fotoromanzo

Marco Signorini alla macchina fotografica, Giulio Mozzi al mulino a vento. Fotografia di Michela Pandolfi.

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Fotoromanzo!

1 luglio 2011

di giuliomozzi

Concluso il casting, messa più o meno a posto la sceneggiatura, individuati i luoghi, organizzato l’organizzabile (lo staff del Museo della fotografia contemporanea, e in particolare Fiorenza Melani, si è fatto in quattro, in otto, in sedici), daremo inizio lunedì, a Cinisello Balsamo (Mi) agli scatti (lo shooting…) del fotoromanzo Ricordami per sempre, non tornare mai più. Dietro l’obiettivo, Marco Signorini. Al mio fianco nel tener d’occhio la storia, la suddivisione in scene, l’andamento narrativo, la giovane Silvia Montemurro (proveniente dalla Bottega di narrazione).
Le cose divertenti della situazione sono: (a) che nessuno di noi sa fare ciò che ci accingiamo a fare: nessuno di noi ha mai scritto, diretto, fotografato un fotoromanzo; (b) che non c’è un regista, e quindi la dimensione collettiva del lavoro s’impone.
Speriamo bene. Aggiornamenti (se il lavoro non sarà troppo travolgente) nei prossimi giorni.

Casting! (2)

13 giugno 2011

Guarda le immagini del casting (da Repubblica.it)