Posts Tagged ‘Cristian Miotto’

Tereza a Tomáš (Lettere delle eroine, 11)

8 agosto 2016

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di Cristian Miotto

[Le regole del gioco].

Tomáš,

e già – adesso che sono solamente voce e pulviscolo di luce e questa lettera non è niente altro che voce e ti arriverà a folate, con il vento – già, anche adesso che tu non puoi vedermi (il tuo sguardo!) né io posso vederti, io non dico la parola, quella che per un attimo solo mi era parso adesso di poter articolare al posto di Tomáš, una parola che non ti ho mai detto e che tu mi hai detto – tante volte, anche troppe volte – la parola che non a te, non davanti a te, ma dentro di me forse ho pensato che potevo dire quando ti ho guardato quel giorno che lavoravi sul tuo camion e per la prima volta ti avevo visto vecchio, quando tu però – vecchio ormai e relegato in un villaggio di campagna – tu non eri più tu, Thomàs, e allora io non ero più io, e né io né te eravamo più quelli della nostra storia – la parola che tu potevi dire io no, Thomas, la parola amore.

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Il letto (Le cose che ci sono in casa, 148)

31 marzo 2015

di Cristian Miotto

[Le regole del gioco sono qui].

Perché, io sto dicendo a Chiara,
lì non ti ergi
ad affrontare,
mostri il pancino,
e leviti dopo piano piano,
lasci la caverna
– clong clong,
le catene mollano la presa –
dove la indiscutibile luce artificiale onnicomprensiva
genera, torniti e incorruttibili,
i due più due fa quattro
gli ovviamente
la determinate cause e quindi le previste conseguenze
il poche balle cazzo
le coerenze
le risoluzioni dei problemi…
E quindi voli fuori
nella naturale luce oscura
e veleggi quindi nell’iperuranio
half pipes e capriole e le sofficità e le curve a U e porosità ed i
                                                                            [ribaltamenti
con A che sono uguali a B
e che sono Non-A naturalmente.

Il letto, dico a Chiara,
dove sono cagnetto e trascendenza.

L’adattatore elettrico (Le cose che ci sono in casa, 61)

13 luglio 2014

di Cristian Miotto

[Le regole del gioco sono qui].

Tiro il cassetto con robe della nonna
e c’è l’adattatore
con due soli contatti
senza quello a terra,
così gli dico a Sara
che c’era questa presa
che era andata fuori uso, improvvisamente,
inopinatamente,
e non c’era un’altra uguale
e allora ci voleva questo adattatore, questo coso,
questo tocchetto di plastica marrone
e noi lo si cercava
non lo si trovava
ossigeno azzerato
la nonna boccheggiava
e lei proprio rischiava
la casa sottosopra
correva mia sorella per raggiungere il negozio
e poi era lì il coso,
che ho buttato l’occhio, casualmente
inopinatamente,
che stava sotto il letto.
E a mia nonna gli ha regalato due anni in più di vita,
il coso,
questo.
Non so se mi hai capito, poi gli dico a Sara.

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Il libro di poesie di Raymond Carver (Le cose che ci sono in casa, 41)

4 luglio 2014

di Cristian Miotto

[Le regole del gioco sono qui].

C’è questo gioco bello, sto dicendo a Mara,
di pigliarsi cura per mezzo di parole
che sian giuste e pudiche,
come ci si piglia cura di un bambinello in fasce,
di un oggetto,
qui, di casa, che noialtri amiamo.
L’ha indetto Giulio Mozzi.
Ah, mi dice allora Mara.

E dopo:
come Carver, Ray…
Cosa? io gli dico a Mara.
Sì, quella poesia in quel libro …
Quale ? non me lo ricordo.
Ci sono cose sue di casa, dice Mara,
messe lì
con parole giuste e pudiche che non si può di più
perché dice solo il nome, Ray,
di quelle cose lì che vede
che a me mi pareva che gli dava vita col solo nominarle
né più né meno di Gesù risorto
che gli ha solo detto il nome, “Maria”,
e l’ha fatta risorgere anche lei, Maria,
che stava in piena depressione davanti al suo sepolcro.

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Il frullatore a immersione (Le cose che ci sono in casa, 9)

19 giugno 2014

di Cristian Miotto

[Le regole del gioco sono qui].

Cos’è questo?
ho chiesto stamattina presto a Lara.
O santo dio! lo sai cos’è.
Questo lo sai cos’è, mi ha detto Lara.
Lo abbiamo usato mille volte, ha detto Lara.
E’ il frullatore ad immersione, ha detto Lara.
Ma io non l’ho mai visto,
giuro giuro.
E’ una cosa nuova, nuova nuova!

Allora guarda,
vedi: il motore e questo il frullatore vero e proprio.
Sì.
Spina. Guarda come gira.
Frulla, frulla frulla frulla frulla.
Che bello, allora io gli ho detto a Lara.

Allora abbiamo fatto il girotondo tutti nudi.