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Spritz / Giovanni Fiorina

27 luglio 2015

di Giovanni Fiorina

[Intervento tratto dal libro Se incontri Giulio Mozzi per la strada uccidilo].

Giovanni Fiorina ha pubblicato: Masnago, Marsilio 2015.

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La stanza è bianca, senza finestre. Giulio si avvicina con quella sua camminata corta e veloce, un po’ zoppicante. Indossa un kimono rosso con la cintura nera e mi fissa serio, senza espressione. In mano ha una pistola.

Verso le sette di sera di sabato 14 settembre 2013 mi trovavo in piazza Bra a Verona, seduto a uno dei tavolini del bar Liston, uno spritz ormai finito davanti a me e una scatola portagioielli, piccola e scomoda, nella tasca dei jeans. La serata era fresca e leggera e magnifica, proprio come due anni prima, quando avevo deciso di portare a cena a Verona la mia futura moglie per il nostro secondo appuntamento. Dovevo farla innamorare, subito e senza riserve, visto che a me erano bastati pochi minuti per perdermi in quel sorriso, e speravo che la piccola Roma mi avrebbe aiutato. Una ragazza nata e cresciuta a Ipanema e che dell’Europa conosceva fino a quel momento solo Milano, infatti, non poteva resistere di fronte alla bellezza di Verona. E la serata fu davvero indimenticabile, così splendida da riprometterci di riviverla.
Ma i ricordi andrebbero lasciati lì, senza tentare di replicarli. Infatti ora, mentre aspettavo Lucia tornare dalla toilette per andare verso il Ponte di Castelvecchio dove le avrei chiesto di sposarmi, ero tutto fuorché rilassato. Voglio dire, da lì a pochi minuti avrei cambiato la mia vita in un modo reale, definitivo. Erano soprattutto due le cose che mi avevano terrorizzato nei mesi precedenti e che ancora non avevo del tutto accettato, a essere sinceri. La prima erano i preparativi del matrimonio: mesi e mesi trascorsi a fare ciò che un pigro come me non vorrebbe mai fare, prendere decisioni. L’altra era il dubbio – che rasentava la certezza – che con il matrimonio se ne sarebbero andate per sempre le mie quattro o cinque partite di pallacanestro settimanali in tv, sdraiato sul divano in una splendida solitudine sportiva. Ma, soprattutto, Lucia mi avrebbe detto sì? O era troppo presto? O forse troppo tardi? Il mio nervosismo aveva raggiunto livelli ormai insostenibili, così per evitare di alzarmi e iniziare a camminare da solo attorno alla piazza per cercare di calmarmi, decisi di correre il rischio e di riprovare la triade di movimenti estrazione scatola dalla tasca – apertura scatola – esibizione contenuto scatola che avevo provato più volte a casa negli ultimi tre mesi e che avevo ormai rifinito fino alla perfezione in entrambe le varianti: quella a due mani con scatola grande per pantaloni di tela e tasche larghe e quella a una mano per scatola più piccola destinata ai jeans che avevo alla fine deciso di indossare. Così, dopo aver controllato che non si vedesse nessuna futura moglie all’orizzonte, mi ritrovai con la prescelta tra le mani, pronto a gustarmi il frutto delle mie peregrinazioni tra le gioiellerie di Milano e di mezza provincia: ma quell’ingrata era vuota.

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Se incontri Giulio Mozzi per la strada uccidilo (finalmente)

21 luglio 2015

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Libri di Bottega (con tutti i nostri auguri)

28 maggio 2015
Scritti nella Bottega di narrazione. Pubblicati in questi giorni. Clicca per leggere le recensioni

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