Posts Tagged ‘Guido Gozzano’

Come scrivere un romanzo veramente letterario, al giorno d’oggi

21 aprile 2017

Рома́н О́сипович Якобсо́н

(more…)

La signorina Felicita all’Avvocato (Lettere delle eroine, 3)

20 luglio 2016
Vill'Amarena, teatro degli amori dell'Avvocato e della Signorina Felicita

Vill’Amarena, teatro degli amori dell’Avvocato e della signorina Felicita

(more…)

Botta e risposta / Anche le golose rispondono a Guido Gozzano

3 aprile 2015
Confetteria Bosello, oggi Peyrano, Torino

Confetteria Bosello, oggi Peyrano, Torino

(more…)

Botta e risposta / La signorina Felicita risponde a Guido Gozzano

3 aprile 2015
Telemaco Signorini, Sulle colline a Settignano

Telemaco Signorini, Sulle colline a Settignano

(more…)

La formazione dello scrittore, 5 / Demetrio Paolin

19 giugno 2014

di Demetrio Paolin

[Questo è il quinto articolo della serie La formazione dello scrittore, che appare in vibrisse il giovedì (ed è parallela a quella La formazione della scrittrice, che appare invece il lunedì). Ringrazio Demetrio per la disponibilità. gm]

Demetrio PaolinDa dove inizio? Dal mio paese, in cui ho vissuto per 25 anni. Il mio paese non ha una libreria che sia una, né una biblioteca comunale. Quindi mi pare strano ora essere qui a raccontare a voi la mia formazione di scrittore. Eppure mi sembra che tutto trovi ragione in quell’assenza di libri, che ha fatto nascere in me qualcosa come un bisogno. Ovvio che il mio è un ragionamento ex post, per fare chiarezza su un movimento della mia psiche di allora (ovvero di un preadolescente con una leggera balbuzie e un difetto di pronuncia nella “s”) che percepisco ancora come oscuro.

Nella mia casa non c’erano libri. Io, infatti, non provengo da una famiglia di lettori. Non ho ricordi del tipo: “Quando avevo otto anni entrai nello studio di mio padre e presi di soppiatto il primo libro, erano i racconti dei pirati di Salgari”. Io ho una diversa storia: a casa mia c’era una Bibbia. È stata quella la mia prima lettura. Le pagine della Bibbia sono state per me, prima che un testo sacro, un libro di storie bellissime e di narrazioni avvincenti. Penso alla storia di Saul o a quella di Davide, penso all’impressione che ne ebbi leggendo la vicenda dei Maccabei, oppure di come mi stupii nel leggere Qoelet, o i profeti. Il turbamento di riconoscermi in Geremia. Ci ho messo un po’ a leggerla tutta, dal “Bershit” [“In principio”] iniziale al “Maranathà” [“Vieni, Signore”] della fine, eppure credo che niente di quello che ho scritto dopo, al di là del suo valore, possa essere compreso senza capire che la mia fantasia e la mia immaginazione non si sono nutrite dei miti greci e romani, che non ho formato la mia idea di mondo avendo come riferimento Achille e Ettore, Patroclo e Ulisse ma Mosè, Esaù, Isaia, Salomone.

(more…)