Posts Tagged ‘Cletus’

La letteratura inedita in Italia: fioccano le proposte

30 aprile 2014

Per capire il gioco, leggi qui.

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La proposta di Andrea Comotti.

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Su “La stanza degli animali”

28 novembre 2010

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2666

10 dicembre 2009

Cletus legge 2666 di Roberto Bolaño, nella nuova sede della Bottega di lettura: qui.

Otto anni non sono pochi / 6

30 Maggio 2009

[Negli otto anni del mio lavoro presso Sironi abbiamo pubblicato tanti libri. Riprenderò qui, in questi giorni, alcuni articoli relativi a quei libri che – a prescindere da qualunque valutazione commerciale – mi sembrano aver meglio “resistito” nel tempo. Questo articolo di Andrea Cortellessa apparve in Tuttolibri, supplemento del quotidiano La Stampa, il 9 luglio 2005. gm].

«Non v’è nulla che rievochi maggiormente il Nulla come il Tutto». Una frase come questa potrebbe averla detta l’oscuro Alonso Barrulho, che negli Anni Trenta strologa da una certa città spagnola, dal passato favoloso e dalle coordinate imprecisate. Perceber è la città della quale Barrulho dice, infatti (in un cartiglio recuperato, a Roma, quasi settant’anni dopo): «Ho capito che tutto ciò che mi circonda, adesso, non ha un nome: è un nome».
La pillola di gnosi non troppo vagamente borgesiana è una delle chiavi – così numerose da scoraggiarne l’uso – del «romanzo eroicomico» (così il settecentesco sottotitolo) col quale esordisce il trentacinquenne Leonardo Colombati. Il titolo è proprio il nome di quest’Anti-Roma immaginaria; la quale a sua volta si battezza da una storpiatura ispano-germanico-lusitana del latino percipere («assumere i dati della realtà mediante i sensi » – si rinvia il lettore a p. 46 per l’oggetto-sineddoche della realtà). Effettivamente Tutto e Nulla stanno – nel mondo fittizio quanto in quello cartaceo che lo evoca – in un rapporto dialettico: di mutua causalità. Per questo la minuziosa rete di rinvii alla cosmologia cabalistica – sottesa al set dei diversi quartieri romani come all’ordinamento di un simbolico Corpo Astrale –, a dispetto delle mani messe avanti in abbrivo («della struttura del nostro libro potrete agilmente disfarvi. La forma ci è servita per scrivere, non è indispensabile per leggere»), è tutt’altro che accessoria. Di fatto è ossessivamente ribadita, tanto dal doppio apparato di note (in coda al volume e – francamente di troppo – in calce a ciascun episodio) che dalle sterniane didascalie a ogni capitolo.

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“Di cosa ha bisogno questo Paese per lasciarsi alle spalle queste tragedie?”

8 aprile 2009

di Cletus

[Riporto qui la parte finale di un articolo di Cletus. Lo leggete intero qui. Cletus si occupa professionalmente di materiali per l’edilizia. gm]

[…] Perchè lo Stato […] non abolisce quell’assurdo meccanismo del ribasso della base d’asta che comporta, nella logica imperante del sub appalto, di dover vedere [crollare] edifici adibiti a strutture pubbliche, costruiti dopo tanti altri sismi, altre solenni promesse, poi puntualmente disattese. Allora dietro a certe scelte c’è l’uomo, la sua dignità. Rubare su un appalto, oltrechè criminale è indice di una idea della sicurezza degli utenti vicina allo zero. E’ la logica del profitto, dirà qualcuno, no, forse è la sua degenerazione. Allora non accettiamo da uno Stato, che poi siamo, saremmo, noi, che conceda l’affidamento dei lavori con queste normative, con questi strumenti medioevali. Non devono esistere, in una nazione che si dice civile, leggi che legalizzano la ruberia, l’arte di arrangiarsi. Ribassi in base d’asta, significa dosare il cemento a 200 kg al metro cubo laddove è prescritto (e pagato) per essere a 350 kg. Stessa cosa per il diametro dei ferri. Ecco allora che dove non è l’età, vetusta, degli edifici dei centri storici dei piccoli paesini, costruiti in conci di pietra, anche edifici cosidetti “moderni”, roba costruita pochi decenni fa, si sbricioli, col suo carico di morte, per l’amara felicità di qualcuno, “costretto” a lucrare sulla bontà (e quantità) dei materiali a scapito della vita dei suoi simili.

Per non dover piangere ancora, storie come questa.

Carverismi vari

24 febbraio 2009

Il mio articolo Escalation!, è stato discusso da Giorgio Fontana nell’articolo Contro il carverismo, da Francesco Di Bernardo nell’articolo Carverismo o lishismo?, da Orgone5 nell’articolo Sul carverismo, da Cletus nell’articolo Sul carverismo, voci. gm

“Mi spaventa questo concorso al necrologio più fico”

10 febbraio 2009

di Cletus

[…] Da questa gara che si sforza di cavalcare l’onda emotiva, con l’aggravante dell’effetto “scenico” dell’avvenuta morte, non si salva nessuno. […] E la cosa che mi lascia sgomento è la grande capacità di costoro di saltare a piè pari nelle più intime convinzioni di ognuno di noi, tentando di manipolarle come meglio possono. Non c’è un’etica, non esiste uno stile. Non ne faccio un calderone, ma davvero in questo coro cacofonico di voci (le suorine che l’hanno amorevolmente accudita, i politici che con espressioni impostate si battono il petto, finanche all’ultimo dei carabinieri che sostano davanti alla clinica comicamente chiamata La quiete) qualcosa si perde.
Si dirà, che vuoi? E’ stata una vicenda che ha commosso, che ha visto divise le opinioni di tutti, in senso trasversale, volevi che non ne parlassero ? […]

Vi invito a leggere per intero l’articolo di Cletus [gm].