Posts Tagged ‘Luca Tassinari’

Come sono fatti certi libri, 26 / “Il Maestro e Margherita”, di Michail Bulgakov

17 ottobre 2017

Una copia dattiloscritta (samizdat)
de Il Maestro e Margherita

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Come sono fatti certi libri, 18 / “Elogi degli uomini illustri”, di Paolo Giovio

16 agosto 2017

Paolo Giovio, Elogia virorum illustrium, Basilea 1577

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Come sono fatti certi libri, 15 / “Hypnerotomachia Poliphili”, di Francesco Colonna

12 agosto 2017

di Luca Tassinari

[In questa rubrica vorrei pubblicare descrizioni, anche sommarie, di libri che – al di là della storia che raccontano o del tipo di scrittura – presentano una “forma” un po’ particolare, o magari bizzarra. Che cosa io intenda qui per “forma” mi pare, ora che ci sono quindici articoli pubblicati, piuttosto evidente. Chi volesse contribuire si faccia vivo in privato (giuliomozzi@gmail.com). gm].

Hypnerotomachia Poliphili, ovvero La battaglia d’amore in sogno di Polifilo, è un romanzo quattrocentesco, per quello che può indicare l’etichetta “romanzo” a quell’altezza cronologica. Il libro è comunemente attribuito a Francesco Colonna, frate domenicano probabilmente originario di Treviso, a lungo iscritto nei capitoli del convento dei Santi Giovanni e Paolo di Venezia, vissuto tra il 1433 e il 1527. L’attribuzione è stata oggetto di lunghe controversie non so fino a che punto sopite ai giorni nostri. L’attribuzione al frate Colonna è fondata su numerosi argomenti fra i quali il più curioso è il fatto che le lettere iniziali dei trentotto capitoli sono un acrostico che forma la frase «Poliam frater Franciscus Columna peramavit» («Fra’ Francesco Colonna amò intensamente Polia»).

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Descrizione a posteriori di intenzioni che a priori non è detto che ci fossero davvero, corroborate da impressioni di lettura per le quali ringrazio gli amici

19 dicembre 2013
13 dicembre 2013, ore 19.30

13 dicembre 2013, ore 19.30

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L’ombra lunga di Ernest Pinard

7 gennaio 2011

di Luca Tassinari

[Questo articolo apparve il 1° settembre 2006 in Lettura lenta, blog di Luca Tassinari]. Vedi anche: qui.

Oreste Rossi

Oreste Rossi

Avvertenza: anticipo la mia piena solidarietà al volenteroso lettore che, dopo essersi sorbito per intero questo post, lo giudicherà completamente delirante. Tuttavia, a parziale discolpa dell’autore di codesto delirio, inviterei il medesimo lettore a tener conto del fatto che a volte la realtà supera la fantasia.

Il processo
Nel 1857 il Tribunale di prima istanza di Parigi si riunì per decidere su un’accusa di oscenità. La pubblica accusa era rappresentata dal procuratore imperiale Ernest Pinard. L’imputato principale era lo scrittore Giulio Mozzi, autore del racconto Amore incluso nella raccolta di racconti Il male naturale. Al termine di un acceso dibattimento accusa e difesa pronunciarono le loro arringhe e la corte emise il verdetto.

Continua a leggere in Lettura lenta.

Il turno della rete

27 giugno 2010

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Perché questa non è una buona domanda

17 ottobre 2009

Per me uccidere una persona è il delitto peggiore che esista, grida vendetta al cospetto di Dio. E non dovrebbero esistere graduazioni. Ma a lume di buon senso, quanto al danno sociale, siamo sicuri che sia più grave uccidere un omosessuale single che un padre di famiglia?

Perché questa, posta da Renato Farina, non sia una buona domanda, lo spiega pazientemente Luca Tassinari, qui.

Lo scrittore realista

4 maggio 2009

di Luca Tassinari, in arte Lettura lenta

C’era una volta uno scrittore realista, ma così realista da essersi dato come meta ultima della sua ricerca estetica la corrispondenza puntuale fra le cose del mondo e le parole da lui medesimo utilizzate per scriverle. Soleva dire, quello scrittore realista: «io scriverò il mondo, e lo scriverò con una precisione tale che il lettore, leggendo la mia opera, non noterà differenza alcuna fra l’esperienza che egli avrà avuto del mondo con i suoi propri sensi e quella che ne farà mediante le mie parole. La rosa che scriverò, o l’acqua, o la passione amorosa, saranno rosa e acqua e passione in modo così perfetto che chi le leggerà sulla pagina sarà rallegrato dal profumo della rosa, dissetato dall’acqua, preda dell’amore».

Fissati in tal modo i cardini della sua poetica, lo scrittore realista si accinse a metterli in pratica.

Continua a leggere la favola in Lettura lenta, il blog di Luca Tassinari.