Posts Tagged ‘Carola Susani’

Le “formazioni” a Milano (scrittrici e scrittori)

18 maggio 2015
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Martedì 19 maggio alle 18.30, a Milano presso lo Spazio Melampo (via Carlo Tenca 7) prima pubblica presentazione dei due volumi – La formazione della scrittrice e La formazione dello scrittore – pubblicati dall’editore Laurana: il primo a cura di Chicca Gagliardo, il secondo a cura di Gabriele Dadati. I due volumi prendono ispirazione dalle due rubriche pubblicate per diversi mesi in vibrisse, e intitolate appunto La formazione della scrittrice e La formazione dello scrittore.

“Carcassa”, un racconto di Noemi De Lisi

26 marzo 2015
Fotografia di N. De Lisi

Fotografia di N. De Lisi

[Ho conosciuto Noemi De Lisi nel corso “L’anno del romanzo”, organizzato a Palermo dal Centro studi narrazione Le città invisibili. Il corso doveva essere condotto a quattro mani da Carola Susani e da me; in realtà, per ragioni personali che non sto a spiegare qui, la mia partecipazione si è interrotta alla fine della primavera del 2014; e Carla ha condotto la barca fino al porto. I racconti di Noemi mi sono sembrati molto belli. gm]

[Preleva Carcassa in pdf]

Carcassa
di Noemi De Lisi

Luger accostò l’auto vicino a un cassonetto in via Padre Giordano Cascini e spense il motore. A quell’ora della notte la strada era intatta, e proseguiva in salita dietro una curva. Da un lato era fiancheggiata dalle rupi del monte che scalavano la vetta; dall’altro, dal bosco di pini e cipressi disteso fino a valle. «Andiamo!», disse Luger scendendo dall’auto. Ribaltò il suo sedile per far uscire Bardo, sbatté la portiera, si assicurò che anche Nadia fosse scesa, infilò la chiave nella toppa e fece scattare la sicura. Nadia voltò le spalle a Bardo e cominciò a gironzolare dinoccolata fra un lampione e il cassonetto. Mise le braccia dietro la schiena e disse: «Ma quindi, dov’è questo posto segreto?». Bardo dischiuse le labbra e sospirò. Le fissò gli anelli alle dita e le unghie smaltate di nero. «Allora?» continuò, facendo rimbalzare tre volte le mani sulle natiche. «Appena ci arriviamo, lo vedi», rispose Luger, guardò Bardo e strizzò l’occhio.

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La formazione della scrittrice, 16 / Carola Susani

28 aprile 2014

di Carola Susani

[Questo è il sedicesimo articolo di una serie che spero lunga e interessante. Ringrazio Carola per la disponibilità. Chi volesse proporsi, mi scriva mettendo nell’oggetto le parole “La formazione della scrittrice”. gm]

carolasusaniQuand’ero piccola, alla domanda: cosa farai da grande, rispondevo per inerzia: l’architetto. I miei genitori erano architetti e del loro lavoro mi piaceva tutto tranne il peso della responsabilità nei crolli. Così ho fatto l’architetto di strutture immaginarie. L’inizio della mia formazione si può far coincidere con una notte, era settembre, il 1969; la notte in cui, con sette bambole e sette pupazzi a forma d’animale antropomorfico, rimasi accoccolata sul sedile dietro della Peugeot bianca dai sedili azzurri mentre venivo trasportata dal nord al sud l’Italia, oltre lo stretto, fino in Sicilia. La luna mi accompagnava e le ero grata, ma intanto mi scoprivo a indugiare con la mente su piccole torture, bambini della mia età o poco più grandi che producevano taglietti nei ventri rotondi di bambini un po’ più piccoli. Lasciavo via della Rimembranza, città elettiva del mio più caro amico immaginario, Tano Bilò e dei suoi compagni d’avventura, il Dano e la Dana; non so perché scelsero quel giorno di restare indietro, non so se li cacciai, certo da allora sulla mia strada non li ho più incontrati. Lasciavo la cittadina veneta umile e garbata, incuriosita della sua stessa crescita economica, per andare – dove? Io non ne avevo idea.

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