Posts Tagged ‘Luigi Cadorna’

Come scrivere un bestseller (in dieci mosse)

18 aprile 2017

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Adorazione Cadorna

29 giugno 2009

di giuliomozzi

[Questo testo è la seconda parte di un pezzo che uscì, un paio d’anni fa, in Nuovi argomenti. Sto cercando il modo di farlo entrare nel famoso romanzo]

Avrei voluto assistere alla morte del generale Luigi Cadorna. Questo è un desiderio che ho sempre tenuto nascosto – anche perché è un desiderio impossibile, e io tendo ad astenermi dai desideri impossibili – e del quale parlo qui per la prima volta. Quando avevo quattordici anni, qualche mese dopo la morte del mio nonno materno – che era stato arruolato come Alpino, aveva combattuto sulla Bainsizza, si era preso una pallottola in un polmone il 25 ottobre del 1917, ed era stato trasportato in barella dai suoi compagni, senza alcuna possibilità di cura, dalla Bainsizza a Noventa Padovana, dove finalmente fu curato, in mezzo al caos della ritirata seguita allo sfondamento improvviso del fronte, da parte degli austroungarici, a Tolmino e Caporetto – sviluppai un intenso interesse per la storia della Grande Guerra. Per quasi sette anni, finché non cominciai il servizio civile – in un orfanatrofio -, la storia della Grande Guerra, e in particolare della «disfatta di Caporetto», come la chiamavano i libri che leggevo, fu l’unica cosa della quale mi interessassi veramente. In quei sette anni misi insieme una notevole collezione di libri e documenti; scrissi un saggio su un aspetto dimenticato della «disfatta di Caporetto» (il lavoro di spionaggio compiuto da numerosi soldati ed ufficiali italiani che, presi dentro la manovra di aggiramento degli austroungarici, anziché combattere o arrendersi preferirono darsi alla macchia e successivamente – con l’aiuto della popolazione e grazie allo stato di prostrazione nel quale, passata l’euforia della vittoria, e a causa della lunghezza della guerra e della durezza della fame, giacevano molti soldati e ufficiali austroungarici – ingegnarsi per far arrivare oltre le linee, ai comandi italiani, informazioni sullo stato delle retrovie imperiali, sui movimenti di truppe, sulla qualità dei rifornimenti) con il quale vinsi un premio internazionale; aiutai un giovane generale con la passione per la storia, marito di una collega di mia madre, a catalogare il materiale documentario di un importante archivio militare conservato nella mia città; e, cosa che mi divertii molto a fare, ma della quale mi vergognai un po’, scrissi anche un paio di tesi di laurea.

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