Posts Tagged ‘Gesù di Nazareth’

Dimmi chi leggi e ti dirò chi sei

27 gennaio 2016
Due scrittori a confronto

Due scrittori a confronto

di Enrico Macioci

[Enrico Macioci (vedi qui la sua “storia di formazione”) ha pubblicato: Terremoto, Terre di mezzo 2010 (vedi); La dissoluzione familiare, Indiana 2012 (vedi); Breve storia del talento, Mondadori 2015].

Tempo fa postai su Facebook, per gioco ma nemmeno troppo, una frase in cui Cormac McCarthy disprezzava Marcel Proust, e aggiunsi di ritenere il francese inferiore a Dostoevskij: valanga di commenti, educati ma accalorati. Proust rappresenta oggi una delle poche figure letterarie davvero indiscutibili, un totem, un imperativo categorico, per tanti addetti ai lavori “il più grande scrittore di ogni tempo.” Ciò è indice, credo, di un’epoca oramai del tutto mondana e secolare; ma non è questo il punto.

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Aggiungere qualcosa alla Bibbia e far finire il tempo

6 novembre 2015
Padova, Battistero del Duomo, Scene dell'Apocalisse

Padova, Battistero del Duomo, Scene dell’Apocalisse

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Che cos’è “Il quinto evangelio”?

26 ottobre 2015

di Enrico Macioci

[Continua il “convegno online” dedicato a Mario Pomilio].

Mario Pomilio

Mario Pomilio

Che cos’è Il quinto evangelio di Mario Pomilio? Alla domanda si può rispondere in almeno due maniere.

Anzitutto consideriamo l’oggetto narrativo. Pomilio lo pubblicò dopo prove quali L’uccello nella cupola, Il testimone, Il nuovo corso, Il cimitero cinese, e dopo un lungo blocco durante cui stese saggi e riflessioni e maturò risposte profonde alla sua crisi di uomo e scrittore, allestendo l’officina e forgiandosi gli strumenti per edificare il capolavoro. Veniva da un decennio di stasi creativa che lo portò ai confini del silenzio, e Il quinto evangelio rappresentò la svolta attraverso cui ribaltare le difficoltà in risorse e l’afonia in una diversa, più potente voce. Accade abbastanza spesso, del resto, che un autore consacri il proprio genio attraverso un solo, grande libro – pensiamo a Dante, a Melville, a Musil; è anche il caso di Pomilio.

Il quinto evangelio venne pubblicato nel 1975 (lo stesso anno in cui uscì Horcynus Orca di D’Arrigo), dunque in pieno postmoderno; tuttavia esso riassume, forse più di qualsiasi altro testo narrativo in Italia e in Europa, la migliore essenza postmodernista per poi scavalcarla. Si tratta cioè di un’opera aperta, metatestuale, labirintica, autoriflessiva, debordante, ramificata, potenzialmente infinita; è l’opera di un autore assai consapevole; è colta; ama gli intrighi; mette e si mette in scena; è insomma un’opera intelligente, che richiede al lettore una collaborazione attiva e quasi una co-creazione. Ciò che invece manca di postmoderno – mancanza che non stona e anzi aggiunge merito a Pomilio – sono l’ironia e il disincanto che finiranno per divorare parecchi scrittori a venire, determinando la deriva nichilista che Foster Wallace, già nella seconda metà degli anni ’90, denunciò con toni piuttosto allarmistici. Non si può scherzare (per) sempre, e Pomilio nel suo romanzo non scherza. Del resto Il quinto evangelio parla della questione delle questioni, la questione che per brevità potremmo chiamare del Libro. Quale prova più ustionante per uno scrittore?

Qualche titolo, in breve.

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Dio

25 dicembre 2011

jesub-

13 gennaio 2010

di Umberto Casadei

Berluconi! Fai Gesù! Non sprecare l’occasione! Non sprecare ancora un’altra occasione. Non capisci? Tu solo puoi. Tu solamente. Per come sei. Non sarebbe stato possibile altrimenti. Così come sei. Solo tu puoi. Fallo, per carità di Dio. Smettila di simulare e fallo. Fai la cosa per cui sei. Fai la cosa! Fai Gesù. Vai dai poveri. Vai dai mafiosi. Vai dai derelitti e dai corrotti, vai dove c’è malattia, vai dove c’è astinenza, vai dove c’è fame, vai dove c’è dolore, vai dove c’è bisogno, dove necessità regna, dove malaffare signoreggia, dove violenza gode, dove stupro è legge, porta l’amore, porta l’amore, porta la forza sovversiva dell’amore e fai ciò che tu solo puoi fare, ciò che solo a te è dato fare, porta un’atomica d’amore, fai dell’universo un olocausto d’amore. Non sprecare, non sporcare ancora un’ennesima occasione. Dicono di te che sei idiota, ma non è vero. Dicono di te che sei un genio, ma non è vero. Smonta dalla macchina con la faccia spaccata. Smonta dalla macchina. Smonta e cammina. Cammina con la faccia spaccata e allunga la mano, togliti la giacca, mettila sulle spalle dell’uomo con il cane, ha la tua età ma è un vecchio, capisci?, la solitudine tu la conosci, è solo, vedi?: ha cane, attende al semaforo, non ci capisce più un cazzo con quei cicalini, cosa aspetti? [continua]

I corpi di B.: redentore

9 settembre 2009

Silvio Berlusconi nei panni di Gesù di Nazareth. Anche questo ritratto fu pubblicato dal quotidiano Il foglio. Il prossimo, domani.