Posts Tagged ‘Isaac Asimov’

Dieci considerazioni (utili, si spera) su come affrontare la lettura dei romanzi considerati illeggibili (e che, a prima vista, sembrano effettivamente tali)

5 agosto 2017

di giuliomozzi

1. Sia chiaro che parliamo di “romanzi illeggibili” non nel senso di “romanzi molto brutti” (i romanzi molto brutti sono spesso assai facili da leggere), ma nel senso di “romanzi la cui difficoltà sembra, a quel che si dice, tale, da scoraggiarne la lettura”. L’esempio classico, che si fa sempre, e che quindi farò anch’io, è: Ulisse, di J. Joyce.

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“The Marvellous Adventures of Farlock Holmes”, di Conan Boyle

18 febbraio 2016

di Ennio Bissolati

[Ennio Bissolati è un bibliofilo. Per vibrisse recensisce libri introvabili, dei quali sostiene di essere l’unico lettore. gm]

conanboylePer quanto la nostra ammirazione per Georges Perec sia sconfinata, non si può fare a meno di notare che le sue opere (ciascuna radicalmente diversa dall’altra) hanno generato (del tutto involontariamente: Perec non imitava nemmeno sé stesso, figuriàmoci se pensava che ad altri potesse venire in mente di imitare lui) una quantità sterminata di imitatori, pedissequi dove Perec era libertario, pedanti dove Perec era brillante, moralisti (in senso formale, naturalmente) dove Perec era disinibito. A questa genia appartiene, senza lode e senza merito, la persona che si nasconde sotto il per nulla originale nomignolo di Conan Boyle, che in The Marvellous Adventure of Farlock Holmes non ha raccolto altro che una serie di racconti con protagonista il cugino scemo (idiot cousin) del ben più noto Sherlock. Ciò che dovrebbe (dovrebbe, eh!: ché tra il volere e il riuscire c’è di mezzo il mire – sarebbe il mare, ma era per fare la rima) divertire il lettore è la lingua impiegata da Conan Boyle. Che non è l’inglese, essendo Conan Boyle (se dobbiamo dare alla nota biografica in bandella un credito maggiore che al nomignolo) di Venegazzù, frazione di Volpago del Montello, in provincia di Treviso (luoghi naturalisticamente incantevoli, sia deto en passant). Bensì qualcosa a metà strada tra l’itangliano, l’anglo-trevigiano e l’ostretrico (= “linguaggio parlato da chi cerca di convincere le ostriche ad aprirsi di loro spontanea volontà”: Boyle dixit, nella postfazione).

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Asimov digeribilissimo

5 settembre 2010

Le riviste di letteratura e di critica della letteratura degli anni Settanta sono spesso piene di articoli oggi indigeribili. Ma nel numero 2 di Calibano, pubblicato nel 1978 ed edito da Savelli, numero monografico intitolato “Il nuovo e il sempreuguale. Sulle forme letterarie di massa”, c’è un corposo e gustoso e istruttivo e divertente e insomma digeribilissimo articolo di Alessandro Portelli: Il presente come utopia. La narrativa di Isaac Asimov, da pagina 138 a pagina 184. Proprio bello. Non so se Portelli abbia poi ripreso il saggio in uno dei suoi libri; e non so dove potreste acquistare la rivista (in Mare magnum non la trovo). La copia che ho io, la comperai almeno un paio d’anni fa in un negozio di libri, fumetti e gialli usati che c’è a Roma in via Conca d’oro. Si tratta di una copia omaggio (c’è il timbro dell’editore sulla prima pagina bianca: “Savelli s.r.l. / volume omaggio”). C’è anche, nella stessa pagina, una data scritta a penna biro nera: “Roma, 27 gennaio 1979”. Sotto la data c’era qualcosa, suppongo una firma: accuratamente cancellata con un pennarello. Presumo che il proprietario – un giornalista? – nel portare la rivista dal rivenditore di libri usati, volesse far sparire il proprio nome. Vedi mai che un collaboratore della casa editrice passa di lì, e scopre che ti rivendi i libri ricevuti in omaggio… Poi non ti mandano più niente!

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