Posts Tagged ‘Emaneule Tonon’

Il paradiso sopra i tetti (appunti sul romanzo cattolico)

17 maggio 2012

di Demetrio Paolin

[domenica scorsa è uscita sull’inserto La Lettura del Corriere della Sera un mio articolo dal titolo, redazionale, “Il corpo del romanzo”. Il tentativo era di fornire una prima e sommaria riflessione sul tema del romanzo cattolico. dp]

Questa apertura e ricerca di senso mette forse in evidenza come il romanzo cattolico sia l’elaborazione di un trauma profondo, il trauma di una mancata promessa ovvero quella della seconda venuta di Cristo. Sempre vista come imminente e sempre costantemente rimandata. Il romanzo cattolico cerca, immaginando i mondi, di elaborare quel lutto e di rendere meno gravosa l’attesa

Leggi “Il corpo del romanzo”.

Lo specchio rotto del romanzo. Appunti su “Piccolo testamento” e “La luce prima”

28 settembre 2011

di Demetrio Paolin

In questi giorni ho finito di leggere Piccolo testamento (Laurana, 2011) di Gabriele Dadati e La luce prima (Isbn, 2011) di Emanuele Tonon. Le note che stendo sono sotto forma d’appunti perché se ho ben chiaro cosa voglio dire – ovvero che questi due libri sono definiti e presentati come “romanzi”, ma romanzi non sono – non ho ben chiaro come argomentare tutto questo.

L’impressione che non siano romanzi è dovuta a come i testi si impongono nel procedere della lettura. Pur essendo libri che raccontano un lutto a brillare dalle pagine è proprio l’assenza della persona morta. Nel caso di Piccolo testamento Vittorio, il maestro che muore, non è altro che una presenza fantasmatica. E’ un vero e proprio fantasma, così lo definisce l’io narrante, che va a sommarsi agli altri fantasmi delle donne amate/usate. In La luce prima la madre, a cui è dedicato il canto d’amore del figlio, non ha mai una presenza reale nella scena, ma rimane annunciata, vista di lato. Al massimo ne riemergono dalle pagine le tracce: il profumo, la crema per le mani o il pigiama.
Al centro di questi libri, in realtà, c’è l’io e non un Io qualsiasi, ma l’Io di uno scrivente, di una persona che per lavoro, per vocazione ha a che fare con le parole. La riflessione quindi non è tanto sull’altro, sulla persona che scompare, ma su chi resta e su chi resta e sul come la racconta.

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Il corpo e il male

23 settembre 2010

di Demetrio Paolin

Circa un anno fa scrivevo un breve saggio per un convegno che si tenne, nel novembre del 2009, a Varsavia dal titolo Fiction, faction, reality: incontri, scambi, intrecci nella letteratura italiana dal 1990 ad oggi. In attesa degli atti, che dovrebbero essere pubblicati a breve, lascio qui il mio contributo.

Questa medesima nevrosi è comune ai protagonisti dei romanzi in questione. L’essere solo corpo e corpo dolente rappresenta la possibilità di assumere il mistero delle cose, di penetrare i segreti dell’essere e di riportare al lettore una particella di verità.

Leggi Il corpo e il male di Demetrio Paolin