Posts Tagged ‘Elena Ferrante’

L’arte di fingersi autore di finzioni

12 ottobre 2016
Un'opera di Alex Alemany

Un’opera di Alex Alemany

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Ferrante, Pynchon, Rimbaud e alcune (opinabili) ipotesi

5 ottobre 2016

di Enrico Macioci

Dunque Elena Ferrante sarebbe Anita Raja. Che cambia? Nulla, a mio avviso. Ho letto L’amore molesto, I giorni dell’abbandono, La figlia oscura e il volume che apre la tetralogia de L’amica geniale; ho trovato i primi due libri piuttosto contorti, il terzo bello e il quarto una perfetta, coinvolgente macchina narrativa. Non ho mai pensato al fatto di non conoscere l’identità dell’autrice dei testi, né mentre li leggevo né dopo; tutt’al più talora mi domandavo se davvero vi si celasse un uomo. La questione è dibattuta e delicata: esiste un modo di scrivere maschile ed uno femminile? Io non posseggo risposte, però a naso mi pareva che quei libri appartenessero alla sensibilità di una donna. E comunque: finché un romanzo mi piace (o non mi piace), chi l’ha concepito può essere uomo o donna, vivo o morto o moribondo; la biografia dell’autore/autrice non aggiunge e non sottrae un’oncia al godimento estetico. Debbo precisare che le biografie degli artisti mi appassionano; amo frugare nei loro segreti, nelle loro pene, nei loro squallori; ma tengo sempre distanti testo e persona. I dati biografici risultano utili ai fini d’un più preciso inquadramento, la sociologia e la psicologia ci soccorrono; ma non possono rappresentare il perno di un’analisi degna. Di William Shakespeare, forse il più grande scrittore di sempre, sappiamo pochissimo; fu davvero l’umile figlio d’un guantaio o non invece, come riteneva Freud, un nobile d’alto lignaggio? Fu magari Cristopher Marlowe sotto mentite spoglie, che tentava di sfuggire agli agguati politici del tempo? Fu addirittura un certo Crollalanza, siciliano migrato in Inghilterra? Non lo sappiamo, non lo sapremo mai e nemmeno c’interessa quando ci immergiamo nell’Amleto, nel Re Lear o ne La tempesta; allora conta solo la voce flautata che, traversando i secoli, ammalia il nostro orecchio.

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Dimmi chi leggi e ti dirò chi sei

27 gennaio 2016
Due scrittori a confronto

Due scrittori a confronto

di Enrico Macioci

[Enrico Macioci (vedi qui la sua “storia di formazione”) ha pubblicato: Terremoto, Terre di mezzo 2010 (vedi); La dissoluzione familiare, Indiana 2012 (vedi); Breve storia del talento, Mondadori 2015].

Tempo fa postai su Facebook, per gioco ma nemmeno troppo, una frase in cui Cormac McCarthy disprezzava Marcel Proust, e aggiunsi di ritenere il francese inferiore a Dostoevskij: valanga di commenti, educati ma accalorati. Proust rappresenta oggi una delle poche figure letterarie davvero indiscutibili, un totem, un imperativo categorico, per tanti addetti ai lavori “il più grande scrittore di ogni tempo.” Ciò è indice, credo, di un’epoca oramai del tutto mondana e secolare; ma non è questo il punto.

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