Posts Tagged ‘Giovanni Bognetti’

La sconfitta di tutte le nostre ambizioni

28 aprile 2009

di Dajana Tomassi

[Questo articolo è apparso nel quotidiano Conquiste del lavoro il 25 aprile 2009]

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In una Milano indistinta e impersonale di fine secolo sono narrate le vicende dei personaggi di Negare l’evidenza (Sironi Editore, Milano 2009, pp. 320, euro 16), un romanzo scritto a quattro mani da Alez Penzo e Giovanni Bognetti, sul crollo delle illusioni. I protagonisti sono Gianni Ravà, un cronista di nera che lavora anche per una casa editice, e Franco L. Uccello, scrittore mediocre di libri gialli da edicola drogato di anfetamine. Gianni è un uomo rispettato e concreto, innamoratissimo della moglie Laura, per la quale farebbe di tutto, mentre Uccello soffre del cosiddetto blocco dello scrittore, che lo ha portato a disintegrare la sua vita. Le loro strade si incontrano quando la moglie di Uccello, Elena, tradisce il marito proprio con Ravà. Da quel momento, le esistenze di questi due uomini si incroceranno e si scontreranno fino a renderli due facce della stessa medaglia.
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Negare l’evidenza (per mattinieri)

20 marzo 2009

di Laura Antonini

[Questo articolo è apparso in Megalibri. Laura Antonini parlerà di Negare l’evidenza sabato 21 marzo alle 08.30 e domenica 22 marzo alle 07.45, su Radio Deejay.]

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Sono lieta per una volta di parlarvi di un libro che non rientra nella mia sfera di letture abituali, di una storia che ha una connotazione surreale e cinematografica.

L’abilità degli autori è proprio in questo, saper suscitare attraverso la lettura immagini forti e crude, degne della migliore sceneggiatura dei fratelli Cohen o di un Tarantino con qualche secchiata di sangue in meno (il che lo rende apprezzabile anche per chi ci ascolta mentre fa colazione!).

Sono addetti ai lavori in effetti gli autori Alex Penzo e Giovanni Bognetti, chi nella produzione cinematografica chi nella sceneggiatura tv e questa scrittura diretta, senza filtri, arriva fin dalle prime pagine del romanzo.

Ma eccovi la trama. Franco L. Uccello è uno scrittore paranoico da quattro soldi, pubblica da anni romanzetti gialli da edicola, sognando di scrivere il bestseller della vita, ma riuscendo solo ad imitare se stesso in una triste serie di storiucole che vendono ben poco.

Continua a leggere l’articolo in Megalibri.

Negare l’evidenza

20 marzo 2009
Clicca e ingrandisci. Venerdì, supplemento di La Repubblica, 20.03.09.

Clicca e ingrandisci. Venerdì, supplemento di La Repubblica, 20.03.09.

Negare l’evidenza

18 marzo 2009

di Matteo Sacchi

[Questo articolo è apparso nel quotidiano Il giornale lunedì 16 marzo 2009].

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La pagina bianca è un grande incubo. Il foglio vuoto guarda lo scrittore con occhi cattivi. Anche il talento degli altri è spesso, per chi scrive, soprattutto se giornalista con estri letterari, una feroce offesa personale.

Perché, diciamolo, chiunque batta sui tasti di un computer in un giornale o in una casa editrice sogna, almeno una volta, di sfornare un capolavoro. Non un articolo, non un libro di genere, non un editing ben fatto alla prosa di qualcun altro: un capolavoro. Una manciata di pagine assolute che ti tiri fuori dai sorrisi finti dei salotti letterari, dalla questua delle buone recensioni, dalla banalità quotidiana del travet della cultura (quella senza la C maiuscola), dalle trame ritrite dei noir che si debbono scrivere perché è l’unico genere che vende.

E quello che abbiamo ammucchiato sin qui, in poche righe e senza troppo talento, è abbastanza per spedire molti dall’analista (e per far sì che la critica annunci un capolavoro al mese al solo scopo di impallinare l’autore del medesimo a un anno di distanza). E anche quando si sfugge all’analista il meccanismo dell’ego che si vuol trasformare in pagina è abbastanza forte da creare salottini intellettuali, autori tronfi delle loro seimila copie ottenute con cinque promettenti romanzi, giallisti complessati che odiano il loro successo, critici che stroncano tutto ed editor frustrati che cestinano manoscritti senza guardarli (senza mai rispondere nemmeno «crepa» a chi glieli ha mandati).

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