Posts Tagged ‘Giorgio Ambrosoli’

“Qualunque cosa succeda” a Milano

10 giugno 2009

Giovedì 11 giugno alle 18 e 30, a Milano nella Sala Schuster di via Sant’Antonio 5 (MM1 Duomo, MM3 Missori), Gherardo Colombo e Corrado Stajano presenteranno il libro di Umberto Ambrosoli Qualunque cosa succeda. Giorgio Ambrosoli oggi nelle parole del figlio (Sironi Editore).

«Erano le 8.30 del 12 luglio. Il consueto, familiare gesto di accendere la radio per ascoltare il notiziario trasformò di colpo quella che doveva essere una ordinaria giornata di lavoro in un tempo di straordinaria drammaticità: la sera precedente l’avvocato Giorgio Ambrosoli era stato assassinato mentre stava rientrando a casa.
Quel colpo sparato ad Ambrosoli era destinato al cuore dello Stato, inscrivendosi l’episodio in un clima inquietante e torbido di intrecci tra malavita e forze eversive, che puntavano alle istituzioni con un disegno destabilizzante non dissimile, nei suoi esiti, da quello perseguito dal terrorismo, dalla lotta armata».

Leggi la prefazione di Carlo Azeglio Ciampi.

“In nome dello Stato, non per un partito”

19 Maggio 2009

[Questo articolo di Orazio Carabini è apparso nel quotidiano Il Sole 24 ore del 17 maggio 2009.]

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Quel proiettile diretto allo Stato

14 Maggio 2009

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“Mio padre Ambrosoli sarebbe ancora solo. Oggi come trent’anni fa”

13 Maggio 2009

di Sergio Bocconi

[Questo articolo appare oggi nel quotidiano Corriere della sera].

In libreria tra pochi giorni.

In libreria tra pochi giorni.

«Mio padre oggi a Milano? Proverebbe lo stesso disagio di allora. Rappresentato da una consapevolezza: il lavoro chiamato a fare solo nell’interesse del Paese, non gli porterebbe la solidarietà della collettività». Umberto Ambrosoli è il terzo figlio di Giorgio, l’avvocato liquidatore della Banca Privata italiana, ucciso a Milano nella notte fra l’11 e il 12 luglio 1979 da un killer assoldato da Michele Sindona. Lui ha 38 anni, è avvocato penalista e sei anni fa ha deciso di scrivere un libro, «la storia di un uomo che, come tanti, conduceva una vita normale, aveva una bella famiglia che amava molto, credeva nel significato e nel valore della propria libertà e responsabilità. Quest’uomo era mio papà». Un libro (in uscita fra pochi giorni da Sironi) scritto per i suoi tre figli e che ha un titolo piano ma straziante: Qualunque cosa succeda. Straziante perché si tratta di una citazione dalla lettera che Giorgio Ambrosoli scrive per la moglie Anna e che lei trova quasi per caso una mattina del febbraio 1975. L’«eroe borghese», come l’ha definito Corrado Stajano, rivela un presagio che trasforma la pagina a quadretti in un testamento spirituale: «Qualunque cosa succeda tu sai cosa devi fare e sono certo saprai fare benissimo. Dovrai tu allevare i ragazzi e crescerli nel rispetto di quei valori nei quali abbiamo creduto».

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