Posts Tagged ‘Corpo morto e corpo vivo’

“Corpo morto e corpo vivo” a Pescara

4 luglio 2010

Martedì 6 luglio 2010, alle ore 18, a Pescara in “Piazza Salotto”, Giulio Mozzi parlerà del suo libro Corpo morto e corpo vivo: Eluana Englaro e Silvio Berlusconi (Transeuropa). L’incontro è organizzato dalla Libreria Edison.

“Corpo morto e corpo vivo” a Santa Giustina in Colle

30 giugno 2010

Il libro di Giulio Mozzi Corpo morto e corpo vivo: Eluana Englaro e Silvio Berlusconi (Transeuropa) sarà, venerdì 2 luglio alle ore 21, in Piazza dei Martiri (più precisamente: nella piazzetta sotto il campanile) a Santa Giustina in Colle (Padova). L’autore ne discuterà con Giorgio Bonaccorso, monaco benedettino e docente di liturgia nell’Istituto padovano di Santa Giustina, autore tra l’altro di Il corpo di Dio. Vita e senso della vita (Cittadella).

La donna-merce non è “normale”

1 marzo 2010

di Maria Teresa Carbone

[Questo articolo è apparso nel quotidiano il manifesto sabato 23 febbraio 2010]

Sono passati solo cinque giorni da quando, insieme a Silvia Nono, Serena Perrone e Adriana Valente, abbiamo deciso di far circolare tra le persone che conosciamo un appello ai candidati di sinistra delle prossime elezioni regionali perché inseriscano nel loro programma una dichiarazione: «Io non considero normale che le donne siano trattate come merce di scambio nelle relazioni personali e professionali, nella politica, nella comunicazione». Nei nostri tempi internettiani, un appello è un’iniziativa che rischia di svuotarsi di senso prima ancora di nascere, tanto veloce è il tempo di firmare, copia-incollare e spedire via email ad altre, altri, che altrettanto distrattamente ripeteranno i nostri gesti. Forse per questo, mandando in giro il nostro messaggio, non abbiamo pensato all’effetto che l’appello avrebbe avuto, ma ci siamo mosse, perché – come abbiamo scritto nel preambolo – eravamo stanche di lamentarci tra noi, ogni volta che sentivamo ripetere che, suvvia, quello che ci succede intorno (per dirne una, le ragazze offerte in premio ai guerrieri più o meno stanchi) è, appunto normale. «Furibonde pudibonde» ha del resto titolato spiritosamente il «Foglio», per definire noi e la nostra iniziativa: come a dire che chi non si riconosce in questo mondo fatto di «veline» e di «letterine», di strizzate d’occhio e di allusioni neanche troppo allusive, non può che essere una moralista bacchettona, una «signorina di buona famiglia» timorosa del sesso e della nostra allegra modernità.

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Madri d’Italia

26 febbraio 2010

di Valter Binaghi

[Valter Binaghi, nel sottoscrivere l’appello Io non considero normale (anche in vibrisse, qui), aggiunge qualche considerazione. Prendo il testo da qui. gm]

I tempi sono cambiati da quando le madri cartaginesi accettavano di offrire un neonato ogni tanto di una prole troppo numerosa a Moloch, il demone a forma di caldaro che esigeva sacrifici d’infanti per tutelare la città. La civiltà ha fatto i suoi bravi passi in avanti, e adesso i sacrifici umani restano nell’immaginario collettivo come relitti antiquari, il mito delle origini inchiodato nelle menti psicotiche di satanisti della domenica.
Oggi la liturgia del potere si celebra in forme meno cruente. Le madri d’Italia sospingono avanti le figliole meglio tornite, implorando per loro la vetrina del Reality Show o meglio ancora l’addestramento d’anca della Letterina, sperando che gli capiti quel che capita alle più fortunate, cioè fungere da contorno o da dessert in una di queste cene tra potenti dove la fica è rimasta l’unica moneta sonante in un business ormai declinato in valuta virtuale. Qualcuna delle madri d’Italia ha urlato slogan femministi nei Settanta e oggi non ama ricordarlo, ma dopotutto in qualche maniera bisognava sdoganare la gnocca dal pudore e dal sussiego della censura democristiana. E la promessa della fica per tutti resta l’unica vera seduzione del potere, oggi troppo mercantile per pretendere gloria imperitura. Dal consiglio comunale di un borgo remoto alle convention di multinazionali farmaceutiche, su su, fino alle residenze barocche del Presidente geniale e puttaniere, c’è bisogno di pietanza popputa e sorridente per insaporire un rituale sempre più prevedibile e svirilizzato. Se nessuno più crede di poter raggiungere presso i posteri la statura monumentale di virtuosi come Cincinnato o Sandro Pertini, bisognerà pure garantirgli il massimo comfort in questo mondo, o perchè se no sporcarsi le mani in politica?
Madri d’Italia, uteri facilmente benedetti dalla prossimità vaticana, datevi da fare! lo scenografo imperiale lo implora, il prodotto interno lordo lo esige.

