Posts Tagged ‘Carlo Lucarelli’

Note di lettura: “Albergo Italia” di Carlo Lucarelli.

30 dicembre 2014

di Luigi Preziosi

I carabinieri celebrano quest’anno il bicentenario della loro fondazione (avvenuta il 13 luglio 1814). Oltre che con diverse manifestazioni più specificamente idonee ad esaltarne le tradizioni militari, l’Arma ha deciso di festeggiare la ricorrenza affidando alla narrativa, tramite il suo ente editoriale, l’onere di rendere testimonianza della plurisecolare centralità della sua presenza nella nostra collettività. L’intento è comporre un mosaico di ambientazioni e situazioni assai diverse tra loro, nelle quali la missione dell’Arma possa comunque trovare adeguato risalto. Così, i carabinieri attraversano l’epopea risorgimentale, e subiscono i sommovimenti emotivi che quegli anni tumultuosi potevano suscitare anche in chi ha come ragione di esistenza la fedeltà allo Stato, ma deve contemporaneamente possedere la particolare sensibilità di leggere il proprio tempo per distinguere nelle più impensate contingenze il bene dal male: proprio come riesce al protagonista del romanzo di De Cataldo Nell’ombra e nella luce. Mentre le inchieste del colonnello Reggiani, dovute a Valerio Massimo Manfredi, raccontano vicende che vedono come protagonista il particolare (e poco sfruttato, narrativamente parlando) Comando Carabinieri per la tutela del patrimonio culturale, il solo Carofiglio con Una mutevole verità sembra voler tornare alla vocazione originaria e più popolare dell’Arma, l’attitudine al controllo del territorio, che ha nella stazione il luogo di elezione e nel suo comandante il protagonista assoluto, elementi fondanti della tradizione della Benemerita già magistralmente evocati da Soldati nei suoi Racconti del maresciallo.

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La formazione della scrittrice, 24 / Simona Vinci

23 giugno 2014

di Simona Vinci

[Questo è il ventiquattresimo articolo della serie La formazione della scrittrice (esce il lunedì), alla quale si è ora affiancata la serie La formazione dello scrittore (esce il giovedì). Ringrazio Simona per la disponibilità. gm].

Ricordo con chiarezza il tempo in cui nella mia vita la scrittura – la mia, ma soprattutto quella degli altri – non c’era: un tempo così breve da farmi pensare che, forse, nella mia vita la scrittura ci sia sempre stata, anche prima che imparassi a distinguerla e riconoscerla.
Ho cominciato a leggere molto presto, prima delle scuole elementari, e le mie letture da subito sono state voraci e onnivore. Nella casa dove abitavamo allora c’era una stanza che chiamavamo “la stanza della televisione”, era una specie di salottino, con un divano, una televisione ovviamente e un lungo scaffale che correva ad angolo su due pareti: lì, c’erano i libri di mia madre. Tascabili, edizioni economiche e Club degli Editori, soprattutto. I miei genitori non erano persone colte – nessuno dei due è laureato – ma mia madre è sempre stata una grandissima lettrice. Saggi, romanzi, poesie, filosofia, psicoanalisi. Leggeva nel modo confuso in cui leggono quelli che hanno fame ma non hanno le basi per apprezzare l’alta cucina; questo però le permetteva una grande libertà che piano piano la affinava e offriva a me un panorama – ristretto a quegli scaffali, certo, ma che vista!- che comprendeva universi distanti: Erica Jong stava accanto a Baudelaire, Pirandello di fianco a Erskine Caldwell e io tutto toccavo, sfogliavo e assimilavo.

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Mondadori, le tasse e la leggina ad hoc / link

29 agosto 2010

L’articolo di Vito Mancuso, in Nazione Indiana con una lunga discussione. Ivi, l’intervento di Franco Cordelli. L’opinione di Ferdinando Camon. L’opinione di Michela Murgia. L’opinione dei Wu Ming. L’opinione di Luca Casarini. L’opinione di Giulia Blasi. L’opinione di Carlo Lucarelli. Se avete visto altri interventi, vi invito a segnalarli nei commenti.

Una lettera e un articolo, seguiti da una conversazione

1 luglio 2010

Cari lettori,
Gli scrittori Einaudi firmatari di questa lettera si associano alla protesta di gran parte dei cittadini italiani contro il disegno di legge “bavaglio” che intende limitare l’azione della magistratura e delle forze dell’ordine, il diritto di informazione e la libertà di stampa nel nostro paese.
Questa legge, millantando di proteggere la privacy di molti, vuole salvaguardare l’impunità di pochi, stendere un velo di segretezza sulla criminalità organizzata e, contemporaneamente, reprimere ogni voce di dissenso.

Francesco Abate; Niccolò Ammaniti; Andrea Bajani; Eraldo Baldini; Giulia Blasi; Ascanio Celestini; Mauro Covacich; Giancarlo De Cataldo; Diego De Silva; Giorgio Falco; Marcello Fois; Anilda Ibrahimi; Nicola Lagioia; Antonella Lattanzi; Carlo Lucarelli; Michele Mari; Rossella Milone; Antonio Moresco; Michela Murgia; Aldo Nove; Paolo Nori; Giacomo Papi; Laura Pariani; Valeria Parrella; Antonio Pascale; Francesco Piccolo; Rosella Postorino; Christian Raimo; Gaia Rayneri; Giampiero Rigosi; Evelina Santangelo; Tiziano Scarpa; Elena Stancanelli; Domenico Starnone; Benedetta Tobagi; Vitaliano Trevisan; Simona Vinci; Hamid Ziarati; Mariolina Venezia.

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