Posts Tagged ‘Luca Scarlini’

Scrivere per tenere a bada la falce

4 ottobre 2010

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Lombroso è vivo (e lotta insieme a noi)

22 giugno 2010

di giuliomozzi

Le teorie di Cesare Lombroso sull’uomo criminale, l’atavismo eccetera sono ormai completamente screditate. Tuttavia, come spesso succede, sono ancora vive nell’immaginario popolare: tant’è che spesso, nel primo contatto con una persona, ci si fanno delle idee sulla base della faccia, delle posture, dell’abbigliamento (l’abito fa il monaco) e così via. E, ad esempio, anche Federica Sgaggio ci ha scherzato su, qui, in un commento alla mia noterella Omettere un particolare.
Che le cose stiano così, lo sa bene chi fa i giornali. Basti guardare, ad esempio le due fotografie di Crescenzio Sepe con le quali La Repubblica e Il Giornale illustrano due articoli sostanzialmente identici nel contenuto informativo, ma di tenore assai diverso: favorevole a Sepe quello del Giornale, sfavorevole quello di Repubblica.

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Radiococcioli

10 marzo 2009

Clicca sull’immagine qui sopra per ascoltare la conversazione (venti minuti) su Davide di Carlo Coccioli tra Marino Sinibaldi (conduttore), Luca Scarlini e giulio mozzi, andata in onda lunedì 9 marzo 2009 all’interno del programma Fahrenheit.

“Una prosa idiosincratica al massimo, che conquista tavolta e altre volte irrita”

21 febbraio 2009

Questo articolo di Luca Scarlini su Carlo Coccioli è apparso in Alias, supplemento del sabato del quotidiano il manifesto, oggi 21 febbraio 2009.

Preceduto da un accalorato scritto di Giulio Mozzi, che parla in modo esplicito di “innamoramento” per l’autore, narrando una affannosa ricerca delle sue opere (spesso di difficile reperibilità), che prende addirittura una sfumatura “erotica”, torna opportunamente in libreria un’opera controversa e affascinante degli anni Settanta, Davide (Sironi, pp. 349, euro 17) che ripropone la figura problematica di Carlo Coccioli (1920-2003), transfuga di vari idiomi e fedi, che ebbe il destino di ottenere successo in italiano, poi in francese e in spagnolo, approdando in fuga da se stesso (secondo le sue stesse parole, dopo un amore infelice per colui che nelle sue opere chiama “l’immagine” e su consiglio di una celebre cartomante raccomandata da Jean Cocteau) in Messico, dove ebbe il ruolo di opinion maker per le maggiori testate nazionali.

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