Corpo morto e corpo vivo

22 febbraio 2010

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9 febbraio 2009, 19.35

9 febbraio 2010

Corpo morto e corpo vivo

7 febbraio 2010

di Teo Lorini

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Corpo morto e corpo vivo / Piacenza

25 gennaio 2010

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Corpo morto e corpo vivo / Cremona

8 gennaio 2010

La Cronaca di Cremona, 31.12.2009. Segnalazione di Giovanni Catelli.

Corpo morto e corpo vivo / Extra

7 gennaio 2010

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Corpo morto e corpo vivo / Intervista romana

4 gennaio 2010

Giulio Mozzi parla di Corpo morto e corpo vivo: Eluana Englaro e Silvio Berlusconi, Transeuropa edizioni.

Intervista realizzata da Silvana Maja per il Videobox del gruppo parlamentare Pd alla Camera dei deputati. Sullo sfondo: il Palazzo dei congressi all’Eur di Roma e la biglietteria della fiera Più libri più liberi.

Corpi politici, 6

29 dicembre 2009

Aldo Moro ammazzato dai rapitori.

Corpi politici, 5

28 dicembre 2009

Aldo Moro fotografato dai suoi rapitori.

Corpo di donna: corpo politico e corpo poetico

25 dicembre 2009

In francese. In italiano.

Martiri del nostro tempo

17 dicembre 2009

A sinistra, Silvio Berlusconi. A destra, Stefano Cucchi.

Corpo morto, corpo vivo, corpi inerti

14 dicembre 2009

di Franco Foschi

Questo scritto è lo scritto di uno scritto. Tratta di ciò che è stato suscitato da un altro scritto, quindi potrebbe essere vissuto come una specie di gatto stupido che si morde la coda. Io lo so che non è così. Perché quando si parla di qualcosa di cui (più) nessuno parla, c’è un che di giustizia interna, in questo – come nell’occuparsi di coloro dei quali nessuno si occupa.

Il libro

in questione è Corpo morto, corpo vivo di Giulio Mozzi. Che inizia in questo modo: «Io sottoscritto Giulio Mozzi, di anni cinquanta, scrittore di finzione…», eccetera eccetera. Che significa: «Ecco, io mi metto in piazza, e voi?».
Può una cosa del genere, quando tutto ciò che di solito nel mondo è messo in piazza è «i muscoli torniti del maschio, il corpo burroso della donna, oppure la disgrazia assortita, e magari qualche emergenza inventata», ebbene il mettersi in piazza non come figura pubblica, ma come impressionante, totalizzante sé – ebbene, ancora, tutto ciò può lasciare indifferenti?

Continua a leggere questo articolo in Il primo amore.

Il corpo ferito del Capo

14 dicembre 2009

La follia ha sempre metodo, e più di una ragione. Chi ha scagliato l’oggetto contro il Presidente del Consiglio, Massimo Tartaglia, voleva violare il corpo del Re, un corpo sacro, che diventa tale attraverso l’investitura del potere, i rituali della vestizione, le cerimonie della proclamazione, il culto che lo circonda.

Leggi tutto l’articolo di Marco Belpoliti in Nazione indiana, qui.

Un corpo così evidente

14 dicembre 2009

Non ho memoria sinceramente di un altro corpo entro tessuti politici e di potere, così tanto evidente. Così tanto (pre)potente, così tanto forte da imprimersi tra menti e carni.

Leggi l’articolo di Barbara Gozzi, qui.

Tecnicamente immortale

14 dicembre 2009

[…] Per combattere i mostri rischiamo di diventare mostri noi stessi, di colpire fisicamente, di lasciarci andare alla rabbia sfrenata da piazza. Ma nessuno di noi vuole essere un mostro. Nessuno di noi, me lo auguro, vuole trasformarsi in un violento.
Così, in quel colpo a Silvio Berlusconi c’è tutta la vergogna per cosa rischiamo di diventare, e cosa più odiamo nel profondo. […]

Leggi l’articolo di Giorgio Fontana, qui.

La solitudine di un uomo

14 dicembre 2009

Ha lo sguardo di un bambino attonito. È un attimo di pura straziante nudità. Spunta di nuovo fuori dalla macchina, il viso lacerato. Colui che ha fatto del suo viso un logo onnipresente sembra volersi esporre anche adesso, ancora una volta, si guarda intorno con smarrimento e resta sotto i flash dei fotografi, per alcuni infiniti attimi. Lo spettacolo di uno dei corpi più esibiti del mondo si rovescia in drammatico spettacolo di sangue.

Leggi tutto l’articolo di Marco Mancassola nel suo sito, qui.