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12 aforismi da Facebook

21 aprile 2013

Magritte-Specchio-Falso

di Valter Binaghi

Uno di questi giorni

Dopo aver creduto ferocemente alla redenzione del mondo attraverso la poesia e aver constatato amaramente la nostra incapacità di praticare con serietà una qualsiasi religione, siamo fortemente tentati di farci commercianti d’armi come Rimbaud in Africa, ma essendo inetti anche a questo superbo cinismo ci accontentiamo di fare spallucce al mondo.
Portiamo a spasso il cane sulle rive del canale, fingiamo di credere alle virtù terapeutiche del tarassaco e al fatto che un presidente femmina salverà il paese dal declino. Riduciamo da 20 a 5 la dose di sigarette quotidiana, leggiamo romanzi scritti dai redattori di Nuovi Argomenti e recensiti da quelli di Nazione Indiana. La disperazione è in agguato, ma ci trova la sera quieti, sul divano, mentre scorrono i titoli di coda di un film dei Fratelli Coen.

Stanco

C’è una stanchezza del corpo, una della mente, e una dello spirito.
La prima è banalmente uguale per tutti, la seconda può creare strane solidarietà tra chi condivide le medesime idiosincrasie, la terza è singolare, incomunicabile. Chi mi ridarà non il bambino che sono stato, ma quello che avrei potuto essere e ancora si agita in me, a 55 anni suonati, come in un bozzolo?
Poi c’è la stanchezza di un’intera cultura: è tutto un linguaggio e i suoi retori di cui ci si vorrebbe liberare, ma accadrà solo quando tutti saranno disposti a un lungo istante di silenzio. Allora, meravigliosamente, dalla prima parola di un dio neonato prenderà forma un mondo senza infamia.

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Vogliamo aiutare questo ragazzo a vincere la sua scommessa?

27 giugno 2010

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Corpo morto e corpo vivo / Rete

2 novembre 2009

In FaceBook c’è ora una pagina dedicata a Corpo morto e corpo vivo: Eluana Englaro e Silvio Berlusconi, di Giulio Mozzi, con una nota di Demetrio Paolin, Transeuropa edizioni.

Facciamo un gruppo contro la censura in FaceBook?

23 agosto 2009

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Voglio essere trattato come un cittadino, non come un cliente

14 giugno 2009

di giuliomozzi

Ieri, come leggo qui, l’attuale capo del governo italiano ha detto, parlando della visita dell’attuale capo dello stato libico:

E’ stato trattato come un cliente originale, sapendo che è un po’ originale. Ma se trovi la chiave per trattare un cliente originale te lo conquisti per tutta la vita. Nella politica è come nella vita normale, per risolvere i problemi bisogna comportarsi come con i clienti. Gheddafi è originale e l’ho trattato come un cliente originale.

Dal luogo dove sono ora, e dove starò per qualche giorno, l’accesso a FaceBook mi è impossibile (dispongo di una connessione a dir poco ballerina). Però, se non ci ha già pensato qualcuno, si potrebbe creare un gruppo intitolato “Voglio essere trattato come un cittadino, non come un cliente”. Tanto per vedere se si iscrivono in sette o in settecentomila. Qualcuno vuol provarci?

Per il resto ciò che c’era da dire l’ha detto Federica Sgaggio qui.