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Come sta Mondadori?

15 agosto 2011

La sintesi della relazione finanziara semestrale di Mondadori è disponibile nel sito Mondadori.it, qui. Anche in Pdf, qui. Il testo integrale è invece qui.

[…] Nel primo semestre 2011 il fatturato Libri si è attestato a 166,9 milioni di euro, (-0,6%) rispetto ai 168 milioni di euro dello stesso periodo dell’anno precedente. Ciò è dovuto alla contrazione dei ricavi della distribuzione di editori terzi, con i comparti arte, mostre e scolastica sostanzialmente stabili.
Il fatturato trade, principale fonte di ricavo dell’area, è cresciuto dell’1,6%, confermando la leadership del Gruppo Mondadori nel comparto con una quota del 26,4% (fonte: Nielsen, primo semestre).
Edizioni Mondadori ha registrato nel primo semestre ricavi per 60,1 milioni di euro, in crescita dell’8,3% rispetto allo stesso periodo del 2010. La validità dell’offerta Mondadori è confermata dalle opere che si sono contraddistinte nei più ambiti premi letterari italiani, tra cui Di Fama e di sventura di Federica Manzon, finalista del premio Campiello; Ternitti di Mario Desiati, finalista del premio Strega; La fine del mondo storto di Mauro Corona che si è aggiudicato il premio Bancarella.
Per la narrativa italiana è continuato inoltre il successo di Nessuno si salva da solo di Margaret Mazzantini, che ha venduto negli ultimi tre mesi 300.000 copie. Nella narrativa straniera si sono confermati tra i romanzi di punta Le luci di settembre di Carlos Ruiz Zafón (190.000 copie) e Autopsia virtuale, il nuovo thriller di Patricia Cornwell (135.000 copie).
Il lancio a marzo del nuovo marchio NumeriPrimi, dedicato all’offerta tascabile di qualità, ha generato in quattro mesi oltre un milione di copie vendute.
Tra le altre case editrici del Gruppo, si segnala la performance di Einaudi che ha chiuso i primi sei mesi dell’anno con un fatturato in crescita dell’8% a 25,7 milioni di euro.
Per quanto riguarda il mercato digitale, da inizio anno sono stati lanciati dal Gruppo in contemporanea all’edizione cartacea 2.300 e-book trade (+600 titoli rispetto al primo semestre 2010), compresi svariati prodotti pubblicati nel mondo delle applicazioni.
Buone le attese per il programma editoriale del secondo semestre con la pubblicazione dei nuovi romanzi di Fabio Volo, John Grisham, Sophie Kinsella e Alessandro D’Avenia. […]

“Il mercato letterario? Non è il diavolo”

6 aprile 2010

di Federica Manzon

[Questo testo di Federica Manzon, estratto da un articolo apparso in Nuovi argomenti, 49, 2010, è apparso nel supplemento domenicale de Il sole / 24 ore il 7 marzo 2010. L’ho trovato nell’ottimo blog della Biblioteca di Garlasco, qui. Una sintesi della discussione che è seguita si trova in Editing and Publishing, il blog del corso di Editing e tecniche di redazione della facoltà di Scienze umanistiche dell’università La Sapienza di Roma, qui].

Perché quando un romanzo incontra il successo del mercato a spiegare il fenomeno vengono mobilitate molte ragioni e tutte ignobili? Perché la ‘società letteraria italiana’ continua ad accusare il mercato di essere il colpevole della scarsa qualità delle opere in commercio (quando, ad analizzare i dati, il complesso della cosiddetta editoria di qualità vale nel nostro Paese circa un quarto del mercato, il che è decisamente molto)? Perché questo periodico avvistare all’orizzonte orde di barbari, ingordi di bestseller, pronti ad attaccare la cittadella dei buoni lettori? Oltre a un vezzo, un segno di distinzione e di appartenenza alla categoria delle persone per bene, questo atteggiamento non ha forse il proprio fondamento nell’orgoglio di sentirsi parte di una fortezza assediata, nel compiacimento del ‘siamo rimasti in pochi’? Un’élite che vede nel grande pubblico (e quindi nel mercato) un nemico da combattere e va fiera della propria minorità, non certo democratica. Tutti seguaci della grande opposizione adorniana tra cultura di massa e teoria critica. Ridotta ormai a un’opposizione un po’ assertiva tra qualità e quantità. Non certo senza qualche notevole imbarazzo: Umberto Eco dove lo mettiamo? E Stephen King ormai considerato un maestro? E Gomorra di Saviano, che ha parlato a più di due milioni di lettori, è di qualità o no?

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