Posts Tagged ‘Andrea Di Consoli’

La formazione della scrittrice, 7 / Roberta Pilar Jarussi

24 febbraio 2014

di Roberta Pilar Jarussi

[Questo è il settimo articolo di una serie che spero lunga e interessante. Chi volesse proporsi – come ha fatto Roberta – mi scriva mettendo nell’oggetto le parole “La formazione della scrittrice”. gm]

roberta_pilar_jarussiHo imparato a scrivere come un gioco. Sulle ginocchia di mia madre, a tre anni. Una madre rigorosa e colta, senza carezze e senza baci, ‘anziana’ già alla mia nascita. Che però aveva, ed ha, una grande passione per le parole, dedizione che conserva anche adesso, che, quasi cieca, non può più leggere, neanche scrivere.
Le parole che mi insegnava erano solide, rotonde, erano di carne, erano mani addosso, conforto. Erano una promessa di felicità, sinché durava.

Capannuccia. Tavolino. Pettine. Pettinino rotto.
Imparavo a scrivere a stampatello. Dei disegnini, le lettere.
La A era la Capannuccia. La T, un Tavolino, qui la lettera coincideva con l’iniziale del disegnino, e facilitava le cose. La E era il Pettine. La lettera F, il Pettinino rotto, sdentato sotto. È chiaro, no? E poi l’H, che non ho mai chiamato ‘mutina’. Non era affatto muta, quell’acca. Era dura, respingente. Era un Portone chiuso.
La P, un Pancione, un po’ asimmetrico e sbilanciato, mi è sempre parso.
La B. Un Doppio pancione.
La C, l’Abbraccio che tanto volevo.
C’era un disegno preciso per ogni lettera.
A botta di immagini componevo parole. Ero veloce ad apprendere.

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Ma esiste ancora davvero un “caso Coccioli”?

16 febbraio 2009

di Andrea Di Consoli

[Questo articolo di Andrea Di Consoli è apparso nel quotidiano Il tempo domenica 15 febbraio 2009].

Carlo Coccioli

Carlo Coccioli

Nel mentre si ripropone, per l’ennesima volta, il “caso Còccioli”, a me pare che il “caso Còccioli” sia stia definitivamente risolvendo. E provo a spiegarmi. Carlo Còccioli (Livorno 1920 – Città del Messico 2003) è stato uno degli scrittori più “strani” del nostro Novecento letterario: è vissuto per quasi cinquant’anni in Messico, dove ha scritto la maggior parte delle sue opere (circa cinquanta), quasi tutte tradotte nelle principali lingue del mondo (per una panoramica esaustiva basta visitare il sito www.carlococcioli.com). Scriveva non solo in italiano, ma anche in francese e spagnolo. E’ stato un “toscanaccio” vitale e tormentato: un omosessuale religioso, un inquieto “cercatore di Dio”, che ha cercato nel cattolicesimo, nell’ebraismo, nell’induismo e nell’animismo (si veda Piccolo Karma, più volte ristampato, una sorta di “minutario” sulle piccole presenze trascurate di una casa). Le sue opere sono state stampate e ristampate in Italia con alterna fortuna (i suoi editori italiani sono stati Vallecchi, Mondadori, Rusconi, Baldini&Castoldi, Maremmi); mentre altre, una buona metà, non sono mai apparse sul mercato italiano, e attendono una prima uscita italiana.

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