Posts Tagged ‘Ferdinando Camon’

Mondadori, le tasse e la leggina ad hoc / link

29 agosto 2010

L’articolo di Vito Mancuso, in Nazione Indiana con una lunga discussione. Ivi, l’intervento di Franco Cordelli. L’opinione di Ferdinando Camon. L’opinione di Michela Murgia. L’opinione dei Wu Ming. L’opinione di Luca Casarini. L’opinione di Giulia Blasi. L’opinione di Carlo Lucarelli. Se avete visto altri interventi, vi invito a segnalarli nei commenti.

Corpo morto e corpo vivo

10 dicembre 2009

(more…)

Gli artisti di tutto il mondo, il papa e Lino Banfi

25 novembre 2009

di Ferdinando Camon

Ferdinando Camon

[Questo articolo di Ferdinando Camon è apparso nel quotidiano Il Mattino di Padova lunedì 24 novembre]

Dovevamo essere 250, ma siamo certamente di più, nella Cappella Sistina, invitati dal Papa. Scrittori, registi, pittori, scultori…: artisti di tutto il mondo. Tutti, cattolici e non, aspettavamo da una vita d’incontrarlo. Ed ecco, l’incontro avviene. E non su richiesta nostra, ma sua. Una gentile e-mail è piovuta nel nostro computer, c’informava che era “desiderio del Santo Padre incontrarci” per parlarci del nostro lavoro, di come molta arte oggi si chiude in se stessa e non si preoccupa di raggiungere un fine etico: che è ciò di cui l’umanità ha più bisogno. Leggo l’e-mail, e mi sembra eufemistica: in realtà le cose stanno anche peggio.

Continua a leggere l’articolo nel sito di Ferdinando Camon.

“La distanza dal sacro è follia”

8 aprile 2009

di Ferdinando Camon

[Questo articolo di Ferdinando Camon è apparso nel quotidiano Messaggero Veneto il 7 aprile 2009].

Non so quanto lo gradirà il lettore, ma io l’ho letto di corsa. Lo trovo un libro non solo bello, non solo elegante, ma anche potente. L’autore, Carlo Coccioli, è dimenticato in Italia, sia per colpa dell’Italia sia per colpa sua: è andato a seppellirsi nel Messico per anni e anni, e là è morto. L’Italia non ricorda neanche i grandi autori che ha in casa, figurarsi quelli che sono usciti. L’Italia ha la memoria corta, un autore deve continuamente farsi ricordare. Guardate i grandi: Moravia, Calvino… Morti da poco, e già è difficile citarli, sono fantasmi. La riscoperta di questo libro e la sua riapparizione nelle librerie, è merito di Giulio Mozzi, scrittore padovano, della generazione successiva alla mia. Dopo Davide, il progetto di Mozzi [*] è di riproporre tutte le migliori opere di Coccioli.

(more…)

“Un esempio di tensione stilistica ed etica al calor bianco”

7 marzo 2009

di Ferdinando Camon

[Questo articolo di Ferdinando Camon è apparso oggi 7 marzo in Tuttolibri, supplemento del quotidiano La Stampa].

Carlo Coccioli

Carlo Coccioli

Ho divorato le 349 pagine di Davide aspettando di trovarne una in cui la spasmodica tensione di questo che non è un romanzo ma un poema epico-lirico e misticosensuale avesse un cedimento, lo stile calasse, la lingua tremasse: ma quella pagina non l’ho trovata. L’autore, Carlo Coccioli, ha lavorato a quest’opera per dieci anni, dal 1966 al 1975, dieci anni di delirio e di visioni per rivivere la vita di Davide, successore di Saul e predecessore di Salomone, farne la propria vita: scrivere la vita di Davide come autobiografia, presentare l’unto del Signore, il Messia, dicendo «io».

Ma si può dire «io» sapendo chi si è, e ci si può rivolgere a Dio, chiamandolo Tu, sapendo chi è. Ma Davide, e prima di lui Saul, non sanno chi sono, non sanno perché sono stati scelti e unti, non sanno cosa Dio voglia da loro, amano o uccidono e solo più tardi dalla benevolenza o dal castigo divino comprendono se Dio ama o disdegna ciò che hanno fatto. Il re, come ogni uomo, non dev’essere buono o giusto ma santo, cioè attuare la volontà di Dio, poiché Dio non vuole il bene, ma è bene ciò che Dio vuole.

(more…)