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“Al via la raccolta di firme per restituire la Rai alla gente” (tenendo conto che c’è gente che è “la gente”, e gente che non lo è)

28 settembre 2009
Gente. Giancola, Anni Sessanta.

Gente. Giancola, Anni Sessanta.

di giuliomozzi

Non è stato corretto il grossolano e ridicolo errore che segnalavo ieri (qui: e ho anche scritto al direttore Vittorio Feltri) nell’articolo di Daniela Santanchè (qui) apparso nel quotidiano Il Giornale. E’ stato però cambiato il titolo: non più “Rai, perché pagare per Santoro? Firmate con noi per abolire il canone”, bensì: “Al via la raccolta di firme per restituire la Rai alla gente”.

Devo dire ovvietà, ma le dico:

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Che cosa mi aspetto da un giornale serio

27 settembre 2009

di giuliomozzi

Leggo in Repubblica online, qui:

[…] E’ stata silenziosamente abrogata con un decreto legge pubblicato l’1 luglio (poi diventato la legge n.102/2009) la normativa ‘antifannulloni’ varata l’anno scorso dal ministro per la Pubblica Amministrazione Renato Brunetta, che prevedeva disposizioni penalizzanti per gli impiegati pubblici, tra le quali indennità di malattia ridotta, e fascia di reperibilità per i dipendenti in malattia estesa praticamente a tutta la giornata (con un’unica ‘ora d’aria’ dalle 13 alle 14). Di questi punti, il ministero in un comunicato di replica riconosce solo il ripristino di fasce ridotte di reperibilità, ma il sindacato conferma tutto. Le fasce orarie di reperibilità sono tornate due di due ore ciascuna, la certificazione medica è stata nuovamente affidata al medico convenzionato, e sono state abrogate alcune delle norme che prevedevano penalizzazioni economiche. […] Il ministero della P. A. sostiene però che la “rivoluzione” non si è fermata e, in un comunicato stampa, nega il colpo di spugna sulle norme. […] “L’unica modifica intervenuta nel decreto-legge 1° luglio 2009 n. 78 riguarda le fasce di reperibilità, che sono state uniformate nella durata a quelle vigenti nel settore privato. […] Al contrario – prosegue il comunicato del ministero – non si è intervenuto in alcun modo sulle disposizioni vigenti in materia di trattenute economiche e di certificazioni mediche dei dipendenti pubblici.” […]

La questione, tutto sommato, pare semplice, benché bizzarra. E’ stata fatta una legge, ed è bizzarro che secondo i sindacati ci sia scritto questo e quello e secondo il ministro ci sia scritto tutt’altro. Ma per risolvere la diatriba è sufficiente andare a leggere la legge. Che, essendo l’Italia graziaddio un paese democratico, è pubblica e pubblicata: nella Gazzetta Ufficiale ma anche, più a portata di mano, nel sito del Parlamento, e precisamente qui.

Adesso, per piacere, prima di continuare a leggere qui, dedicate un po’ di tempo a leggere la legge. Un paio d’ore dovrebbero bastarvi.

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