Posts Tagged ‘Gino Montile’

Strane coppie, 4 (bilingue, quartetto)

13 novembre 2010

Il nemico

Mia gioventù non fosti che tempesta nera
abbacinata a tratti da splendenti soli;
e tuono e vento e pioggia fecero tal rabbia
che nullo o quasi resta al mio giardino frutto.

Ed eccomi piombato nell’autunno vuoto.
Rastrelli e pala adopro a raccattar le idee,
a dare nuova forma all’inondato campo
nel quale come tombe buche scavò l’acqua.

E forse – forse – i fiori nuovi che io sogno
in questo come grave suolo dilavato
lor mistico alimento vitale troveranno…

Che brutto, brutto! Mangia tutta la vita il tempo,
ed il nemico oscuro che ci rosicchia il cuore
col sangue che ci succhia cresce e si fortifica!

tr. Gino Montile

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Strane coppie, 3 (anzi, un terzetto)

12 novembre 2010

Saltando il pisolino
vagar per l’orticello,
sbirciare il serpentello
frusciare e scomparir;

spiar sul muricciolo
rossicce le formiche
mai stanche i loro intrichi
sciogliere e annodar;

guatar tra il tremolio
di ulivi e di cicale
come un gran pesce il mare
argenteo tremolar;

e poi nell’orto chiuso
vagando, con stupore
sentire in me l’orrore:
volermi suicidar.

Gino Montile, da Occhi di sabbia.

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Strane coppie, 2

5 novembre 2010

Non chiederci la prole che scalci da ogni lato
nella pancia già informe, e con urgenza aneli
al dì natale, ansiosa di vita vera, senza veli:
un bimbo piange, sull’asfalto un gelato.

Ah, il bimbo che lecca e va sicuro
agli altri ed a se stesso amico,
e della bici non cura che svicola
e non lo scansa, e l’urta e getta contro il muro!

Non domandarci il progetto della macchina del tempo:
quel che andò storto, non si può rifar da capo.
Codesto solo oggi ti diciamo:
ciò che abbiam fallito, questo e nient’altro siamo.

Gino Montile, da Occhi di sabbia

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Strane coppie, 1

4 novembre 2010

La zebra, prima a ritentar l’azzardo
dello stadio che ha in fossa
diavoli e leoni, scoppiare di petardi
fumanti dove brucia i suoi spasimi
il tifoso deluso, cupo là fuori
cigolar di tornielli che traggono
ancora corpi, ultimi ultras, amare
vite da bar sport. Con un fischio
l’ora s’estingue: un parcheggio d’asfalto
si prepara a un irrompere di scarni
guerrieri, alle scintille dei coltelli.

Gino Montile, Motteggi, XIII.

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