Archive for the ‘Questionario per lo svolgimento della consulenza canonica’ Category

Questionario per lo svolgimento della consulenza canonica, 2

23 marzo 2017

di Federica Pittaluga

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Giorgio e Caterina si incontrano e si sposano. È un matrimonio breve. Quando il rapporto naufraga, Giorgio si rivolge al tribunale ecclesiastico per una consulenza, nella speranza che ci siano gli estremi per ottenere la dichiarazione di nullità. Il primo passo è rispondere alle domande di un questionario, disponibile sul sito del tribunale ecclesiastico della Lombardia (Vedi, Allegato B). Sono le risposte di Giorgio a permettere la ricostruzione del matrimonio. O almeno, la sua versione dei fatti.
Il questionario di Giorgio, qui pubblicato a puntate, costituiva originariamente la prima parte di un romanzo, rimasto inedito, che si è intitolato per un certo periodo Sequela.
La seconda parte del romanzo racconta invece la versione di Caterina, moglie imperfetta di Giorgio e anima perduta, oltre alla storia di un maneggio, ora chiuso, di un padre missionario e di un uomo diviso tra il bene che desidera compiere e i mezzi illeciti che utilizza per realizzarlo.
Per lungo tempo ho pensato che il romanzo raccontasse uno spaccato di mondo che credevo di conoscere abbastanza bene. Ora, invece, so che tutte le vicende ruotano intorno alle ossessioni di Giorgio e niente le racconta meglio della sua viva voce.

* * *

Quando e come siete arrivati alla decisione di sposarvi in chiesa? Eravate convinti? Avevate dei dubbi su questa scelta?

Ho sempre dato per scontato che ci saremmo sposati in chiesa ed ero certo che Caterina capisse e sapesse che l’amore che provavamo non ce lo stavamo dando noi, ma ci era dato da un Altro. E solo quell’Altro, io lo sapevo, poteva rendere eterno il nostro amore. Caterina forse si è lasciata traviare dall’aspetto mondano della cosa e ha insistito perché celebrassimo il matrimonio nella sua parrocchia. Io non avevo preferenze, mentre per Caterina era importante sposarsi nella stessa chiesa dov’era stata battezzata, dove aveva fatto la prima comunione e la cresima. Anche se non capivo il sentimentalismo che la spingeva in quella direzione, so bene che è tradizione che il matrimonio si celebri nella parrocchia della sposa. Ho accettato questo, anche se mi sarebbe piaciuto che a celebrare fosse don Mario Casati, un prete che aveva fatto GS con mio papà e a cui la mia famiglia è molto legata. (more…)

Questionario per lo svolgimento della consulenza canonica, 1

20 marzo 2017

di Federica Pittaluga

Giorgio e Caterina si incontrano e si sposano. È un matrimonio breve. Quando il rapporto naufraga, Giorgio si rivolge al tribunale ecclesiastico per una consulenza, nella speranza che ci siano gli estremi per ottenere la dichiarazione di nullità. Il primo passo è rispondere alle domande di un questionario, disponibile sul sito del tribunale ecclesiastico della Lombardia (Vedi, Allegato B). Sono le risposte di Giorgio a permettere la ricostruzione del matrimonio. O almeno, la sua versione dei fatti.
Il questionario di Giorgio, qui pubblicato a puntate, costituiva originariamente la prima parte di un romanzo, rimasto inedito, che si è intitolato per un certo periodo Sequela.
La seconda parte del romanzo racconta invece la versione di Caterina, moglie imperfetta di Giorgio e anima perduta, oltre alla storia di un maneggio, ora chiuso, di un padre missionario e di un uomo diviso tra il bene che desidera compiere e i mezzi illeciti che utilizza per realizzarlo.
Per lungo tempo ho pensato che il romanzo raccontasse uno spaccato di mondo che credevo di conoscere abbastanza bene. Ora, invece, so che tutte le vicende ruotano intorno alle ossessioni di Giorgio e niente le racconta meglio della sua viva voce.

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Allegato B
Questionario per lo svolgimento della consulenza canonica

Cognome e nome del richiedente: Giorgio Bonomi
Cognome e nome dell’altra parte: Caterina Ravizza

Quando avvenne la conoscenza? Come si svolse il fidanzamento?

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Questionario per lo svolgimento della consulenza canonica, 0

16 marzo 2017

di giuliomozzi

Nel corso di una Bottega di narrazione, e nell’anno (almeno un anno) successivo, Federica Pittaluga ha lavorato a un romanzo che dopo un po’ di esitazioni è stato chiamato Sequela (“La sequela, termine di origine tardo-latina che deriva da sequi («seguire»), esprime nel contesto teologico un atteggiamento di dedizione e obbedienza nei riguardi di Dio, con particolare attenzione e aderenza alla condotta di Gesù Cristo, sul modello degli apostoli e dei primi discepoli, che accolsero la chiamata diretta di Gesù”: Wikipedia). L’intenzione di Federica, lo dico con le sue parole, era di rappresentare “uno spaccato di mondo” che “credeva di conoscere abbastanza bene”, attraverso la narrazione di un evento drammatico: la fine di un matrimonio (ricordiamo la prima celebre massima iniziale di Anna Karenina: “Tutte le famiglie felici sono simili tra loro, ogni famiglia infelice è infelice a modo suo”, tr. Pietro Zveteremich); connessa poi ad altre sottostorie la cui costante era: il fare del male nella convinzione (più o meno profonda e sincera, ec.) di fare del bene. Nulla di machiavellico, nessuna giustificazione dei mezzi con il fine: quasi una sorta di opaca insensibilità.

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