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Proviamo a fare un discorso serio sulla questione dei costumi da bagno? (Dove i costumi da bagno sono la cosa meno importante)

18 agosto 2016

di giuliomozzi

La faccenda ha guadagnato ieri la prima pagina del “Corriere della sera”; da ieri è quindi ufficialmente una faccenda d’interesse nazionale.

Tento un breve riassunto. A Cannes (che non è una località di mare qualunque: è Cannes) l’amministrazione comunale fa un’ordinanza con la quale vieta l’«accesso alle spiagge e ai bagni» alle persone «che non hanno una tenuta corretta, rispettosa del buon costume e della laicità, che rispetti le regole d’igiene e di sicurezza dei bagnanti nel dominio pubblico marittimo». In particolare, si vieta quell’abbigliamento che «manifesta in maniera ostentata un’appartenenza religiosa», perché in un momento in cui la Francia e i luoghi di culto religioso sono presi di mira da attacchi terroristici» ciò «rischia di creare disturbo all’ordine pubblico» (cito da La Stampa).

Il provvedimento era stato preceduto da altri, che per ragioni di sicurezza vietavano di portare in spiaggia bagagli voluminosi. Fin qui si capisce. Anche nelle stazioni ferroviarie italiane gli altoparlanti ripetono in continuazione l’avviso di non lasciare incustoditi i bagagli, pena intervento della polizia (ed effettivamente un paio di settimane fa la stazione di Milano è stata sgombrata a causa di un bagaglio incustodito: che, aperto dagli artificieri, ha rivelato un bizzarro contenuto di roba elettrica – non una bomba, comunque non un bagaglio normale; qualche giorno dopo in Piazza Duomo, sempre a Milano, ha destato allarme una scatola contenente inchiostro per stampanti). Ora, le ragioni di sicurezza si possono capire. Certi provvedimenti possono sembrare un po’ isterici (io non ho mai capito perché per salire su un aeroplano devi passare i controlli, e per salire su un treno no – e sì che tra Bologna e Italicus, non è che gli attentati siano mancati): ma non del tutto insensati.

Ciò che colpisce, nell’ordinanza del sindaco di Cannes, o almeno nelle motivazioni fatte arrivare alla stampa, è la confusione: motivi di sicurezza, motivi di igiene, motivi di buon costume, motivi di laicità, motivi affettivi. Di solito, dicono i manuali di retorica, quando si accumulano motivi è perché non ce n’è nessuno, o si vuole tacere quello vero. E quello vero sarebbe (ho visto concludere da molti, nell’intensissimo chiacchiericcio in rete) che il sindaco di Cannes è di destra, e i musulmani gli stanno sulle palle per definizione. Il che può starci, ma sinceramente non mi par che basti.

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