Posts Tagged ‘Alberto Garlini’

Otto anni non sono pochi / 12

12 giugno 2009

[Dopo le quattro tappe (a, b, c, d) dedicate a Il più dolce delitto di Giancarlo Onorato, continuo a ripercorrere gli otto anni di lavoro in Sironi. Una timida santità fu il libro quasi d’esordio (aveva già alle spalle una raccolta di versi e un libro di taglio giornalistico) di Alberto Garlini. Che poi pubblicò sempre per Sironi Fùtbol bailado e nel 2007 Tutto il mondo ha voglia di ballare per Mondadori. Questo articolo di Andrea Bajani apparve nel febbraio 2003 nella rivista Fernandel. gm]

Alberto Garlini ha trentatré anni, vive in Friuli Venezia Giulia e ha scritto uno dei romanzi più belli finiti in libreria nell’ultimo anno. Si intitola Una timida santità, ed è la cronistoria disarmante e tenerissima della morte di una donna e della successiva resurrezione nella mente del narratore. Lui si chiama Alberto, come l’autore del romanzo, e lei Tina. Lui è il nipote e lei la nonna che lentamente e quasi sbadatamente se ne sta andando all’altro mondo. Con una penna morbidissima, Garlini disegna i contorni di quella morte e del suo stesso satellitare con pazienza e triste attesa intorno alla figura della nonna, alle sue sbandate folli, al suo dolcissimo essere sempre accanto alle cose, sempre lontanamente parallela. Garlini, come solo i veri scrittori sanno fare, affronta la morte di petto, racconta il lutto e finisce per commuoversi, di fronte all’aldilà. Forse vorrebbe un riscatto, di fronte all’ultimo passo, ma quello che raccoglie è un bellissimo grumo di dolore e parole (“Andavamo al funerale della Tina, la mia nonna, lei che non vedeva niente e io che credevo di vedere tutto, ed eravamo la stessa cosa dolorosa”).

(more…)