Posts Tagged ‘Led Zeppelin’

La formazione del fumettista, 28 / Matteo Bussola

26 Maggio 2015

di Matteo Bussola

[Questa è la ventottesima puntata della rubrica del martedì, dedicata alla formazione di fumettiste e fumettisti. La rubrica è a cura di Matteo Bussola, e finalmente oggi possiamo leggere la “formazione” dello stesso Matteo: che ringrazio non solo per questo pezzo, non solo per questa rubrica, ma per una quantità di altre cose – soprattutto la gentilezza. gm].

matteo_bussolaQuesta rubrica è nata da uno status di Facebook.
Lo status era un breve scritto in cui parlavo del mio percorso fumettistico. Che poi, a chiamarlo percorso mi viene un po’ da ridere, visto che se mi volto indietro riesco a contare con lo sguardo le briciole di gommapane fino a qui. Giulio lesse lo scritto su Facebook e mi fece una proposta. La proposta è oggi diventata ventisette “formazioni”. Con questa, ventotto.
Ho dunque sempre pensato che se mai avessi pubblicato all’interno di questa rubrica, io il pezzo ce l’avevo già. Invece no, perché avercelo già è barare. E non barare è la prima regola. Che non significa essere onesti, vuol dire solo restare fedele alle regole che ti sei dato. Per esempio è la ragione per la quale, da quando sono un disegnatore professionista, ho smesso di commentare sui forum di fumetti. Per lo stesso motivo, penso che un curatore non dovrebbe in nessun caso scrivere un pezzo che rientri all’interno della rubrica che egli cura.
Siccome ogni regola ha un’eccezione, questo pezzo è la mia. Senza barare.

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La formazione della fumettista, 7 / Federica Del Proposto

9 dicembre 2014

di Federica Del Proposto

[Questa è la settima puntata della rubrica dedicata alla formazione di fumettiste e fumettisti, che esce in vibrisse il martedì. La rubrica è a cura di Matteo Bussola. Ringraziamo Federica per la disponibilità. La fotografia di Federica è di Caterina Sansone].

FedericaDelProposto(fotoDiCaterinaSansone)E’ stato amore a prima vista,
mi innamorai del disegno subito, forse prima dei 5 anni.

Mi divertiva talmente tanto che ero arrivata a disegnarmi i giocattoli e giravo per casa con una cartellina piena di tutte cose di carta.
In casa non c’erano molti fumetti o libri illustrati, ma passavo le ore a guardare le figure dell’enciclopedia e dell’enciclopedia medica, e le forme di una serigrafia che era appesa in salone: uno scorcio di città dipinto da Sante Monachesi, credo fosse proprio Parigi. Una serigrafia bellissima, colori primari e forme.
Io capivo che era una città, anche se era stilizzata, schematica.

A mamma piaceva dipingere, e le piaceva l’arte, ma in casa avevamo pochissimi libri “con le figure”.
I miei, due infermieri giovanissimi e genitori di due bambine, avevano altre priorità economiche in quel periodo, prima di spendere in libri e fumetti. Per giovanissimi, intendo proprio giovanissimi: 21 anni mamma e 24 papà, quando sono nata io, arrivati in città qualche anno prima per frequentare il corso da infermieri.
Quella mia e di mia sorella è stata un’infanzia bellissima e ogni giornata era un gioco di 24 ore, accompagnato dalla colonna sonora dei Beatles, dei Led Zeppelin, e di Battisti.
L’unica cosa che forse potrei loro rimproverare è che ci hanno viziate troppo, nascondendo sempre ogni anche minima difficoltà quotidiana, quindi abbiamo capito un po’ tardi il senso della parola “lavoro”.
Ma era giusto così, per questa famiglia che a ripensarci adesso era composta da 4 ragazzini.

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