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“Non più notte”, di Alessandra Casaltoli

25 giugno 2014

Alessandra Casaltoli, non più notte

Venerdì 27 giugno 2014 alle ore 18, a Livorno presso la Libreria Feltrinelli, Alessandra Casaltoli presenterà il suo romanzo Non più notte, pubblicato dalle edizioni Ets.
Le prime pagine del romanzo si possono prelevare qui.
Alessandra Casaltoli ha scritto gran parte del romanzo nel corso della prima Bottega di narrazione. Un breve estratto da una delle primissime versioni dell’opera può essere letto qui.

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Dalla Bottega di narrazione / Alessandra Casaltoli

4 ottobre 2011

[Come ho spiegato qui, pubblico in questi giorni una serie di estratti dai lavori in corso degli “apprendisti” della Bottega di narrazione. gm].

Alessandra CasaltoliQuesta storia ha le sue radici nel ‘900 ma non è una storia del passato. E’ la storia di persone che nate in quel vecchio, intenso secolo, ne hanno acquisito ideali e valori giusti e sbagliati, positivi e negativi, attraverso un’educazione familiare, scolastica e religiosa patriarcale e arretrata di stampo contadino. E’ la storia di un’imprenditoria nata dal basso, culturalmente impreparata ad una evoluzione extraprovinciale dei propri orizzonti professionali, costruita a seguito di un feroce istinto di rivalsa sociale, attraverso la corruzione, a scapito del merito. Questa è una storia familiare e personale di donne e di uomini, di tre generazioni nate, cresciute ed educate nel “Secolo breve”, l’ultima delle quali si è ritrovata in un nuovo secolo e in un nuovo millennio a dover rivedere, ripensare e riadattare, quando e dove possibile, ideali, valori ed educazione di una vecchia epoca, ad una nuova epoca, quella della “globalizzazione”. Questa è la storia della ricerca dell’identità di genere da parte di una ragazza che forza gli argini dei ruoli in cui la società confina uomini e donne, isolandoci, allontanandoci gli uni, le altre, rendendoci, maschi e femmine, innaturalmente nemici. Questa è la storia della ricerca dell’identità di una persona che vive in una realtà economica, politica e sociale contraddittoria, in un Paese, l’Italia, mai menzionato ma ben riconoscibile nel tratteggio di vicende narrate in prima persona dalla protagonista, ma che appartengono anche all’esperienza quotidiana di ognuno di noi. Questa è la storia di Alba Porpora.
Il brano che segue è tratto dal cap. VII: è il 1986, 25 aprile. A Chernobyl esplode un reattore nucleare, l’Europa vivrà la sua Hiroshima. La protagonista, qui ancora bambina, filtrerà in questa vicenda, terrore e apprensione degli adulti, attraverso gli strumenti e le misure di una bambina. La radioattività è una nuvola che non le permette di giocare all’aria aperta. Alba, da adulta, verrà colpita da un grave cancro alla tiroide che pregiudicherà la sua fertilità, la possibilità di diventare madre. Il vento della storia che ha tanti nomi e passa sulla testa di ognuno, per Alba si chiama Chernobyl e lascerà i suoi segni. (a.c.)

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