Posts Tagged ‘Marco Rovelli’

Le “formazioni” a Milano (scrittrici e scrittori)

18 maggio 2015
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Martedì 19 maggio alle 18.30, a Milano presso lo Spazio Melampo (via Carlo Tenca 7) prima pubblica presentazione dei due volumi – La formazione della scrittrice e La formazione dello scrittore – pubblicati dall’editore Laurana: il primo a cura di Chicca Gagliardo, il secondo a cura di Gabriele Dadati. I due volumi prendono ispirazione dalle due rubriche pubblicate per diversi mesi in vibrisse, e intitolate appunto La formazione della scrittrice e La formazione dello scrittore.

Per Valter Binaghi

14 luglio 2013

di Marco Rovelli

[Dal blog di Rovelli in Micromega, vedi].

Valter Binaghi se ne è andato guardando in alto, verso il cielo. “Lo spirito si libera”, mi ha scritto nella mail che ho ricevuto da lui un paio di settimane fa. Non ha nascosto la morte che veniva, ma l’ha guardata in faccia. E ha voluto consegnare ad alcuni suoi contatti quella che lui stesso ha definito “un’eredità”: uno scritto assai articolato (Valter insegnava filosofia) cui ha lavorato negli ultimi mesi della sua vita sulla “conoscenza simbolica”, ovvero sul valore di conoscenza di simboli, metafore e analogie, “laddove i concetti risultano indisponibili o inadeguati”. Ed era così che Valter praticava la letteratura: “come costruzione di simboli, forme articolate in cui si allude come si può all’indefinibilità del mondo”. Valter ha scritto nove romanzi, da L’ultimo gioco del ‘99 a Melissa, la donna che cambió la storia, dello scorso anno. Il romanzo del ‘99 veniva dopo venti anni di silenzio: Binaghi infatti negli anni settanta era stato attivo nella “controcultura” dell’epoca, redattore di Re Nudo, pubblicando per Arcana libri su Pink Floyd, Lou Reed e il punk. Dopo aver traversato – anche e soprattutto esistenzialmente – i territori estremi, territori dell’eccesso, se ne era distaccato radicalmente, con una vera e propria metanoia, una rivoluzione interiore che culminó in una conversione al cattolicesimo, in cui trovó la sua “prima radice”.

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A volte ritornano (almeno i migliori)

21 gennaio 2013
Questo articolo è apparso nel quotidiano L'unità il 19.01.2013.

Questo articolo è apparso nel quotidiano L’unità il 19.01.2013.

La materia eminente dell’arte

6 febbraio 2011

di Marco Rovelli

[Questo articolo è apparso sabato 5 febbraio 2011 nel quotidiano L’unità].

E’ in tempi di censura ai libri che viene ristampato da Laurana Il male naturale di Giulio Mozzi, storico animatore della rete (ex redattore di Nazione Indiana, il suo blog è Vibrisse). Nel 1998 in libreria durò poco, ritirato [*] (e anche sparito dal sito della Mondadori che lo aveva pubblicato) dopo le accuse di pedopornografia ad opera del deputato leghista che vi fece sopra un’interrogazione parlamentare minacciando denunce. Il male naturale è uno straordinario libro di racconti, che riflettono (su) il male naturale della vita. Racconti teologali, quasi, che stanno nel solco della secolare riflessione agostiniana sul male “consustanziale” all’umano e sul peccato originale. Soggetto principale di questi racconti – che sono tanto più belli e intensi quanto più non “succede” niente (non c’è successione: è tutto lì, in un tragica incompiutezza) – è il corpo. Anzi, paolinianamente, la carne.

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Nelle case degli altri

3 ottobre 2010

di Marco Rovelli

[Questo articolo è apparso il 2 ottobre nel quotidiano L’Unità].

“La casa è di chi l’abita, è un vile chi lo ignora” recitava un canto anarchico dell’Ottocento. Ma la viltà di chi ignora un problema come questo ce l’abbiamo davanti agli occhi: è quella di chi gestisce il governo di uqesto paese, che di fronte al problema enorme di chi perde la casa e di chi non ce la fa più a sostenere il costo stellare degli affitti, nulla fa. Il fatto stesso che in diverse città italiane esistano dei “centri di accoglienza sfrattati” denota l’ampiezza e la grvità del problema. Come si legge nel sito del Sunia, negli ultimi cinque anni sono stati eseguiti 100mila sfratti, e altre 150mila famiglie hanno provvedimenti in corso. Nel 2009 i pignoramenti sono aumentati del 17,5% rispetto all’anno precedente. E sempre più colpite sono le fasce più deboli: giovani precari, anziani, immigrati. A questo si aggiunga il fatto che, difronte alla crescita dell’offerta di case, i prezzi degli affitti non calano. E’ sullo sfondo di questo contesto sociale che può essere letto Abitare. Un viaggio nelle case degli altri (Terre di Mezzo), a cura di Giulio Mozzi e Clementina Sandra Ammendola.

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