Posts Tagged ‘Franco Urru’

La formazione del fumettista, 33 / Mauro Uzzeo

7 luglio 2015

di Mauro Uzzeo

[Questa è la trentatreesima puntata della rubrica del martedì, dedicata alla formazione di fumettiste e fumettisti. La rubrica è a cura di Matteo Bussola. Ringraziamo Mauro per la disponibilità. gm].

mauro_UzzeoSono uno di quelli che credono nel qui e ora, perché il futuro faccio fatica a capirlo persino nei film e indietro, come dicevano quei due, non ci torno mai, neanche per prendere la rincorsa.
Risalire alle origini di un percorso, poi, è nuotare vestiti e controcorrente tra le rapide di un fiume incazzato, per questo posso raccontarmi soltanto mettendo a fuoco pezzi di fotografie.

Come su Tralfamadore, le cose non sono avvenute nel passato e non avverranno domani, il tempo è una linea retta in cui tutto accade nel medesimo momento.
Tutto accade ora.

E ora è il 2001, ho 22 anni e la mia odissea non è ambientata nello spazio ma in un volume di 64 pagine che – scopro adesso – non verrà più pubblicato da quella stessa casa editrice che ho contribuito a fondare un paio d’anni prima e con cui ho firmato un contratto.
Questo è il primo problema.
Il secondo è che devo dire a Marco Marini – che quelle pagine le ha disegnate e colorate TUTTE – che il volume non si fa più.
Uhm.
S.E.S.S.A.N.T.A.Q.U.A.T.T.R.O. pagine, disegnate in sette stili diversi, scritte in sette stili diversi per rendere unico ognuno dei sette protagonisti di quei sette racconti che avevano un solo filo comune: il desiderio di avere qualcuno vicino, almeno per un minuto. E Almeno un minuto insieme sarebbe stato il titolo di quel volume nato l’anno prima e ancora schiavo di quell’adolescenza alla quale speravo d’essere sopravvissuto.
Come glielo dico a Marco?

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La formazione della fumettista, 9 / Emanuela Lupacchino

24 dicembre 2014

di Emanuela Lupacchino

[Questa è la nona puntata della rubrica dedicata alla formazione di fumettiste e fumettisti, che esce questa volta – per un banale incidente – con un giorno di ritardo. La rubrica è a cura di Matteo Bussola (che non ha responsabilità nell’incidente). Ringraziamo Emanuela per la disponibilità].

emanuela_lupacchinoLavoravo in un laboratorio di ricerca. La mia qualifica era quella di biotecnologa e mi occupavo di analisi sierologie e genetiche di batteri patogeni provenienti da tutta la nazione per catalogarli, identificarli e monitorarli a livello europeo.
Non è stato semplice partire da qui, perché bene o male era un lavoro quasi sicuro, con la busta paga a fine mese, ed era accomodante. Non è stato facile anche perché fino ad allora non ho mai avuto una formazione artistica, neanche minimamente. E non è stato facile deciderlo: i soldi erano pochi e dovevano essere spesi in maniera chirurgica. Una formazione a partire da zero sarebbe costata molto.
Però un giorno abbiamo deciso che dovevo farlo, a costo di tutto. “Abbiamo” perché non l’ho deciso da sola, non ce l’avrei fatta. Forse è stato proprio l’entusiasmo dei colleghi, degli amici e del mio compagno a convincermi che si poteva riuscire. A spingermi verso la professione del fumettista. E così ho capito che serviva un piano, perché non si salta da un laboratorio a un tavolo da disegno senza un piano minuzioso e studiato dettaglio per dettaglio. Il primo passo era capire come si disegnano i fumetti, quelli veri. Così ho trovato una scuola dove poter imparare quello di cui avevo bisogno e senza pensarci troppo ho iniziato il più grande tour de force della mia vita.

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